Archivio per la categoria ‘iniziative pesaro’
Pesaro, sabato 1 giugno 2013, ore 20.45. Presentazione del libro “Contro versa. Genealogie impreviste di nate negli anni ’70 e dintorni“, saranno presenti due delle autrici: Monia Andreani e Loredana De Vitis, presenta Pina Nuzzo.
Presso: sala dell’UDI, Casa delle donne via Martini 27.
a cura di UDI Pesaro.
Ringraziamo tutte/i coloro che sono stati al sit-in di oggi, che si è trasformato in una piccola manifestazione, il presidente del Tribunale, Perfetti, ha ricevuto una nostra delegazione e ci ha acconsentito di ripararci dal breve piovasco all’interno dell’atrio, cosa assai inusuale. Presso il tribunale e il mercato settimanale , a due passi da piazza carducci e dal tribunale, abbiamo distribuito oltre 800 volantini col testo del sit-in, tradotti anche in albanese, russo e arabo, i testi sono disponibili: albanese Oggi arabo Oggi_arabo.
Tenetevi connesse per le prossime riunioni di approfondimento sulla vicenda e sul femminicidio in provincia… .

Martedì 30 aprile, Pesaro, presidio davanti al Tribunale, in Piazza Carducci dalle ore 10 alle ore 12,
invitiamo a partecipare chiunque voglia manifestare contro ogni violenza sulle donne.
Esprimiamo tutte la nostra solidarietà a Lucia, aggredita vigliaccamente con l’acido nella nostra città. Un gesto simile non merita nessuna attenuante, siamo coscienti del lato simbolico dell’attacco al volto come attacco alla presenza pubblica di una donna nella società e nel lavoro. Non permetteremo l’impunità non solo di chi ha colpito, ma anche chi ha aiutato, di chi ha taciuto.
Vogliamo che la lotta contro le violenze sulle donne diventi una priorità e che non si trascurino le avvisaglie quando vi sono elementi tali da indurre allarme come successo in questo caso. Con Laura Boldrini, presidente della Camera, ricordiamo che 7 donne su 10 prima di essere uccise avevano segnalato senza risultato i loro aggressori alle forze dell’ordine.
Esigiamo che i servizi di tutela, i Centri Antiviolenza, gli sportelli di aiuto siano potenziati e non smantellati, messi nelle condizioni di difendere tutte le donne che ad essi si rivolgono, che venga stroncata ogni spirale di disattenzione, di complicità maschile e di omertà.
Ribadiamo che la solidarietà tra donne non ha frontiere, è contro ogni cultura di violenza e di sopraffazione: le donne non sono proprietà di nessuno se non di se stesse, non c’è nessuna scusa per la violenza da parte di nessuno, riaffermiamo la nostra volontà di agire assieme per diffondere la cultura del rispetto.
Sit-in promosso da: Femminismi Fano-Pesaro-Urbino, UDI unione donne italiane – Pesaro.
Durante la mattinata verrà diffuso un volantino in più lingue.
Chi voglia partecipare è invitata/o a portare la propria voce o scritto contro il femminicidio ma non simboli di partito.
Evento Facebook: FB Basta violenza

Pubblichiamo la lettera inviata qualche giorno fa alla Associazione Elettra di Fano sulle modalità di organizzazione di una “Marcia contro il femminicidio” il 13 gennaio, evento poi rimandato a causa del maltempo e al quale molte associazioni di donne non sono state invitate e non hanno aderito.
Alle amiche della Associazione fanese Elettra sulla ‘Marcia contro il femminicidio’.
Care amiche, in questi anni sempre più realtà femministe italiane hanno lavorato per far conoscere e combattere la realtà del femminicidio e ognuna di noi, possiamo dirlo, ha contribuito con la propria competenza, il proprio sapere, a estendere la conoscenza di questo triste fenomeno sociale e culturale che ancora troppo spesso non viene conosciuto in quanto tale, ma solo affrontato quando è troppo tardi, e dato in pasto alla stampa.
