Archivio per febbraio, 2011
“La mia presidentessa, …quello che si dice una bella tusa…”, così un sorridente B. ha apostrofato la presidente di Confindustria di fronte alla stampa al suo arrivo alla convention del 23 febbraio.
La riproposizione del gesto di svilimento della persona della presidente è evidente: qualunque cosa essa dica o faccia, è pur sempre la sua “figliola“, una donna, e quindi automaticamente oggetto della tutela maschile di chi detiene realmente il potere.
Questo dopo una manifestazione da un milione di persone, in maggior parte donne, svoltasi dieci giorni prima, manifestazione che la ministra Gelmini ha definito ai giornalisti quella di “poche radical chic”. Le somiglianze con le recenti dichiarazioni del dittatore Gheddafi, che ha definito le rivolte di piazza quelle di “pochi giovani drogati”, sono evidenti.
Ed è a questo punto LAMPANTE che la strategia dei partiti di opposizione italiani per ricacciare il Pdl, un partito che vive della faccia di B., all’opposizione, sono tutte perdenti. Hanno perso da un momento storico ben preciso: quello in cui il Parlamento ha permesso a B. di acquistare la maggioranza dei mezzi di comunicazione di questo paese, prima col Decreto B. nel 1984, atto a proteggere Finivest da interventi della magistratura contro il monopolio, e poi con la legge Mammì nel 1991.
Con l’illusione di poter far fuori e accorpare la sinistra radicale, e la connivenza negli anni ’80 e ’90 con la linea dei Ministeri degli interni succedutisi, che hanno portato avanti una strategia di distruzione dei centri sociali italiani e di schedatura e delle iniziative politiche “fastidiose”…anche il centro sinistra istituzionale è RESPONSABILE, sì, una parola oggi molto di moda per dare dignità ai voltagabbana, responsabile di avere messo in mano ad una unica famiglia la maggior parte dei mezzi di comunicazione del Paese (compresa la trasmissione analogica e digitale). Questo nel sogno di poter essere un secondo marmoreo Polo vincente su quello del Cavaliere e pronto a “modernizzare” il Paese, in linea con la svendita al dollaro Usa dell’euro, mai più moneta sovrana ma moneta totalmente legata alla speculazione economica e finanziaria delle lobbies internazionali, ormai potentissime anche al Parlamento europeo.Il risultato politico, sociale e culturale è evidente:
qualunque cosa si faccia che duri solo qualche ora o un giorno, o che sia limitata nei luoghi e negli spazi, sarà IN BUONA PARTE CANCELLATA dall’operosa diffusione attraverso la stampa, la radio e la tv, di minimizzazioni, ridicolizzazioni, smentite, …se il prèmier è in difficoltà coi suoi alleati per l’energia che gli fa spendere in mosse difensive per suoi atti evitabili, ciò non significa nulla, il governo detiene la maggioranza dei seggi e il suo impero finanziario continua a produrre utili mostruosi, che gli permettono campagne pubblicitarie in stile coreano. Basti vedere la quantità di spot prodotta e l’advertising sul web per l’invio di stampa a domicilio. Il virtuale vince sul reale anche per l’impoverimento strategico dei mezzi e dei luoghi sociali e culturali della sinistra del nostro Paese operati proprio da chi di quella sinistra ha avuto la voce ed i cordoni della borsa.
E nemmeno le bordate messe in campo nel circo mediatico dai vari milionari del dissenso, il primo Santoro, col suo teatro-giornalismo, e addirittura il timido dissenso-interessato della Chiesa cattolica, servono a sfondare il Fronte della propaganda di regime.
Il 13 febbraio, con scorrettezza, in varie piazze italiane nelle quali le donne manifestavano, il Pd ancora raccoglieva le sue inutili firme per le dimissioni di B.: oltre a scavalcare così gli intenti delle organizzatrici, che avevano dichiarato che i partiti non avrebbero dovuto strumentalizzare la manifestazione, così si è evidenziata l’assoluta convinzione del Pd di non potere fare assolutamente nulla di più, poiché manca il coraggio di indire uno sciopero generale ad oltranza, un presidio delle sedi pidielline ad oltranza, una protesta generale affinché vengano subito riviste le regole del gioco mediatico senza le quali mister B. perderebbe immediatamente ogni fascino e presa sul suo pubblico, bombardato quotidianamente senza tregua. Il coraggio manca perché, contagiati dal virus di B., non si ha più la forza di fare quello in cui si crede anche a costo di essere sconfitti. Il coraggio manca e si chiamano in campo le donne “forti”, Camusso e Bindi a tirar via patate bollenti.
Berlusconi ha contagiato tutti con l’abitudine al circo mediatico, alla negazione dell’evidenza, alla minimizzazione in nome del buon vivere, e soprattutto con la paura di perdere. La tipicamente maschile paura del ridicolo che può essere battuta solo con la sensazione di stare sopra che si ha quando si “vince” sui media.
Ma se questo buon vivere imporrebbe scelte differenti e una pratica del saper ascoltare diversa da quella del dare udienza ormai messa in atto ad ogni livello col nuovo leaderismo nelle formazioni politiche, nella cultura (con le famose pop star), nel contagio generale…. in questo contesto non siamo purtroppo noi donne ad essere “più della metà” ma i mezzi di comunicazione berlusconiani.
Francesca Palazzi Arduini
Abbiamo il piacere di ospitare il primo dei sei componimenti di Dada Knorr scritti in occasione del festeggiamento dei 150 di lesbismo unito. Prosit!
n.1, Nessuna dote.
nessuna dote
per la figlia lesbica è prevista
dagl’italici usi
non cassettoni per lino fiorentino
con cifre ricamate ai matrimoni
né candide garze schiudon
olezzanti lavande atte a lenir
il piede maritale
no
solo in maturità il letto saffico fiorisce
di lenzuola ereditate,
le federe spaiate lasciano il campo
ed aviti tovaglioli ancora intonsi
con scritto “lei” e “lui” s’aprono
in bagno a deterger sol fiche
Ahi madri! Ahi nonne e zie!
eppur serbavate anche per noi
ormai scipite amanti incanutite
i punti croce ambiti, simbol di nostri
familiari riti!
e noi soffrimmo di nozze festeggiate
con affettati risi e pei perlacei rasi
sciorinati alle sorelle ingrate
che i bauli vuotaron tutte svelte
per impinguare i loro armadi a rate …
or nella maturità e nel divorzio usato
esse dispiegan stanche alla lor vista
il blasonato copriletto di batista
mentre noi, come novelle spose
con un connubio più o meno cristallino
ci emozioniamo per un set da tavolino:
esso s’appaia sì perfettamente
con le due tazze col “love” decorato
già regalate dalla zia Giovanna
quando mettemmo sù cuori e capanna,
unico segno di benedizione
obliqua, portentosa e matriarcale
al nostro candido tormenton nuziale.

