Archivio per giugno, 2010

Riceviamo dalla Casa delle donne di Pesaro.
OBBLIGATORIA LA PENSIONE A 65 ANNI? UNA TRUFFA DELLA PARITA’
Siamo sconcertate di fronte al clima di ineluttabilità con cui viene accolta la decisione del governo di fissare obbligatoriamente a 65 anni l’età pensionabile delle donne, a partire da quelle del pubblico impiego.
E’ falso dire che la misura è imposta dalla Comunità europea, che non parla di pensioni, ma di equiparare le retribuzioni tra uomini e donne. Altre direttive europee vengono disattese allegramente dallo Stato italiano (ce ne sono in elenco oltre 150!), senza preoccupazione per le multe che ne possono conseguire. Questo zelo di adeguamento ci pare pertanto sospetto.
Mandarci in pensione obbligatoriamente a 65 anni la consideriamo una scelta misogina, che accomuna gli uomini di governo che la propongono e buona parte di quelli che stanno all’opposizione e nelle organizzazioni sindacali, che rimangono muti e abbaglia quelle donne che pensano possibile scambiare oggi l’ elevazione dell’età pensionabile con future e incerte misure in favore dell’occupazione femminile, aperture di asili nido e case di riposo, ecc..
E’ una imposizione che non possiamo condividere.
Se partiamo dalla nostra vita reale i conti non tornano; le nostre vite quotidiane parlano chiaro: siamo noi che facciamo nascere e alleviamo i figli, ci occupiamo dei familiari malati; ci facciamo carico del lavoro extradomestico, facciamo la spesa, cuciniamo, puliamo la casa. Le incombenze aggiuntive al lavoro “produttivo” sono state quantificate in una media di tre ore al giorno. Secondo un sondaggio condotto dall’Onu, siamo le donne che lavorano di più al mondo.
Come mai questo lavoro di cura diventa irrilevante, quando si legifera sulla nostra vita? La nostra giornata lavorativa è doppia, perché ne viene considerata una sola? Per i lavori usuranti sono state riconosciute misure pensionistiche differenti: non è forse usurante il nostro doppio carico di lavoro?
La mossa è sempre la stessa: intrappolarci nel discorso paritario. Ma pari a chi?
L’ uomo, che nella sua vita si occupa del solo lavoro “produttivo”, non può essere preso come unità di misura per le donne, che hanno una vita più complessa; se la nostra vita non è “pari”, non possono essere pari neppure le condizioni del nostro pensionamento.
La parità è un’astrazione. Ecco perché i conti non tornano.
A chi giova occultare la diversità reale, far finta che non ci sia?
Elevare obbligatoriamente la nostra età pensionabile significa azzerare un dato di realtà e l’esperienza corporea della maggior parte delle donne. Diventa una misura punitiva!
Vogliamo invece che venga restituita alla donne la libertà di scegliere liberamente, ciascuna per sé, se permanere nel lavoro “produttivo” anche oltre i 60 anni .
La disparità esistente tra uomini e donne è un dato di realtà e va assunto consapevolmente anche da chi ci governa. Saper governare significa infatti essere capaci di tener conto dei bisogni, della materialità e della complessità della vita di uomini e donne in carne ed ossa.
L’economia che ci serve è fatta di produzione reale e di riproduzione della vita stessa; il lavoro deve essere adattato creativamente alle necessità della vita e non la vita sacrificata alle necessità del mercato: anche questo le donne vanno ormai asserendo da tempo.
Spetta a noi la parola sulla nostra vita: affermiamo il valore della nostra esperienza!
Invitiamo perciò le donne che sentono indecente la misura adottata dal governo per il pensionamento femminile, a mettere in circolo la loro parola a partire dall’ esperienza e invitiamo gli uomini , non malati di misoginia, a misurarsi con un pensiero rispettoso della complessità del vivente.