Ricordiamo, come esempio tra gli altri, il lavoro fatto dall’UDI con la Staffetta delle donne contro la violenza sulle donne” del 2008 e la campagna “Immagini amiche”, dalle organizzatrici del ciclo di incontri “Disuguali. Donne, diritti, violenza” nell’entroterra della nostra provincia, le iniziative il lavoro prima di costruzione e poi di informazione del e sul Centro Antiviolenza ‘Parla con noi’ a Pesaro, e anche il nostro lavoro di diffusione sui modi usati nel comunicare i casi di femminicidio dalla stampa.
Il 25 novembre di quest’anno poi, il femminicidio è stato un tema portato in piazza sia a Pesaro che a Fano, citiamo ad esempio a Fano con il fondamentale contributo delle donne di Cgil, Uisp, Donne in nero, le donne del mercoledì, l’associazione Non da sola, le donne di Vivi il parco … .
Leggendo la richiesta di partecipazione ad una marcia contro il femminicidio, da svolgersi il 13 gennaio tra Fano e Pesaro, richiesta non inviataci come gruppo ma pervenuta a singole, e non firmata da gruppi ma da nomi di alcune donne, a parte la vostra associazione, ci chiediamo quindi se non sia un passo indietro, nell’affrontare un problema così delicato e spesso stravolto dai media, darsi l’obiettivo di una marcia, un obiettivo quindi di grande visibilità mediatica, senza coinvolgere prima i gruppi e le donne attive sulla tematica nel nostro territorio.
Non rischia di essere questa una iniziativa che punta sul coinvolgimento emotivo e sulla rappresentanza generalizzata ma senza condividere la politica dell’evento?
Puntare sul coinvolgimento emotivo, con immagini di donne “sacrificali” e frasi del tipo “non lasciateci sole”, rischia la retorica, quando da tempo lottiamo con tutte le nostre forze perché si smetta con l’uso dell’immagine della donna come vittima passiva e isolata.
Se la marcia proposta volesse essere anche solo una passeggiata tra amiche per rendere visibile un problema, non si può evitare di vederla anche come uno strumento notoriamente usato in politica per farsi portavoce di una questione, allora ci chiediamo: quali saranno le portavoce, cosa diranno, cosa chiederanno e quali personalità pubbliche e politiche hanno aderito?
Ce lo chiediamo viste le sia passate che recenti “scivolate” di personalità politiche locali su fatti che riguardano tutte noi in prima persona. Un evento mediatico di questa natura può divenire, se non organizzato come momento realmente collettivo e con delle regole per la comunicazione, un palcoscenico per figure il cui operato verso la libertà femminile è perlomeno ambiguo.
Siamo sicure che i nostri dubbi e le nostre perplessità, e anche la conflittualità col metodo che avete scelto per rappresentarci/vi, sarà foriera di un proficuo dialogo e di una crescita politica per tutte.
Vi invitiamo a partecipare anche al dibattito sul nostro blog dal 14 gennaio e vi salutiamo cordialmente.
Bea, Claudia, Cristiana, Francesca, Laura, Lia, Monia, Valentina, per Femminismi,
-11 gennaio 2013.

Venerdì 7 dicembre 2012, nell’accogliente spazio della biblioteca V. Bobbato di Pesaro, si è svolto il primo incontro pubblico di presentazione del “Codice etico per la stampa in caso di femminicidio”, testo che avevamo già presentato e discusso sul nostro blog. La nostra proposta di attenzione etica alla comunicazione nel nome del rispetto delle donne come soggetti titolari di diritti umani, redatta a punti per sollecitare la categoria professionale dei giornalisti e delle giornaliste al dialogo con le utenti/clienti, ha aperto un dibattito nazionale. Per proporlo a livello locale abbiamo invitato Maria Teresa Manuelli, giornalista e rappresentante di Giulia, che è l’ acronimo di “giornaliste unite, libere, autonome”, associazione nazionale.