Fano, Carnevale 2011, dopo le polemiche sul ritorno dell’affidamento del classico getto di dolciumi dai carri alla mutlinazionale Nestlè, tacitate da un finto “confronto” tra portavoce Nestlè e consiglio comunale (che tanto aveva già deciso a colpi di maggioranza)… il macabro rituale dell’incoronamento della consueta donnina in costume è stato svolto, alla presenza di quasi zero pubblico ma di tanti politici che poi hanno potuto usufruire di un lauto pasto a spese dei contribuenti.
Quest’anno nessun carro con tema a sfondo satirico politico, una pista sul ghiaccio come “trovata” originale, una festa anni ’70 dentro un teatro (il Teatro della Fortuna) palcoscenico però di una epurazione degli spettacoli (e degli artisti) che non piacciono ai censori di centro destra… che triste Carnevale!
Altri post sul tema su Rimarchevole.

La moglie che lo molla, poi una ragazzina che lo sbugiarda, quindi un milione di donne nelle piazze che lo fischiano, e poi una giudice donna che lo rinvia a giudizio e tre donne il 6 aprile che lo processano: è la NEMESI! perciò noi donne comunque vadano le cose meritiamo adesso un nuovo corso governativo, composto da donne:
lanciamo quindi un nuovo sondaggio: chi vorresti come ministra e che quota secondo te dovrebbe essere destinata alle donne italiane nel nuovo (speriamo) governo prossimo venturo?
potete votare e commentare qui di seguito:
Alcune delle interviste raccolte da Claudia e Samuele:
Alcune riflessioni delle partecipanti:

Un successo CLAMOROSO, donne di tutte le età ed estrazione sociale in piazza in tutt’Italia stamattina per dare un segnale di dignità e libertà in questo Paese di mafiosi e vecchi porci. Le operaie assieme alle prostitute, le studentesse così come le insegnanti…
“Chiudiamo i Rubynetti al cavaliere”: a Fano persone sorridenti in piazza XX Settembre, felici di vedere anche nella loro città una presenza femminista magari già letta sulla stampa e annunciata dalla tv…
E adesso un invito a tutte le donne dell’establishment e della sinistra istituzionale di questo paese, che ha fortemente sorretto questi appuntamenti ma anche giocato per una visibilità del solo obiettivo ritenuto da loro interessante (le dimissioni del prèmier e la corsa alle nuove elezioni): non scordatevi che la diversità, la differenza e la libertà sono la linfa dei movimenti femministi. E che esiste una forma di prostituzione che non è fisica ma intellettuale e politica, praticata da uomini e donne, con scambio di favori, censure, giochi di potere, svendite, un mercato molto pericoloso e che depotenzia la politica italiana tanto quanto l’operato di Mister B.
Dada

