Archivio per agosto, 2010

Pesaro 15 agosto, nel giorno che la Chiesa Cattolica dedica all’Assunzione in cielo della Madonna, giorno simbolicamente femminile anche per una istituzione dominata dai maschi, arriva inaspettata una sciabolata degna del peggiore maschilismo. Il Vescovo Coccia , rappresentante della schiera degli “uomini in sottana”che formano la comunità più maschilista che ci sia, tradisce lo spirito mariano d’amore e di accoglienza dell’altro e svela una facciata di paura e di odio.
Invece di prendere la parola durante la polemica scoppiata a causa del suo diniego a far cantare un Coro di cantanti stimati per la loro arte e omosessuali, il ministro dell’istituzione che fino all’inizio del ’900 barbaramente castrava i bambini per farne degli evirati cantori al solo scopo di deliziare le orecchie dei suoi ministri, accusa gli omosessuali di essere ” deformazione dell’amore” e si scaglia contro quella società, civile e politica, che ha protestato contro l’esclusione del Coro Komos da una manifestazione pubblica e pagata con i soldi di tutti i pesaresi.
Un po’ come i grandi dittatori, che prima fanno la guerra preventiva e poi parlano solo ai propri adepti per lanciare crociate di odio civile, così ha fatto Monsignor Coccia nella sua omelia declamata il giorno dell’Assunzione, dando degli opportunisti a coloro che avevano parlato del principio di laicità dello Stato e stigmatizzato l’operato incivile della Curia.
Oltre ad aver tradito lo spirito materno di Maria, il Vescovo ha anche tradito il principio del civile confronto, e di scambio con le opinioni degli altri, principio fondamentale della democrazia (e che dovrebbe essere caro ai cattolici) pronunciandosi da un pulpito in cui non c’è contraddittorio. La solita presunzione di chi appartiene alle gerarchie della Chiesa cattolica le quali sono state, per puro opportunismo politico, campioni dei più grandi inciuci con il Potere della storia del XX secolo, e non per caso ma per strategia.
Accusare di opportunismo qualcun altro, e sottrarsi al contraddittorio è proprio RIBADIRE un detto chissà perché famoso… : DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA.
Il Vescovo di Pesaro ha offeso le persone omosessuali con parole degne di una denuncia collettiva per diffamazione. La sua “deformazione dell’amore”che intende la condanna morale e sociale dell’orientamento sessuale non eterosessuale, è non solo degna dei gargoyles medioevali ma ribadisce la chiusura ad ogni visione ed a ogni comprensione propria di chi parla di cose che non ha mai incontrato.
Ai fedeli la scelta se farsi guidare da un pastore che non vuole vedere. Molti l’hanno già fatta accettando e non nascondendo le minoranze e le diversità. Un milione di persone al Gaypride Roma 2000, mentre andava in scena il Giubileo, ce l’ha gioiosamente mostrato.
Noi donne femministe e laiche del gruppo provinciale FEMMINISMI chiediamo che le istituzioni provvedano invece a chiarire al più resto la loro posizione.
Si uniscono al nostro intervento contro l’ingresso dei religiosi nella struttura pubblica anche le donne di Rifondazione della provincia che segnala le politiche di impoverimento della struttura ( “politiche che hanno progressivamente svuotato e impoverito tali strutture, con mancati investimenti riguardo la formazione e l’occupazione del personale e l’informazione sui servizi erogati“), l’Idv fanese con la voce di Laura Serra (“Non si capisce, quindi, perché la ristrutturazione di un servizio pubblico debba passare attraverso l’inserimento di persone a forte orientamento confessionale che, inoltre, a differenza delle figure professionali operanti, non saranno tenute ad alcun obbligo di segreto professionale in quanto volontari“), oltre al già pronunciatosi Samuele Mascarin (Sinistra unita, unico voto contrario in consiglio comunale). Segnaliamo anche il comunicato stampa di Cgil e Funzione pubblica a firma Simona Ricci e Loredana Longhin, le quali, pur facendo notare che la legge ora permette l’ingresso dei privati nei consultori pubblici, specificano diciamo… pragmaticamente “Il problema è farlo nel rispetto della laicità del servizio sanitario nazionale salvaguardando la volontà della donna che deve poter decidere con consapevolezza su temi che riguardano il proprio corpo.”
Solidali con noi le operatrici di Aied di Ascoli piceno, che ci fanno notare cone addirittura in certe regioni (es. il Lazio) si stia operando per far sparire del tutto i consultori pubblici!
Invitiamo tutte le donne e gli uomini che hanno qualcosa da dire sulla laicità di questo servizio pubblico e sulla sua funzionalità a farlo e a sostenere la nostra attività!