Monia Andreani filosofa e docente di Diritti umani (Università per Stranieri di Perugia), ha introdotto per Femminismi l’argomento. Ha fatto il punto sul continuum di violenza simbolica, fisica, economica, sociale, che si cela dietro i casi di violenza contro le donne che arrivano alla cronaca nera e ha sollecitato la stampa a prendere in esame il fatto che la comunicazione degli eventi più tragici sia presa in esame non in modo voyeuristico ma come segnale di un’emergenza culturale e sociale. Ha poi parlato dell’idea di dare il nome “Codice Etico” al nostro strumento, sottolineando come la nostra “provocazione” è un appello da parte di chi legge e guarda il giornalismo ai professionisti e alle professioniste. Così come i primi tribunali del malato e la spinta ad un’attenzione etica alla comunicazione in medicina in Italia proviene da una sollecitazione da parte dell’utenza e in particolare da parte di giornalisti “pazienti” di una medicina paternalista, anche le utenti e gli utenti della stampa chiedono più rispetto, oggi alla comunicazione della violenza e dell’omicidio delle donne in quanto donne.
Maria Teresa Manuelli ci ha poi fornito una panoramica della comunicazione stereotipica nazionale sulle donne, presentando alcune prime pagine dei quotidiani nazionali. Ha quindi illustrato la condizione femminile nel giornalismo professionista indicando nei rapporti di potere in redazione tra uomini e donne e nel divario culturale di attenzione a certe tematiche, una delle principali cause della scarsa sensibilità ai temi della differenza di genere e del femminicidio dentro le redazioni dei giornali. Ha riportato anche i dati dell’ istituto di previdenza dei giornalisti fornendo i dati di una presenza sbilanciata nelle redazioni, soprattutto negli incarichi di dirigenza(direttore, caporedattore …). E’ facile quindi che la comunicazione sul femminicidio resti improntata ai luoghi più comuni, primo fra tutti la preminenza come soggetto nelle cronache del carnefice e la presentazione della vittima come oggetto.

Maria Teresa, oltre a presentarci alcuni dei “must” della comunicazione giornalistica maschilista ha segnalato il recente intervento di Michela Murgia la quale, citando proprio il nostro Codice, ha proposto alcuni esempi di riscrittura di articoli di cronaca in un’ottica di rispetto per le vittime di restituzione di valore al soggetto-donna. In “Giulia”, ha sottolineato, c’è la convinzione che un Codice, come testo prescrittivo, non sia però lo strumento utile ad un rinnovamento; serve un lavoro sul campo, per questo Maria Teresa ha fatto breve panoramica delle interessanti attività che Giulia mette in campo per i prossimi mesi (dai rapporti con le scuole di giornalismo allo spettacolo teatrale sul femminicidio nella letteratura e su come le donne sono “narrate” ). Per concludere, da segnalare l’intervento dell’assessora alle pari opportunità della Provincia di Pesaro e Urbino (Daniela Ciaroni) e della presidente della biblioteca Bobbato (Simonetta Romagna) che hanno mostrato interesse a supportare queste attività. Simonetta ha in calce ricordato come la problematica della rappresentazione dell’immagine femminile sia tragicamente scadente e stereotipata nei programmi televisivi della fascia pomeridiana. A tale proposito giova ricordare come proprio Femminismi, due anni fa, abbia presentato in più occasioni in maniera critica una riflessione su questi materiali video, cercando di fare con l’aiuto della sociologa dei media Emanuela Ciuffoli (Università di Urbino) una lettura analitica del messaggio e di allargare a tutti i media l’attenzione, non solo quindi ad alcune emittenti tv ma anche ai serial, alla fiction, ai cartoni. Su questi ultimi Monia Andreani ha ricordato l’esempio della narrazione stereotipata del modello femminile nelle “Winx”, analizzata dai suoi studenti durante il laboratorio condotto da lei e da Alessandra Vincenti (Università di Urbino)che ha dato poi luce ad un testo “Coltivare la differenza. Socializzazione di genere e contesto multiculturale”.