Pesaro, 28 giugno 2010
Rosanna Catelani, Elisabetta Fortunato, Annarita Furlani, Paola Massaro, Fatima Morelli, Anna Paola Moretti, Rossana Roberti, Simonetta Romagna, Alfonsina Tomasucci, della Casa delle donne di Pesaro info@casadonnepesaro.org

Da Femminismo a Sud:
Dalla sinergia tra Femminismo a Sud, Bollettino di Guerra, Lady Losca, Asocial Network (ringraziamo entrambi moltissimo per il testo, il coordinamento dell’iniziativa e le traduzioni) nasce questo testo pensato per essere diffuso tra le donne straniere. Sul Bollettino di Guerra noterete come sempre di più sono le donne straniere che vengono ammazzate, mutilate, stuprate, sfruttate, massacrate da uomini italiani. Se stampa e governo vogliono farci credere che il “macho italiano” sia una categoria “sicura” ed “esportabile” a noi è invece chiaro che la violenza maschile non ha passaporto ne’ confine. Sappiamo comunque che l’Italia è al primo posto in Europa per violenza maschile fuori e dentro casa. Bisogna avvertire quelle che arrivano qui immaginando di trovare maschi amorevoli che le renderanno felici per tutta la vita. Le cifre della violenza maschile perpetrata da uomini italiani su donne straniere dicono il contrario. Prendete questi testi e affiggeteli, diffondeteli, fateli circolare. Ne trovate in più versioni: italiano, francese, inglese, spagnolo, portoghese, rumeno, ungherese, greco. Sono in arrivo versioni in altre lingue. Se tra chi legge c’è qualcun@ che volesse dare disponibilità per traduzioni in lingue difficili (tedesco, arabo, cinese, giapponese, romanì, albanese, ucraino, polacco, lingue di paesi dell’est, etc) può scrivere a femminismoasud[AT]inventati[DOT]org e vi metteremo in contatto con chi coordina e porta splendidamente avanti l’iniziativa.
Consigli di sopravvivenza: da parte delle donne italiane alle donne straniere Ogni settimana, in Italia,moltissime donne vengono uccise. Lo leggiamo sui giornali, nelle rubriche dicronaca nera, che spesso giustificano l’assassino. Il vero nome di queste mortiè femminicidio, le donne chevengono uccise, muoiono in quanto donne.Se arrivate qui in Italia evedete che questi uomini non hanno una donna, specie se hanno una etàconsiderevole, chiedetevi come mai, prima di lanciarvi in una storia conqualcuno di loro. Non fatevi comprare perché pagherete con la vita qualunque”attenzione”. Non fatevi abbindolare. Non fatevi sfruttare da genteche vuole la badante e la puttana in casa al prezzo di niente.Siete donne fantastiche,intelligenti, spesso avete lauree che nei vostri paesi non avete potutoutilizzare, spesso siete arrivate qui per cercare un po’ di fortuna. Evitate imachi italiani, evitate di farvi ammazzare. Avete fatto tanti chilometriperché per la vostra vita pretendete di più e allora pretendete di più anchedagli uomini. Se siete etero e vi interessa avere una relazione cercatene unoche sia degno di voi. Dateci ascolto.E se non ci credete guardatei dati europei che dicono che l’italia è al primo posto per quantità diviolenze maschili e domestiche.
(francese)CONSEILS DE SURVIE DES FEMMES ITALIENNES AUX FEMMESÉTRANGÈRES Chaque semaine, un nombreconsiderable de femmes sont tuées en Italie. On le lit sur les fait divers desjournaux, où ce type d’assassinat reçoit souvent des justifications. La mort deces femmes a un nom bien défini: féminicide. Les femmes qui sont tuées meurenten tant que femmes.Si vous arrivez en Italie etvoyez que ces hommes n’ont pas une femme, spécialment s’ils sont âgés,demandez-vous d’abord pourquoi avant de vous lancer dans une relation avecquelqu’un d’eux. Ne vous laissez pas acheter, car vous payerez de votre vieleurs “attentions”. Ne vous laissez pas faire. Ne permettez pas que ces hommesprofitent de vous, car tout ce qu’ils désirent, c’est avoir chez soi uneauxiliaire de vie et une putain prête à les satisfaire au prix de rien.Vous êtes des femmesmerveilleuses et intelligentes, et vous avez souvent des diplômesuniversitaires que vous n’avez pas pu utiliser dans vos pays. Souvent, vousêtes là pour chercher un peu de bonne sort. Évitez les machos italiens, ne vouslaissez pas tuer.Vous avez fait tant de bornesparce que vous désirez davantage de votre vie, et alors il faut que vousdésiriez davantage des hommes aussi. Si vous êtes hétérosexuelles et désirezavoir une relation avec un homme, cherchez-en un qui soit digne de vous. Suiveznotre conseil.Et si vous n’y croyez pas,regardez les statistiques européennes qui disent que l’Italie est à la premièreplace pour nombre de violences masculines et doméstiques.