IL FATTO: il Comune di Fano ha approvato la mozione della lista di ispirazione cattolica “Bene comune” che chiede l’ingresso nel Consultorio pubblico di personale di associazioni private. La mozione è stata proposta dal presidente di una associazione di ispirazione cattolica vicina al Movimento per la vita. Nel testo c’è l’ipotesi che le “carenze d’organico” del Consultorio pubblico vengano “tappate” attraverso fondi pubblici che ammettono la possibilità dell’appalto a privati.
IL PERICOLO: che nel Consultorio Familiare della ZT3 di Fano facciano ingresso persone genericamente formate senza professionalità specifica, il cui unico obiettivo è quello di deviare l’utenza verso le loro strutture private, nelle quali spesso si disinforma sulla contraccezione, presentando il metodo Billings (uno dei meno validi) come l’unico, si tenta di impedire alle donne il percorso (garantito all’interno della legge 194) verso l’aborto in caso di problemi di salute o psicologici, si fa totale ostruzionismo verso l’uso della pillola contraccettiva detta “pillola del giorno dopo” ecc. .
Il pericolo è che fondi pubblici destinabili al miglioramento del SERVIZIO PUBBLICO vengano deviati per sostenere l’attività di personale che opera in strutture private nelle quali non si garantisce la libertà di scelta e di salute delle donne (dove si considera “persona” anche l’ovulo fecondato e si antepone l’idea di “vita a tutti i costi” contro la volontà e la salute mentale delle donne con l’obiettivo di intromettersi nel privato delle persone).
PER LA LAICITA’ DEL SERVIZIO PUBBLICO: purtroppo in altre città il servizio del consultorio sta cedendo sotto i colpi della privatizzazione che attua una spartizione dei settori e mette spesso in pericolo la laicità, la dignità delle persone a ricevere un servizio a misura dei propri bisogni e garantito dalla COSTITUZIONE.
Il servizio pubblico è laico per definizione, in quanto comprende persone di varia età, sesso, ceto sociale, origine culturale, che lavorano tutte nel rispetto delle leggi e dei codici deontologici comuni e si equilibrano a vicenda. Mentre informazioni para-scientifiche, come quelle utilizzate da organizzazioni di ispirazione religiosa, possono gravemente nuocere nelle delicate scelte riguardanti la famiglia, la sessualità, la gravidanza, i problemi adolescenziali.
COSA CHIEDIAMO: che siano gli utenti stessi, e non i politici ed i militanti religiosi, a far presente alla Z.T.3 dell’ASUR cosa non va nel Consultorio pubblico (disservizi, mancanze) e cosa vorrebbero. Chiediamo le risorse necessarie a garantire un servizio efficiente che risponda in modo appropriato ai bisogni delle persone. La salute non è un bene in svendita ed è il primo BENE COMUNE.
Che il sindaco di Fano e la ZT3 dell’Asur aprano un tavolo di consultazione. Che il servizio rimanga TOTALMENTE PUBBLICO e che le associazioni di volontariato, così come succede adesso, vengano chiamate in causa da esterne e solo se la persona lo desidera.
Che venga rafforzato il servizio tenendo conto delle problematiche più delicate: percorso informativo sulla contraccezione anche post parto, più integrazione tra i servizi, più aiuto alle mamme in difficoltà, servizio di aiuto all’orientamento sessuale e anti-omofobia, campagne informative pro-contraccezione per gli adolescenti, sostegno ai/alle migranti attraverso la mediazione culturale, aggiornamento degli operatori/operatrici e miglior qualità tecnica delle strutture.
Fano, 5 agosto 2010,
le donne di Femminismi, Fano-Pesaro-Urbino

“A colpi di malafede”:
La risposta dell’esponente di Bene Comune, nonché dirigente medico della Zona Territoriale 3 Fano, nonché Presidente regionale dei Consultori privati “di ispirazione cristiana” (una volta si parlava di conflitto di interessi) - consultori privati che sono foraggiati in molte regioni italiane con soldi destinati alla sanità pubblica – svela una malafede di fondo che è facilmente riconoscibile .
Numero uno: l’esponente, che si chiama Carlo De Marchi, ci risponde ma non ci nomina – un lapsus degno di Freud: per lui le donne non esistono, non hanno voce ma forse solo un corpo per procreare …
Numero due: nella sua risposta egli nomina il Consultorio solo in relazione alla Legge 194. Sembra che “l’aborto” sia l’ unica ossessione di De Marchi come di tutti i cattolici integralisti.
Ebbene non sta a noi ricordare, a lui che è un medico e che si vanta di aver lavorato sin dagli albori dell’attività dei consultori, che la legge-quadro 405 del 1975 istituisce i consultori come luogo deputato all’educazione sessuale e alla contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, all’assistenza durante tutta la gravidanza e in ogni fase della vita fertile ai problemi di salute legati alla menopausa, a dare assistenza psicologica e legale e a dare sostegno nei momenti difficili della relazione di coppia. Questo senso, che è la salute delle persone e delle relazioni tra persone, è garantito dalla Costituzione come un servizio pubblico ed è per questo che quella legge è stata fatta, per riportare nella dimensione pubblica un percorso di coscienza e di crescita che era stato fatto (dalla cittadinanza!!!!) negli anni settanta.