Da segnalare anche l’intervento di Antonella Pompilio, Udi Pesaro, che ha ricordato le attività che Udi da molto tempo porta avanti in questo campo (ricordiamo ad esempio la campagna contro il femminicidio del 2008, e quella delle Immagini amiche, varata nel 2010).
Femminismi, dicembre 2012.
In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le Donne in nero di Fano organizzano ‘CI RIGUARDA TUTTE’ , per domenica 25 novembre 2012, presidio di sensibilizzazione in piazza XX settembre, mattino dalle 10,30 alle 12,30 e Pomeriggio dalle 16 alle 17,30, vedi volantino: 25 novembre 1
Dalle 18 in poi aperitivo solidale e musica FEMME con Femminismi presso l’Infoshop di via Da Serravalle 16, a pochi metri dalla piazza. Intervenite numerose.
Anche a Pesaro negli stessi orari l’UDI organizza un presidio in piazza con documenti e interventi.
Il 26 novembre, a Urbino, ore 17, Sociologia, Aula B”, in collaborazione con Udi, seminario sul Femminicidio, introduce Laura Chiatantini, intervengono Monia Andreani, Fatima Farina, Antonella Pompilio, Giovanna Nastasi. leggi programma:Seminario Femminicidio 26 novembre 2012
Per il 7 dicembre a Pesaro è prevista invece l’iniziativa di presentazione e discussione con la stampa del nostro ‘Codice etico per ls stampa per i casi di femminicidio’, presso la biblioteca Bobbato.
A breve altre informazioni.

Udichesiamo organizza un Presidio presso la sede UDI (via Martini, 27) dalle ore 18.30 in poi, le luci della nostra sede saranno tutte accese fino a tardi e le porte aperte a tutte le donne che vogliono testimoniare e vigilare sul processo che si terrà, guardando il film documentario “Processo per stupro” del 1979 diretto da Loredana Rotondo perchè vogliamo ricordarci come un processo per stupro, fino a non molti anni fa, trasformava la donna da vittima in inquisita!
Domani consegneremo al sindaco della nostra città una richiesta affinchè all’interno dell’ANCI, anche a nome delle donne della città, prenda posizione rispetto al sindaco di Montalto di Castro chiedendone l’espulsione perchè non degno di rappresentare le donne del Comune di cui è primo rappresentante.

“Folle d’amore” “Amore e sangue”, questi i titoli cubitali che campeggiano su Il Resto del Carlino edizione di Pesaro per descrivere il gravissimo fatto di violenza (tentato omicidio e sequestro di persona) accaduto ieri notte tra Cagli e Fossombrone ai danni di Andrea, una giovane ragazza.
E’ ora di finirla! basta mettere in mezzo l’amore in quelli che non sono altro che episodi di violenza e odio contro le donne, “ree” di rifuitarsi a questo e quelllo spasimante! “Colpevoli” di voler decidere della propria vita.
In Italia non solo non esiste più il delitto “d’onore”, ma non siamo più disposte ad accettare che i giornalisti chiamino “amore” quella che non è altro una escalation di odio.
Il movente di questi gravissimi fatto non è l’amore, ma la mancanza di rispetto per le donne, una cultura di violenza che purtroppo anche tra i giovani mima atteggiamenti retrogradi di possesso della donna, di controllo di ciò che fa e di cò che pensa. Il MOVENTE è una cultura che considera le donne come oggetti.
Altroché amore…
Da Facebook echeggia l’invito a protestare inviando email al direttore de Il Resto del Carlino (direttore@ilrestodelcarlino.it ma anche cronaca.pesaro@ilcarlino.net), invito che sottoscrivo in pieno in attesa che da Femminismi giunga un intervento più definito, mentre stiamo seguendo l’evolversi della vicenda, auguriamo ad Andrea una pronta ripresa.
Dada
In occasione della giornata della poesia, le associazioni Femminismi, Alternativa libertaria e Nuovo mondo propongono una lettura in lingua originale e italiano delle poesie della poeta polacca, premio Nobel nel 1996, recentemente scomparsa (1 febbraio 2012), Wislawa Sxymborska.