Domenica 13 febbraio a Fano in Piazza XX settembre volantinaggio dalle 10.30 con musica, e infine aperitivo dalle 12.30 a due passi dalla piazza, in via da Serravalle 16.
Invitiamo tutte/i coloro che vogliono partecipare a venire con una frase su un cartello e a non portare simboli o bandiere di partito o di organizzazioni, come richiesto dalle promotrici a livello nazionale.
Coloro che volessero partecipare alla mobilitazione in altre città consultino l’elenco degli appuntamenti sul blog nazionale (vedi link in calce).
Se non ora, quando? Noi rispondiamo SEMPRE.
Le donne sono sempre scese in piazza per protestare contro gli attacchi, i giudizi sommari
e gli insulti nei loro confronti, e stavolta non è diversa dalle altre.
Nel nostro blog abbiamo raccolto alcuni esempi di insulti e luoghi comuni che questa società patriarcale
(intendiamoci: a misura di maschilismo) ci rivolge.
Alcuni di questi insulti, eclatanti, sono il vessillo ANCHE dell’attuale prèmier.
Chiediamo a donne e uomini, a lavoratrici, disoccupate, donne migranti, studentesse, di dimostrare
che non siamo più minori sotto la tutela della televisione ma persone,
consapevoli, capaci di scegliere non tenendo conto tanto dei “soldi” e della “fama”
ma anche della libertà, della dignità, della possibilità di cambiare questa società.
Questi alcuni tra gli esempi a cui diciamo BASTA:
- -ci hanno raccontato che in Afganistan la guerra l’andavano a fare per … DIFENDERE le donne!
- -ci hanno di nuovo, ancora, su giornali di destra e di sinistra, in tv, nella pubblicità, USATE per vendere qualsiasi prodotto, dal cibo sino agli infissi, con tette e culi come se a comprare fossero solo i maschi (e quel tipo di maschi che ragiona col c.)
- -ci hanno detto che se non la PRENDEVAMO bene e parlavamo di “donna oggetto”era perché non eravamo “ironiche”
- -ci hanno detto che loro che si erano venduti in politica erano i “RESPONSABILI”, le donne invece “donne del cavaliere”
- -ci hanno detto che se avevamo fatto carriera in politica era perché l’AVEVAMO data via, eppure questa “carriera” consisteva solo nell’OBBEDIRE a chi lì c’aveva piazzato
- -ci hanno fatto capire che loro potevano anche riconoscere il nostro talento ma che di STARE nei posti che contano non se ne parlava: noi avevamo il potere di fare figli? E loro volevano tutto il resto!
- -ci hanno detto che dovevamo SACRIFICARCI per la causa, e che dei nostri problemi avrebbero parlato dopo
- -ci hanno detto che dovevamo “PARTORIRE con dolore” e hanno fatto in modo che così ancora sia
- -ci hanno detto che dentro di noi, fin dal concepimento (!) c’era un esserino che loro dovevano CONTROLLARE e su cui dovevano legiferare
- -ci PRESENTANO caterve di film, libri e sceneggiati nei quali immancabilmente la donna, bella e giovane, si innamora di un cesso che avrà almeno 25 anni più di lei … mai il contrario
- -ci hanno detto che loro se vogliono possono ESSERE più “donne” di noi
- -ci hanno detto che le lesbiche non potevano ESISTERE perché una donna deve sempre avere un uomo in testa, peggio del casco
- -ci hanno detto che non dovevamo SCIOPERARE per il lavoro perché lo toglievamo agli uomini
- -ci hanno quindi detto che loro ERANO “cacciatori” e “virili” e noi … puttane
- -ci hanno voluto dire COME vestirci, comportarci, PARLARE, pisciare, votare (votare? dopo il 1946…)
Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino
13 febbraio 2011
Femminismi aderisce alla giornata http://www.senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com

Se non ora, quando? Ci chiedono le donne del quotidiano L’Unità:
se non ora, quand’è che le donne devono scendere in piazza per protestare contro gli attacchi, i giudizi sommari, e gli insulti nei loro confronti?
Beh, di insulti e luoghi comuni ne abbiamo subiti tanti in questi anni, alcuni eclatanti, che sono il vessillo ANCHE dell’attuale prèmier, ne riportiamo qui in forma di SONDAGGIO che potete votare anche con risposte multiple, oppure COMMENTATE aggiungendo frasi vostre o correggendo quelle presenti.
questo il volantino che invece verrà distribuito a Pesaro:VOLANTINO – 13 febbraio Pesaro
Il 13 febbraio, al mattino, come in ogni città d’Italia, ci vediamo in Piazza XX settembre a Fano dalle 10.30 per distribuire il testo che potete contribuire anche voi a scegliere e modificare. (aperitivone alle 12.30 in via da Serravalle 16).
Femminismi.

Internazionale dà notizia dell’articolo di Der Spiegel di questa settimana nel quale ci si chiede come mai vi sono così poche donne ai vertici delle aziende tedesche:
dopo la pubblicazione del rapporto del governo sulle pari opportunità ci si chiede se la Germania ha bisogno di quote rosa… nei consigli di amministrazione delle cento aziende più grandi del paese la percentuale di donne è del 2,2 per cento. Il governo vorrebbe fare come in altri paesi (Norvegia, Franci, Paesi bassi, Spagna) ed imporre almeno un 30 per cento di partecipazione femminile ai vertici aziendali. Giganti come Deutsche Telecom, Basf, Rwe, Bayer, Allianz, non hanno neppure una donna nei consigli.