(portoghese/brasiliano) CONSELHOS DE SOBREVIVÊNCIA DAS MULHERES ITALIANAS ÀSMULHERES ESTRANGEIRAS Cada semana, na Itália, matam-semuitíssimas mulheres. Lê-se isso nos diários, nos factos do dia, que justificammuitas vezes o assassínio. Todas estas mortes têm um nome verdadeiro:feminicídio. As mulheres que são matadas morrem em quanto mulheres.Se chegarem aqui na Itália everem que estos homens não têm uma mulher, principalmente se forem idosos,perguntem-se porque antes de começarem uma relação com algum deles. Não sedeixem comprar porque vão pagar com a sua vida qualquer “atenção”. Não sedeixem enganar. Não deixem que se aproveitem de vocês, são homens que queremuma cuidadora e uma puta em casa ao preço de nada.Vocês são mulheresfantásticas, inteligentes, e muitas vezes têm licenciaturas que não puderamutilizar em seu país, ou chegastes aqui para procurar um pouco de fortuna.Evitem os machos italianos, evitem de se fazer matar.Vocês fizeram tantosquilómetros porque querem mais da sua vida, então é preciso querer mais doshomens também. Se vocês forem heterosexuais e quiserem ter uma relação,procurem um homem que é digno de vocês. Acreditem em nós.E se não acreditarem, olhemos dados europeus que dizem que a Itália está em primeira posição pelaquantidade de violências machistas e domésticas.
(rumeno) SFATURI DE SUPRAVIEŢUIRE DE LA FEMEILE ITALIENE FEMEILORSTRĂINE În fiecare săptămână, înItalia, un număr remarcabil de femei sunt omorîte. O citim îm ziare, în cronicadelictelor unde acest fel de asasinat este deseori justificat. Aceste morţi auun nume definit şi adevărat: feminicid. Femeile care sunt omorîte mor doarpentru că sunt femei.Dacă veniţi aici în Italia şivedeţi că oamenii aceştia n-au o femeie, mai ales dacă sunt bătrâni,întrebaţi-vă pentru ce, înainte de a începe o relaţie cu cineva dintre ei. Nuvă lasaţi cumpăra, pentru că veţi plăti cu viaţă orice “atenţie”. Nu vă lasaţiîmbrobodi. Nu vă lasaţi exploata de oameni care vor o femeie în casă şi o curvăla preţ de nimic.Sunteţi femei fantastice şiinteligente, aveţi deseori licenţe universitare pe care nu le aţi putut utilizaîn ţările voastre, şi deseori aţi venit aici ca să încercaţi puţin denoroc. Scăpaţi de masculiiitalieni, nu vă lasaţi omorî.Aţi făcut atât de kilometripentru că vreţi mai mult de viaţa voastră, şi atunci trebuie să vreţi mai multşi de oameni. Dacă sunteţi heterosexuale şi vă interesează o relaţie cu un om,căutaţi unul care e demn de voi. Daţi-ne dreptate.Şi dacă nu ne credeţi,consideraţi datele europene care spun că Italia este în primă poziţie pentrucantitatea violenţelor masculine şi domestice.
