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un osservatorio sulla libertà femminile

– E gli assessori si occupano di donne…


In questi giorni di manovra economica “dissanguante” per le famiglie italiane, sarà sfuggito ai più lo svolgimento alla Regione Lazio del convegno “Regioni: quali politiche per la vita” su iniziativa del Movimento per la vita, del Forum delle associazioni familiari e di Scienza&Vita.

In questo incontro erano presenti oltre trenta tra presidenti assessori e consiglieri regionali di 12 Regioni diverse. Naturalmente non poteva mancare il nostro assessore della Regione Marche Luca Marconi, che ha scelto il suddetto convegno per  ribadire l’impegno a difesa della famiglia “tradizionale” che il presidente Spacca ha assunto in campagna elettorale e illustrare i provvedimenti regionali, in cantiere nelle Marche, che riguardano il nuovo assessorato di stampo cattolico integralista. Tale presa di posizione non ha tardato a produrre i primi imbarazzanti effetti. Infatti l’annunciata presenza dell’Assessore Marconi ad una manifestazione organizzata a Roma dall’antiabortista Movimento per la Vita quale rappresentante ufficiale della Giunta, ha prodotto il giusto sconcerto del Segretario regionale della CGIL e l’affannato tentativo di minimizzare da parte dell’Assessore Mezzolani. Sconcerto inoltre, aggiungiamo noi, per l’assordante silenzio delle donne della nomenklatura politica regionale, le quali oltre a riunirsi in sterili convegni, non si azzardano nemmeno più a prese di posizione politiche in difesa delle più ovvie libertà femminili, messe in discussione  in seguito a scelte miopi e opportuniste.
Come si legge dal documento finale che è stato approvato alla fine del convegno alla Regione Lazio e visibile in  mpv, la strategia che appare chiara è quella di entrare nei consultori pubblici per fare opera di proselitismo, proteggere l’obiezione di coscienza prevista dalla legge 194 (come se ce ne fosse bisogno!).

Fin qui niente di nuovo, ma da come si legge nel documento la preoccupazione è resa più palpabile dalla volontà degli amministratori convenuti, una volta tornati sugli scranni dei consigli regionali, trovino il tempo per stravolgere gli statuti regionali per introdurre il concetto che la vita inizia dal “concepimento”.

Con la speranza che tali “emergenze collettive” rimangano solo  nella testa del nostro “pio” Assessore Marconi,  ci auspichiamo che le forze politiche alleate all’UDC controllino meglio e sappiano contrastare prese di posizioni politiche alquanto di parte e certo non rappresentative di noi donne.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 1, 2010 da in comunicati stampa, famiglie, femminismo pesaro e urbino, movimento per la vita.
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