L’evento si terrà presso la Libreria Il Catalogo, in via Castelfidardo, Pesaro, alle ore 19, mercoledì 21 marzo 2012.
Le lettrici: Marlena Gutkowska, Maria Stachurska, Francesca Palazzi Arduini.
L’ingresso è libero.
Al termine aperitivo-benefit per l’associazione Nuovi Orizzonti.
-Lunedì 23 Maggio Ore 18,15 Pesaro. Sede dell’UDI, via Martini, 27
Casa Sacchetti e centro antiviolenza: due luoghi della città di Pesaro a sostegno dlle donne. L’incontro vuole essere l’occasione per conoscere due servizi rivolti alle donne. Casa Sacchetti che accoglie donne con disagio sociale e il Centro antiviolenza, ce ne parleranno le donne che quotidianamente sono a contatto con le donne che hanno bisogno di un sostegno…. UDI Unione Donne in Italia sede di Pesaro Via Martini, 27 0721 414228
-25 maggio 2011 Aula C3 – Magistero ore 12-15.00 Monia Andreani, Facoltà di Sociologia “Vogliamo il pane e anche le rose”: femminismi e pluralismo nell’epoca della crisi della democrazia
Sarà proiettato il documentario di Alina Marazzi Vogliamo anche le rose (2007). Il film ripercorre attraverso la vita di tre giovani donne negli anni settanta, intrecci ed esperienze di vita vissuta del movimento di liberazione delle donne. Introduce l’incontro Fatima Farina, Facoltà di Sociologia. evento facebook: fb
-in serata ai collegi Prato del colle, Urbino, il collettivo Drude invita tutte al maggio selvaggio, dalle ore 20.00
Contro Ogni Forma di Razzismo – Sessismo – Fascismo
Ore 21.30: Sottochock/ HC da Fossombrone
Ore 22.30: electromusic By Dj ViC
Con la partecipazione del comitato “Studenti per i beni comuni” e dei Comitati “2 si per l’acqua bene comune” e “Vota si per fermare il nucleare”.
-Pomeriggio e sera del 3 e 4 giugno Femminismi sarà presente assieme ad Aied in un gazebo espositivo al Festival antirazzista di Pesaro organizzato da Uisp e Centro sociale Oltrefrontiera: opuscoli, mini mostra e magliette… passate a trovarci!!!

Befana come sinonimo di vecchia, di strega, di zitella… perché no? Una festa che dovrebbe farci riflettere a fondo sulle nostre potenzialità femminili e sul nostro concetto di bellezza. Auguri a tutte con una nota di Monica Lanfranco e un annuncio: Thelma e Louise invitano tutte al Red Passion di Pesaro (Baia Flaminia) per un aperi-cena dalle 20.30 con aperitivo e buffet più la dance-house di Patty e la voce di Loide…
«Essere una vecchia terribile ha degli aspetti positivi. Anche se la donna anziana è temuta e offesa non ha bisogno di preoccuparsi dell’ intolleranza altrui, poiché le donne che superano i 50 anni formano già uno dei gruppi più popolosi nella struttura del mondo occidentale. A condizione che si piacciano non sono destinate ad essere una minoranza oppressa. Per riuscire a piacersi devono rifiutare la tendenza estrema a banalizzare la loro identità e funzione. Una donna adulta non dovrebbe mascherarsi da ragazzina per rimanere nella terra dei vivi. Il risultato della capitolazione a questa pressione si trova nella galleria di ritratti grotteschi i cui tentativi patetici di ricominciare sono alla base delle riviste scandalistiche. Sono sempre esistite donne che ignoravano la lusinga dell’eterna giovinezza e accettavano di invecchiare, che convivevano col climaterio con un certo grado di indipendenza e dignità e cambiavano la loro vita per dare alla loro nuova condizione di adulte spazio per funzionare e fiorire. In un mondo infantile questo comportamento è visto come una minaccia. Nessuna sa cosa fare di una donna che non è sempre sorridente e adulante».