(spagnolo) CONSEJOS DE SOBREVIVENCIA DE LAS MUJERES ITALIANAS A LASMUJERES EXTRANJERAS Cada semana, en Italia,muchísimas mujeres son asesinadas. Lo leemos en los periódicos, en la crónicapolicial que a menudo justifica el asesino. El verdadero nombre de estasmuertes es feminicidio: las mujeres que son asesinadas, mueren en tanto quemujeres. Si llegáis aquí a Italia, yvéis que estos hombres no tienen una mujer, especialmente si son viejos,preguntaos la razón antes de tener una historia con ellos. No dejaos comprar,porque pagaréis con la vida misma cada “atención”. No dejaos engañar.No dejaos explotar por hombres que quieren una asistente doméstica y una putaen su casa, al precio de nada. Sois mujeres fantásticas,inteligentes, en algunos casos tenéis una licencia que en vuestros países nopudisteis utilizar, en otros casos llegasteis aquí para encontrar un poco defortuna. Evitad los machos italianos, evitad de haceros matar. Hicisteis muchos quilómetrosporque de vuestra vida queréis mucho más, y entonces pretended mucho más de lositalianos también! Si sois heterosexuales y estáis interesadas en construir unarelacción, buscad a un hombre que sea digno de vosotras. Y si no creéis que lo quedecimos es verdad, mirad a los datos europeos que dicen que Italia está alprimer puesto por cantidad de violencias machistas y domésticas
SURVIVAL ADVICES FROM ITALIAN WOMEN TO FOREIGN WOMEN So many women are killed inItaly every week. We can read this on the crime news, that often are prone tojustify this kind of murder. The real name of these deaths is: feminicide.Women are killed as they are women.Should you come here toItaly, and see that these men don’t have a woman -especially if they are old-first ask yourselves why before you start a relationship with some of them.Don’t let them buy you, you could pay with your own life any sort of “kindness”by these men. Don’t let yourselves be played. Don’t let yourselves be exploitedby men saying they need “home help”, they only want a low cost caretaker and awhore.You are wonderful andintelligent women, and you often have university degrees you couldn’t use inyour countries. You often come here in search for good luck. Please keep out ofItalian machos, they could put an end to your life.You traveled so many milesbecause you want more from your life, so you should want more from men, too. Ifyou are heterosexual and are interested in starting a relationship, you shouldlook for a man who is worthy of you. Please listen to us.And if you don’t believe us,please consider the European data evidencing that Italy occupies the first rankas for machist violence and domestic abuse.
(ungherese) Túléléstanácsok az olasz nőktől az idegen nőknekBizonyos szamú nőket hetenként Olaszországban gyilkolnak meg. Ezt olvassuk az újságokban, a fekete krónikában, és túlgyakran a gyilkosságot többféle ürügyekkel igazolják . Ezeknek a haláloknak igaz neve van: nőgyilkosság. A nők, akiket meggyilkolnak, meghalnak azért, mert nők. Ha Olaszországba érkeztek és látjátok, hogy ezeknek az embereknek nincs nője, különösen ha idős, magatoktól kérdjétek meg miért, mielőtt egy viszonyt folytattok valakivel közülük. Ne engedjétek, hogy vásárolnak, mert az élettel fizetni fogtok minden “figyelmességért”. Ne engedjétek, hogy kihasználnak emberek, akik egy házvezetőnőt és egy kurvát semmi árán akarnak. Csodálatos, értelmes nők vagytok! Gyakran vannak doktori címeitek, amelyeket nem használhattatok ki a ti országaitokban, és gyakran ide érkeztetek, hogy egy kicsit szerencsét keressetek. Az olasz machókat kerüljetek el. Kerüljétek, hogy meggyilkolnak. Olyan sok kilométert tettetek meg azért, mert többet követeltek meg az életetektől, akkor az emberektől is többet követeljetek meg. Ha ti heterosexuális vagytok és egy viszonyt valakivel folytatni akartok, egy hozzátok meltó embert keressetek. Hallgassatok reánk. És ha nem akartok hinni nekünk, tekintsétek meg, hogy az europai statisztikáktól kitűnik, hogy Olaszország az első helyen van férfias és hazi erőszakért.
