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Alcune delle interviste raccolte da Claudia e Samuele:
Alcune riflessioni delle partecipanti:

Un successo CLAMOROSO, donne di tutte le età ed estrazione sociale in piazza in tutt’Italia stamattina per dare un segnale di dignità e libertà in questo Paese di mafiosi e vecchi porci. Le operaie assieme alle prostitute, le studentesse così come le insegnanti…
“Chiudiamo i Rubynetti al cavaliere”: a Fano persone sorridenti in piazza XX Settembre, felici di vedere anche nella loro città una presenza femminista magari già letta sulla stampa e annunciata dalla tv…
E adesso un invito a tutte le donne dell’establishment e della sinistra istituzionale di questo paese, che ha fortemente sorretto questi appuntamenti ma anche giocato per una visibilità del solo obiettivo ritenuto da loro interessante (le dimissioni del prèmier e la corsa alle nuove elezioni): non scordatevi che la diversità, la differenza e la libertà sono la linfa dei movimenti femministi. E che esiste una forma di prostituzione che non è fisica ma intellettuale e politica, praticata da uomini e donne, con scambio di favori, censure, giochi di potere, svendite, un mercato molto pericoloso e che depotenzia la politica italiana tanto quanto l’operato di Mister B.
Dada

Domenica 13 febbraio a Fano in Piazza XX settembre volantinaggio dalle 10.30 con musica, e infine aperitivo dalle 12.30 a due passi dalla piazza, in via da Serravalle 16.
Invitiamo tutte/i coloro che vogliono partecipare a venire con una frase su un cartello e a non portare simboli o bandiere di partito o di organizzazioni, come richiesto dalle promotrici a livello nazionale.
Coloro che volessero partecipare alla mobilitazione in altre città consultino l’elenco degli appuntamenti sul blog nazionale (vedi link in calce).
Se non ora, quando? Noi rispondiamo SEMPRE.
Le donne sono sempre scese in piazza per protestare contro gli attacchi, i giudizi sommari
e gli insulti nei loro confronti, e stavolta non è diversa dalle altre.
Nel nostro blog abbiamo raccolto alcuni esempi di insulti e luoghi comuni che questa società patriarcale
(intendiamoci: a misura di maschilismo) ci rivolge.
Alcuni di questi insulti, eclatanti, sono il vessillo ANCHE dell’attuale prèmier.
Chiediamo a donne e uomini, a lavoratrici, disoccupate, donne migranti, studentesse, di dimostrare
che non siamo più minori sotto la tutela della televisione ma persone,
consapevoli, capaci di scegliere non tenendo conto tanto dei “soldi” e della “fama”
ma anche della libertà, della dignità, della possibilità di cambiare questa società.
Questi alcuni tra gli esempi a cui diciamo BASTA:
- -ci hanno raccontato che in Afganistan la guerra l’andavano a fare per … DIFENDERE le donne!
- -ci hanno di nuovo, ancora, su giornali di destra e di sinistra, in tv, nella pubblicità, USATE per vendere qualsiasi prodotto, dal cibo sino agli infissi, con tette e culi come se a comprare fossero solo i maschi (e quel tipo di maschi che ragiona col c.)
- -ci hanno detto che se non la PRENDEVAMO bene e parlavamo di “donna oggetto”era perché non eravamo “ironiche”
- -ci hanno detto che loro che si erano venduti in politica erano i “RESPONSABILI”, le donne invece “donne del cavaliere”
- -ci hanno detto che se avevamo fatto carriera in politica era perché l’AVEVAMO data via, eppure questa “carriera” consisteva solo nell’OBBEDIRE a chi lì c’aveva piazzato
- -ci hanno fatto capire che loro potevano anche riconoscere il nostro talento ma che di STARE nei posti che contano non se ne parlava: noi avevamo il potere di fare figli? E loro volevano tutto il resto!
- -ci hanno detto che dovevamo SACRIFICARCI per la causa, e che dei nostri problemi avrebbero parlato dopo
- -ci hanno detto che dovevamo “PARTORIRE con dolore” e hanno fatto in modo che così ancora sia
- -ci hanno detto che dentro di noi, fin dal concepimento (!) c’era un esserino che loro dovevano CONTROLLARE e su cui dovevano legiferare
- -ci PRESENTANO caterve di film, libri e sceneggiati nei quali immancabilmente la donna, bella e giovane, si innamora di un cesso che avrà almeno 25 anni più di lei … mai il contrario
- -ci hanno detto che loro se vogliono possono ESSERE più “donne” di noi
- -ci hanno detto che le lesbiche non potevano ESISTERE perché una donna deve sempre avere un uomo in testa, peggio del casco
- -ci hanno detto che non dovevamo SCIOPERARE per il lavoro perché lo toglievamo agli uomini
- -ci hanno quindi detto che loro ERANO “cacciatori” e “virili” e noi … puttane
- -ci hanno voluto dire COME vestirci, comportarci, PARLARE, pisciare, votare (votare? dopo il 1946…)
Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino
13 febbraio 2011
Femminismi aderisce alla giornata http://www.senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com