Numero tre: l’evidente doppia morale ribadita da De Marchi – come si sostiene la piantina si deve sostenere la vita …. Ebbene chi non sarebbe d’accordo con questa semplificazione da Mulino Bianco? Sì ma nel rispetto delle Leggi e soprattutto dentro un servizio pubblico – se contro la legge sulla privatizzazione dell’acqua si muovono firme e campagne di sensibilizzazione, contro la svendita al privato dei servizi alla salute e soprattutto di quelli delicati rivolti alla scelta di vita delle persone – si deve muovere una coscienza pubblica. Quello che De Marchi non sa fare o non vuol fare forse per conflitto di interessi, ebbene lo facciamo noi che non ci dobbiamo guadagnare niente, nemmeno il paradiso …
Femminismi , donne di Fano -Pesaro – Urbino
Il testo del volantino che viene distribuito da giovedì 5 agosto:
DIFENDIAMO IL CONSULTORIO PUBBLICO.
IL FATTO: il Comune di Fano ha approvato la mozione della lista di ispirazione cattolica “Bene comune” che chiede l’ingresso nel Consultorio pubblico di personale di associazioni private. La mozione è stata proposta dal presidente di una associazione di ispirazione cattolica vicina al Movimento per la vita. Nel testo c’è l’ipotesi che le “carenze d’organico” del Consultorio pubblico vengano “tappate” attraverso fondi pubblici che ammettono la possibilità dell’appalto a privati.
IL PERICOLO: che nel Consultorio Familiare della ZT3 di Fano facciano ingresso persone genericamente formate senza professionalità specifica, il cui unico obiettivo è quello di deviare l’utenza verso le loro strutture private, nelle quali spesso si disinforma sulla contraccezione, presentando il metodo Billings (uno dei meno validi) come l’unico, si tenta di impedire alle donne il percorso (garantito all’interno della legge 194) verso l’aborto in caso di problemi di salute o psicologici, si fa totale ostruzionismo verso l’uso della pillola contraccettiva detta “pillola del giorno dopo” ecc. .
Il pericolo è che fondi pubblici destinabili al miglioramento del SERVIZIO PUBBLICO vengano deviati per sostenere l’attività di personale che opera in strutture private nelle quali non si garantisce la libertà di scelta e di salute delle donne (dove si considera “persona” anche l’ovulo fecondato e si antepone l’idea di “vita a tutti i costi” contro la volontà e la salute mentale delle donne con l’obiettivo di intromettersi nel privato delle persone).
PER LA LAICITA’ DEL SERVIZIO PUBBLICO: purtroppo in altre città il servizio del consultorio sta cedendo sotto i colpi della privatizzazione che attua una spartizione dei settori e mette spesso in pericolo la laicità, la dignità delle persone a ricevere un servizio a misura dei propri bisogni e garantito dalla COSTITUZIONE.
Il servizio pubblico è laico per definizione, in quanto comprende persone di varia età, sesso, ceto sociale, origine culturale, che lavorano tutte nel rispetto delle leggi e dei codici deontologici comuni e si equilibrano a vicenda. Mentre informazioni para-scientifiche, come quelle utilizzate da organizzazioni di ispirazione religiosa, possono gravemente nuocere nelle delicate scelte riguardanti la famiglia, la sessualità, la gravidanza, i problemi adolescenziali.
COSA CHIEDIAMO: che siano gli utenti stessi, e non i politici ed i militanti religiosi, a far presente alla Z.T.3 dell’ASUR cosa non va nel Consultorio pubblico (disservizi, mancanze) e cosa vorrebbero. Chiediamo le risorse necessarie a garantire un servizio efficiente che risponda in modo appropriato ai bisogni delle persone. La salute non è un bene in svendita ed è il primo BENE COMUNE.
Che il sindaco di Fano e la ZT3 dell’Asur aprano un tavolo di consultazione. Che il servizio rimanga TOTALMENTE PUBBLICO e che le associazioni di volontariato, così come succede adesso, vengano chiamate in causa da esterne e solo se la persona lo desidera.
Che venga rafforzato il servizio tenendo conto delle problematiche più delicate: percorso informativo sulla contraccezione anche post parto, più integrazione tra i servizi, più aiuto alle mamme in difficoltà, servizio di aiuto all’orientamento sessuale e anti-omofobia, campagne informative pro-contraccezione per gli adolescenti, sostegno ai/alle migranti attraverso la mediazione culturale, aggiornamento degli operatori/operatrici e miglior qualità tecnica delle strutture.
Fano, 5 agosto 2010,
le donne di Femminismi, Fano-Pesaro-Urbino




