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Alcune delle interviste raccolte da Claudia e Samuele:
Alcune riflessioni delle partecipanti:

Un successo CLAMOROSO, donne di tutte le età ed estrazione sociale in piazza in tutt’Italia stamattina per dare un segnale di dignità e libertà in questo Paese di mafiosi e vecchi porci. Le operaie assieme alle prostitute, le studentesse così come le insegnanti…
“Chiudiamo i Rubynetti al cavaliere”: a Fano persone sorridenti in piazza XX Settembre, felici di vedere anche nella loro città una presenza femminista magari già letta sulla stampa e annunciata dalla tv…
E adesso un invito a tutte le donne dell’establishment e della sinistra istituzionale di questo paese, che ha fortemente sorretto questi appuntamenti ma anche giocato per una visibilità del solo obiettivo ritenuto da loro interessante (le dimissioni del prèmier e la corsa alle nuove elezioni): non scordatevi che la diversità, la differenza e la libertà sono la linfa dei movimenti femministi. E che esiste una forma di prostituzione che non è fisica ma intellettuale e politica, praticata da uomini e donne, con scambio di favori, censure, giochi di potere, svendite, un mercato molto pericoloso e che depotenzia la politica italiana tanto quanto l’operato di Mister B.
Dada

IL FATTO: il Comune di Fano ha approvato la mozione della lista di ispirazione cattolica “Bene comune” che chiede l’ingresso nel Consultorio pubblico di personale di associazioni private. La mozione è stata proposta dal presidente di una associazione di ispirazione cattolica vicina al Movimento per la vita. Nel testo c’è l’ipotesi che le “carenze d’organico” del Consultorio pubblico vengano “tappate” attraverso fondi pubblici che ammettono la possibilità dell’appalto a privati.
IL PERICOLO: che nel Consultorio Familiare della ZT3 di Fano facciano ingresso persone genericamente formate senza professionalità specifica, il cui unico obiettivo è quello di deviare l’utenza verso le loro strutture private, nelle quali spesso si disinforma sulla contraccezione, presentando il metodo Billings (uno dei meno validi) come l’unico, si tenta di impedire alle donne il percorso (garantito all’interno della legge 194) verso l’aborto in caso di problemi di salute o psicologici, si fa totale ostruzionismo verso l’uso della pillola contraccettiva detta “pillola del giorno dopo” ecc. .
Il pericolo è che fondi pubblici destinabili al miglioramento del SERVIZIO PUBBLICO vengano deviati per sostenere l’attività di personale che opera in strutture private nelle quali non si garantisce la libertà di scelta e di salute delle donne (dove si considera “persona” anche l’ovulo fecondato e si antepone l’idea di “vita a tutti i costi” contro la volontà e la salute mentale delle donne con l’obiettivo di intromettersi nel privato delle persone).
PER LA LAICITA’ DEL SERVIZIO PUBBLICO: purtroppo in altre città il servizio del consultorio sta cedendo sotto i colpi della privatizzazione che attua una spartizione dei settori e mette spesso in pericolo la laicità, la dignità delle persone a ricevere un servizio a misura dei propri bisogni e garantito dalla COSTITUZIONE.
Il servizio pubblico è laico per definizione, in quanto comprende persone di varia età, sesso, ceto sociale, origine culturale, che lavorano tutte nel rispetto delle leggi e dei codici deontologici comuni e si equilibrano a vicenda. Mentre informazioni para-scientifiche, come quelle utilizzate da organizzazioni di ispirazione religiosa, possono gravemente nuocere nelle delicate scelte riguardanti la famiglia, la sessualità, la gravidanza, i problemi adolescenziali.
COSA CHIEDIAMO: che siano gli utenti stessi, e non i politici ed i militanti religiosi, a far presente alla Z.T.3 dell’ASUR cosa non va nel Consultorio pubblico (disservizi, mancanze) e cosa vorrebbero. Chiediamo le risorse necessarie a garantire un servizio efficiente che risponda in modo appropriato ai bisogni delle persone. La salute non è un bene in svendita ed è il primo BENE COMUNE.
