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un osservatorio sulla libertà femminile

– Pillola RU: basta con la retorica!

 

Sbalordiamo di fronte alle affermazioni dell’UDC per la poca precisione anche nell’elencare leggi e Convenzioni internazionali:  ecco poche e chiare parole in risposta.

 1) La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia non c’entra nulla con l’aborto. Intende promuove il pieno benessere dei minori e chiede agli Stati di vigilare contro le violazioni dei diritti umani dei bambini: PEDOFILIA, ABBANDONO, MATRIMONI FORZATI, LAVORO MINORILE, MORTI PER DENUTRIZIONE… Questi sono ancora oggi i problemi di milioni di bambini, molti anche dovuti al fatto che le madri non hanno potuto scegliere una maternità responsabile. E a casa nostra non dimentichiamo i luoghi dove i bambini fatti nascere con strazianti problemi di salute da medici antiabortisti e da famiglie inconsapevoli vivono abbandonati in ospizi poco frequentati, soprattutto da coloro che parlano con tanta enfasi contro l’aborto.

2) La legge 194 del 1978 è una legge dello Stato, se al posto del finanziamento ai Consultori privati cattolici antiabortisti le Regioni finanziassero adeguatamente i consultori pubblici e una campagna di diffusione della contraccezione, forse i già pochi aborti che ci sono oggi sarebbero anche di meno … La storia della legge ha dimostrato che non si combatte l’aborto con la persuasione a tenere un figlio non voluto, oppure con la minaccia o con le promesse di soldi, il modo migliore per prevenire l’aborto è la diffusione capillare di cultura e strumenti per una efficace contraccezione.

3)Perché tanta paura del farmaco? Chi è consapevole sa benissimo che la pericolosità della pillola RU486 è pari a quella di ogni altro farmaco oggi in commercio. Con la pillola RU l’aborto avviene nelle prime fasi di separazione cellulare, nelle primissime settimane – entro la settima -, e quindi forse la paura di quelli che sono contrari all’uso del farmaco è che con questa pillola la loro retorica della “morte” scompare come per magia …

 4) La fase di sperimentazione di un farmaco termina quando questo è approvato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) quindi oggi non c’è sperimentazione della pillola in Italia, c’è solo l’utilizzo ospedaliero perché il farmaco è stato approvato ed è entrato in commercio, dopo un lungo periodo di sperimentazione.

5) L’aborto chirurgico è meno invasivo del farmaco? Abortire quando l’embrione è più sviluppato, abortire con un intervento chirurgico e una ospedalizzazione in corsia, con postumi fisici talvolta anche pesanti, non fa meno male alla salute fisica e psichica delle donne!!!

Perché questi signori che si dichiarano antiabortisti sono così favorevoli all’aborto chirurgico? Forse perché il loro obiettivo è solo quello di sottoporre le donne a umiliazione e a controllo e non lasciarle di fronte alla loro responsabilità di cittadine.

Femminismi.it

Simona Ricci di Cgil funzione pubblica ci segnala anche la presa di posizione di Cgil sulla questione:
leggi comunicato.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 9, 2010 da in comunicati stampa, contraccettivi con tag , , .
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