(greco) Συμβουλές επιβίωσης από τις Ιταλίδες γυναίκες στις ξένες γυναίκες Κάθε βδομάδα, αρκετές γυναίκες δολοφονούνται στην Ιταλία. Αυτό το διαβάζουμε στις εφημερίδες και στα νέα, που δικαιολογούν συχνά αυτό το είδος δολοφονίας με διάφορες προφάσεις. Το αληθινό όνομα αυτών των θανάτων είναι· γυναικοκτονία. Οι γυναίκες δολοφονούνται γιατί είναι γυναίκες.Αν έρθετε εδώ στην Ιταλία και δείτε, ότι οι άντρες αυτοί δεν έχουν μια γυναίκα, κι ειδικά αν είναι ηλικιωμένοι, αναρωτηθείτε γιατί πριν ριχτείτε σε μία ιστορία με κανέναν απ’αυτούς. Μην επιτρέψτε τους να σας αγοράσουν, γιατί θα πληρώσετε με τη ζωή καθε είδους “φιλοφρωνήσεις”. Να μην σας εξαπατήσουν. Μην επιτρέψτε τους να σας εκμεταλλεύονται, ό,τι θέλουν αυτοί είναι μόνο μία φροντίστρια και μία πουτάνα δωρεάν.Υμείς είσαστε θαυμάσιες κι έξυπνες γυναίκες, συχνά έχετε πτυχία που δε μπορείτε να τα χρησιμοποιείτε στις χώρες σας, και συχνά ήρθατε εδώ από παντού για ν’αναζητείτε λίγο τύχη. Αποφύγετε τους Ιταλούς άντρες, θα μπόρεσαν να σας σκωτώσουν.’Hρθατε από μακριά γιατί περιμένετε πιο πολύ από τη ζωή σας, και τότε πρέπει να περιμένετε πιο πολύ από τους άντρες επίσης. Αν είσαστε ετεροφυλόφιλες και θέλετε μία ιστορία με κάνέναν, αναζητείτε έναν άντρα που είναι ανταξιός σας. Προσέχετε μας.Κι αν δε πιστεύετε μας, κοιτάξτε τις ευρωπαϊκές στατιστικές, από τις οποίες προκύπτει ότι η Ιταλία είναι σε πρώτη θέση για φαλλοκρατικές και οικογενειακές βιαιότητες.
I mondiali di calcio stanno arrivando al loro clou, ma una notizia è passata inosservata, tra le vetrine di celebrità presenti alla manifestazione e la retorica sul paese, perfetto esempio di integrazione tra miseria e business: la diffusione dell’Hiv. Un esercito di prostitute si è riversato nelle località coinvolte dai Mondiali ma già qualche settimana fa il quotidiano inglese The Guardian dava notizia che la Fifa aveva vietato alle Ong impegnate in Sudafrica nel lavoro di prevenzione dell’Hiv, la distribuzione negli stadi e alle feste connesse di materiale informativo e profilattici:
“Aids groups in South africa have accused Fifa of banning the distribution of condoms at World Cup stadiums and other venues.
The Aids Consortium and other groups also criticised a block on the distribution of safe sex information at stadiums and fan parks, even though alcohol can be advertised.
South Africa has the world’s largest number of HIV carriers, with an estimated 5.7 million people infected – about one in every five adults. There are around 1,400 new HIV infections every day and nearly 1,000 Aids deaths.
This has prompted calls for a health initiative to prevent the virus spreading as hundreds of thousands of football fans pour into the country for the World Cup, which starts next Friday.
The South African government says there are more than 71m condoms currently in circulation, with a further 65m available. In March it was announced that Britain would give 42m condoms to South Africa. But Fifa’s tight restrictions on venues, where only official sponsors are allowed, will prevent fans gaining access to the condoms and to crucial health information, Aids organisations warned.