Che il sindaco di Fano e la ZT3 dell’Asur aprano un tavolo di consultazione. Che il servizio rimanga TOTALMENTE PUBBLICO e che le associazioni di volontariato, così come succede adesso, vengano chiamate in causa da esterne e solo se la persona lo desidera.
Che venga rafforzato il servizio tenendo conto delle problematiche più delicate: percorso informativo sulla contraccezione anche post parto, più integrazione tra i servizi, più aiuto alle mamme in difficoltà, servizio di aiuto all’orientamento sessuale e anti-omofobia, campagne informative pro-contraccezione per gli adolescenti, sostegno ai/alle migranti attraverso la mediazione culturale, aggiornamento degli operatori/operatrici e miglior qualità tecnica delle strutture.
Fano, 5 agosto 2010,
le donne di Femminismi, Fano-Pesaro-Urbino
”L’acqua è un bene comune”, strepitano i consiglieri di Bene Comune Fano, però evidentemente la salute delle donne è per loro un “Bene privato“. Infatti, con la complicità di un PD sempre più disteso alle richieste del parterre economico vicino alle Curie, sono riusciti a coronare il loro sogno:
far deliberare anche a Fano l’ingresso dei cosiddetti “volontari” dei consultori privati cattolici nei consultori pubblici. Ci chiediamo: con quale intento far entrare il privato nel pubblico? Forse con l’obiettivo di spostare parte dell’utenza nel Consultorio Privato a orientamento confessionale, e quindi contrario a contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza?
La mozione fatta approvare è molto chiara in proposito quando sostiene che le donne non avrebbero il tempo di riflettere sulla loro scelta di abortire a causa della nuova possibilità della Pillola RU486 (che permette l’aborto ai primi stadi della divisione cellulare) e allora i volontari potrebbero aiutarle a decidere … ma aiutarle a prendere quale decisione? A far passare il tempo per poi dover intervenire con l’aborto chirurgico ed aumentare la sofferenza? Oppure far passare 3 mesi e così non dare più alle donne la possibilità di decidere?
La mozione approvata fa retorica sulla carenza di mezzi dei consultori pubblici, noi diciamo che questa semmai andrebbe discussa e segnalata dalle donne e dagli utenti, e decisa in sede ASUR, e non cavalcata da questi politici. Abbiamo già noi stesse segnalato in precedenza il fatto che i consultori pubblici sono da tempo scavalcati dal ricorso a ginecologi e psicologi privati.
SUPPONIAMO un CHIARO INTERESSE PRIVATO di persone che cercano mezzi finanziari per le loro associazioni. Carlo De Marchi, di Bene Comune è Presidente della sezione regionale della Confederazione italiana dei consultori famigliari privati di ispirazione cristiana. Ecco come, mentre ci si scaglia contro Leggi che svendono ai privati le gestione di beni pubblici, si citano come virtuose altre Leggi simili, come quella sulla sussidiarietà nella sanità,che mettono in pericolo l’imparzialità di servizi pubblici laici come i consultori!
E’ spiacevole vedere come si predichi bene e si razzoli male e come l’interesse pubblico ad avere un servizio valido e LAICO sia svenduto ad un potere politico che invece agisce per motivi “religiosi” e quindi parziali, contro i moderni metodi contraccettivi, contro la libertà di scelta femminile, e a gruppi già noti per le loro crociate contro la libertà di scelta circa l’orientamento sessuale!
Chiediamo che il Sindaco risponda convocando immediatamente un tavolo di lavoro su questa questione con l’Asur territoriale e le associazioni politiche e sindacali delle donne e degli operatori sanitari coinvolti, e che la deliberazione venga ridiscussa tenendo conto dei principi di laicità e delle reali esigenze che l’utenza sottoporrà.
Le donne di Femminismi, Fano-Pesaro-Urbino
(il comunicato sulla stampa ed il testo della mozione già presentata dal 2009: Mozione e comunicato)