Sono le parole, chiarissime e provocatorie, di una grande pensatrice femminista, Germaine Greer, che dopo alcune opere ormai entrate nella storia della cultura, come L’eunuco femmina, scritto nel 1976 nel pieno del movimento di rivolta femminile, è stata tradotta in Italia qualche tempo fa con un’altro dirompente libro, pieno di verità scomode e sconcertanti, il cui forte messaggio di ribellione è già entrato nel quotidiano di molte: La seconda metà della vita.
Greer, quando lo scrisse nel 1992, lo intitolò Change, il cambiamento, quello voluto dalla natura, l’ultimo in ordine di tempo, che avviene nella vita e nel corpo femminile: la menopausa.
Su questo tema molto è stato già scritto: sin dai tempi di Noi e il nostro corpo , un testo degli anni ‘70 sulla salute del corpo e della mente a cura del Boston Women’s Health Collective e tradotto in tutte le lingue, il climaterio è stato uno degli argomenti che il femminismo ha tenuto maggiormente ad illuminare, con fatica. Nel libro le autrici scrivevano:»l’immagine popolare rappresenta la donna in menopausa stanca, intrattabile, irritabile, bisbetica, poco attraente, insopportabile (sì che il marito a buon diritto cercherebbe la compagnia di un’altra donna) irrazionalmente depressa, terrorizzata dal cambiamento che segna la sua vita (ri)produttiva. La nostra idea della menopausa è stata senza dubbio influenzata da una pubblicità simile a quella comparsa su una ben nota rivista medica, in cui un uomo di mezz’età, evidentemente infastidito, compare vicino ad una donna scialba, dall’aria stanca. Il tipo di medicinale pubblicizzato combatteva «i sintomi della menopausa che tanto lo disturbano».
In meno di 25 anni la situazione delle società capitalistiche si sarebbe capovolta, e l’esercito di donne e uomini sopra i 50 sarebbe diventato dominante sulle altre fasce d’età, generando nuovi consumi e nuovi problemi. Ma si può affermare che questa realtà abbia modificato, al di là del mercato, attentissimo ai mutamenti, la cultura e la sensibilità della nostra civiltà, rendendola più disponibile all’ascolto del mutamento e più attenta ai bisogni e alle istanze dell’età matura?
Se torniamo alla lapidaria definizione della Greer la risposta è negativa: questa nostra continua ad essere una «società infantile», (non perché abbia a cuore i suoi cuccioli, che anzi sfrutta e vìola in più modi), quanto piuttosto perché non vuole crescere, perdere i privilegi effimeri della giovinezza.
E capricciosamente continua a tentare di rimandare il momento in cui fare i conti con il proprio corpo, un corpo che oltre a offrire prestazioni, piacere, sesso, riproduzione inevitabilmente invecchia. Il passare del tempo, invece che evocare maggiore sapere e capacità di gestirlo e trasmettere turba, fa paura, crea immediatamente solo problemi nell’immaginario. C’è un detto popolare molto veridico che recita: «se un uomo sanguina è malato, se un donna sanguina è sana». Ed è proprio nel rituale del sangue, quando questo cessa di scandire la potenzialità riproduttiva femminile, che le parti si invertono. Fuori dal mercato del sesso, che ci vuole tutte giovani, sode e scattanti, virtù tra l’altro in dotazione solo di una piccola porzione di esistenza, e non equamente distribuite, le donne rischiano di sentirsi, e quindi di essere, invisibili.
Monica Lanfranco, 28 dicembre 2010.