“To date Fifa has not permitted any civil society organisation to distribute HIV- or health-related information and Fifa has not provided any written confirmation that condoms may be distributed at stadia and within the fan-fests,” the groups said in a statement. “This is despite the fact that commercial sponsors selling alcohol will have dedicated spaces available.”
The statement – from bodies including the Aids Consortium, Community Media Trust, Southern African HIV Clinicians Society, Section 27 and Treatment Action Campaign – added that Fifa had a “moral obligation” to work with local organisations “to protect both citizens and visitors alike from HIV infection, TB and the H1N1 virus”.
It said they had requested without success an urgent meeting with Fifa and the local organisers to discuss their concerns. Fifa said it was not aware of any such requests, and that a meeting was under way to address the issues.
In April, South Africa launched the world’s biggest HIV testing and treatment programme, aimed at providing drugs to 80% of HIV-positive people and testing 15 million people by the end of June next year. The president, Jacob Zuma, earned praise for taking an HIV test.
“The World Cup is an opportunity to combine sport with messages about HIV prevention and healthy living that can be heard by millions of people,” the groups’ statement concluded. “It would be a tragedy to miss it.”
Dall’incontro di sabato 26 giugno, a Fano, con Patrizia Fiocchetti del Cisda (comitato italiano sostegno donne afghane) e Yumie Nariko (Friends of Rawa), organizzato presso il mercato estivo Equo e solidale “Equalestate”, con la presenza delle Donne in nero di Fano, arriva l’invito a sostenere e firmare questa petizione che chiede l’espulsione dal Parlamento afghano dei “signori della guerra”, trafficanti di armi e di droga, spesso colpevoli di omicidi, sevizie, mandanti di ricatti ecc.. Le elezioni si terranno nel settembre del 2010.
nell’ambito delle iniziative di “EQUALESTATE”
Sabato, 26 giugno 2010 ale ore 21,00, ex chiesa Sant’Arcangelo (C.so Matteotti)
FILMATO e TESTIMONIANZA DI PATRIZIA FIOCCHETTI del C.S.D.A. (Comitato italiano sostegno donne afghane) E YUMIE NARIKO del Gruppo FRIEND of RAWA
Seguirà UN ASSAGGIO DI PRODOTTI DEL MERCATO EQUO
All’iniziativa partecipano le donne in nero di Fano:
donneinnerofano@virgilio.it

Ospite della trasmissione di Radio Tre Scienza ”Mamma, mormora lo psichiatra” di martedì il tema della proposta di Trattamento Sanitario Obbligatorio per le madri in depressione.
Unica donna intervistata (tra pediatri in barca a vela e psichiatri), la dott.Toschi (Asur Umbria) della Associazione dei ginecologi territoriali.
All’aperitiva di Pesaro il dibattito sul progetto di Opuscola su femminismo, salute, benessere, consultori, si è protratto più del previsto, e quindi non abbiamo potuto fare un giro tra i siti che avevamo selezionato per discutere di come le donne fanno politica e informazione attualmente usando il web.
L’idea di fare questo “surf”, commentandolo assieme, era venuta a me pensando a diverse cose:
- a quanto è vero che l’immagine delle donne, e la discussione stessa su di noi e sul biopotere che viene esercitato su di noi, è sulla stampa nazionale e sulle tv, smaccatamente gestito dai maschi. Però io personalmente mi sono ritrovata restia a condividere appieno le tesi di Lorella Zanardo, che presenta a mio parere retoricamente solo la parte “cattiva” dei mass media e non tiene conto di tutta quella tv, quella stampa, che invece, e per fortuna, presenta voci femminili autorevoli o riporta voci femminili non allineate col machismo imperante. (la chiamerei la “tesi Veronica” o se vogliamo il “teorema della Madonna”). Tralascio di dire quello che penso dell’operazione mediatica di Zanardo perché vorrei scriverci qualcosa di più approfondito.
-ci sono migliaia di blog di donne, ma spesso noi che li facciamo non abbiamo tempo di vederci e discuterci assieme, invece è il momento di farlo, anzi, secondo me sarebbe il caso di organizzare una vera e propria convention delle blogger femministe (magari qui da noi, che siamo al centro e quindi raggiungibili con pari sforzo da tutte!), un incontro che al di là dei look, delle mode, e di qualsiasi forzatura “cybergirl”, accolga tutte, di qualsiasi età.
Ecco la “playlist” che avremmo dovuto surfare e commentare, partiva da alcune considerazioni sulla presenza-assenza di informazioni ben organizzate per le donne nella nostra provincia, e finiva col surfare tra siti e blog interessanti e divertenti.
Francesca Palazzi Arduini (Dada).
http://www.asurzona1.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=6904
http://www.laprovinciadelledonne.it/index.php?id=7655
http://www.womenews.net/spip3/
http://www.donnealtri.it/home/
http://www.consultoriprivatilaici.net/
http://www.universitadelledonne.it/
http://www.usciamodalsilenzio.org/
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/
http://pillolissima2009.splinder.com/

venerdì 11 giugno, Pesaro, Centro sociale Oltrefrontiera, via Leoncavallo 15, aperitivo femminista e buffet a sostegno delle iniziative del nostro gruppo, con anche le nuove magliette femministe!
Dalle ore 18.30, aperitivo e buffet, ore 19.30 presentazione del nostro progetto di informazione su femminismo, salute, consultori, e poi a seguire, all’interno del centro sociale se il caldo lo permette, web surf tra i siti femministi che si occupano delle tematiche in discussione (sessualità, consultori, politica femminista ecc.).

In questi giorni di manovra economica “dissanguante” per le famiglie italiane, sarà sfuggito ai più lo svolgimento alla Regione Lazio del convegno “Regioni: quali politiche per la vita” su iniziativa del Movimento per la vita, del Forum delle associazioni familiari e di Scienza&Vita.
In questo incontro erano presenti oltre trenta tra presidenti assessori e consiglieri regionali di 12 Regioni diverse. Naturalmente non poteva mancare il nostro assessore della Regione Marche Luca Marconi, che ha scelto il suddetto convegno per ribadire l’impegno a difesa della famiglia “tradizionale” che il presidente Spacca ha assunto in campagna elettorale e illustrare i provvedimenti regionali, in cantiere nelle Marche, che riguardano il nuovo assessorato di stampo cattolico integralista. Tale presa di posizione non ha tardato a produrre i primi imbarazzanti effetti. Infatti l’annunciata presenza dell’Assessore Marconi ad una manifestazione organizzata a Roma dall’antiabortista Movimento per la Vita quale rappresentante ufficiale della Giunta, ha prodotto il giusto sconcerto del Segretario regionale della CGIL e l’affannato tentativo di minimizzare da parte dell’Assessore Mezzolani. Sconcerto inoltre, aggiungiamo noi, per l’assordante silenzio delle donne della nomenklatura politica regionale, le quali oltre a riunirsi in sterili convegni, non si azzardano nemmeno più a prese di posizione politiche in difesa delle più ovvie libertà femminili, messe in discussione in seguito a scelte miopi e opportuniste.
Come si legge dal documento finale che è stato approvato alla fine del convegno alla Regione Lazio e visibile in mpv, la strategia che appare chiara è quella di entrare nei consultori pubblici per fare opera di proselitismo, proteggere l’obiezione di coscienza prevista dalla legge 194 (come se ce ne fosse bisogno!).
Fin qui niente di nuovo, ma da come si legge nel documento la preoccupazione è resa più palpabile dalla volontà degli amministratori convenuti, una volta tornati sugli scranni dei consigli regionali, trovino il tempo per stravolgere gli statuti regionali per introdurre il concetto che la vita inizia dal “concepimento”.
Con la speranza che tali “emergenze collettive” rimangano solo nella testa del nostro “pio” Assessore Marconi, ci auspichiamo che le forze politiche alleate all’UDC controllino meglio e sappiano contrastare prese di posizioni politiche alquanto di parte e certo non rappresentative di noi donne.