Chiude il ciclo di proiezioni, per ora, in provincia, l’appumento di domani alle 21, ingresso libero, presso il centro sociale Oltrefrontiera (via Leoncavallo 15, villa san Martino), del documentario di Katia Bernardi sulla vita delle badanti in Italia. Emozionante, istruttivo, ci fa capire che sono queste le donne che ci chiedono oggi di sfidare la nostra cultura, e di essere loro amiche, di capire perché nel nostro Paese nascondiamo il problema dell’anzianità scaricando spesso tutto sulle loro spalle. Molto belle le interviste fatte nei loro paesi ai loro famigliari. Partecipate!
di NICOLETTA POIDIMANI
“DIFENDERE LA RAZZA. IDENTITà RAZZIALE E POLITICHE SESSUALI NEL PROGETTO IMPERIALE DI MUSSOLINI”, sabato 27 novembre, ore 17 presso il Centro sociale Oltrefrontiera di Pesaro (via Leoncavallo).
Questo libro nasce da una ricerca sulla genealogia della mentalità razzista in Italia; un lavoro di tessitura fra la storia dell’impresa coloniale nel Corno d’Africa, i dispositivi dell’immaginario di conquista, le biopolitiche di Mussolini nell’Impero e in territorio nazionale.
L’originalità di questa ricerca consiste nell’evidenziare, anche da un prospettiva di genere, il convergere di diversi piani e codici comunicativi, così come di diverse discipline e saperi, nella costruzione della “razza italiana”.
Oggi e vecchi e sperimentati dispositivi razzisti e de-umanizzanti formatisi in quegli anni si stanno riattivando sulle pelle di donne e uomini migranti e molte parole, proprie dell’ideologia di quell’epoca, si ripresentano nel linguaggio quotidiano, così come torna a riaffacciarsi sempre iù prepotentemente una concezione della donna e della famiglia di stampo clerico-fascista. L’auspicio è che questo lavoro possa essere non solo un contribuoto al contrastato e faticoso evolversi degli studi coloniali, ma anche uno strumento critico per conoscere questa parte della storia italiana e prevenire la ricaduta nell’orrore della barbarie fascista.
NICOLETTA POIDIMANI, laureata in filosofia e libera ricercatrice, da anni si occupa di studi e politiche di genere. Il libro è edito dalla casa editrice SENSIBILI ALLE FOGLIE.
All’incontro, oltre al’autrice, sarà presente MONIA ANDREANI, di Femminismi, ricercatrice e docente universitaria da tempo impegnata nei Gender studies.
Sidelki / Badanti
proiezione del video documentario di Katia Bernardi
Sidelki racconta la storia di un’immigrazione silenziosa, quella di migliaia di donne dell’est Europa le quali, per necessità primarie o per accedere a un nuovo tenore di vita, lasciano con grande coraggio ed estremo sacrificio le proprie terre per cercare lavoro in Italia.
Questo è il viaggio delle Sidelki, “le sconosciute”…
Urbino, giovedì 14 ottobre, sala Castellani (Collegio Raffaello) ore 17,
con la presenza della regista Katia Bernardi.
a cura del Centro donna Urbino,
con il Patrocinio del Comune di Urbino.
Fano, domenica 21 novembre, ore 17, a cura di Alternativa Libertaria, Centro di documentazione Franco Salomone, piazza Capuana 4 (Fano 2).
Pesaro, giovedì 9 dicembre ore 21.00
a cura del Centro sociale Oltrefrontiera (via Leoncavallo 15)
organizza: Femminismi,
ha collaborato: associazione NuovoMondo Pesaro
Tutte le proiezioni sono a ingresso libero.
Sidelki рассказывает историю тихой иммиграции, историю тысяч женщин из Восточной Европы которые, для удовлетворения первичных потребностей или для доступа к новым стандартам жизни, оставляют с большим мужеством и крайним самопожертвованием родную землю в поисках работы в Италии . Это путешествие Sidelок, ”неизвестные” …
Sidelki povesteşte istoria imigrării tăcute, aceea de mii de femei din Europa de Est care, pentru necesitățile primare sau pentru a accesa la un nou standard de viaţă, pleacă cu mare curaj şi sacrificiu din ţara natale, ca să caute de lucru în Italia. Aceasta esta călătoria de Sidelki, “necunoscutele” …












