femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– E’ arrivata anche la “porcola”…

Fano, zona Gimarra, non pareva vero ai gestori della pizzeria al metro di inaugurare la loro nuova pizza, “Porcola”, con l’immagine di una ragazza carina e ammiccante… Claudia ci scrive:
” In via S. Pertini a Fano c’è un cartellone pubblicitario di una pizzeria che riteniamo lesiva nei confronti della dignità delle donne.

La pubblicità ritrae in primissimo piano una ragazza in canottiera e pantaloncini, bocca semiaperta, dita vicine alle labbra, sguardo ammiccante e malizioso. In alto c’è la scritta: “Che PORCOLA! La pizza, cosa avete capito”. La pizza è a terra vicino alla ragazza, ma in subordine nell’immagine.

Un messaggio di questo genere significa mercificare il corpo delle donne, fra l’altro in un ambito in cui l’immagine femminile non è di certo necessaria. Riteniamo che la pubblicità di una pizzeria debba avere un requisito essenziale, quello di parlare del prodotto pizza e non quello di generare un’allusione facile  che crea un binomio bella ragazza-“porcola”.

Che ne pensate? Si tratta di una pubblicità stupida che non va tenuta in considerazione o va realmente fatta la richiesta di toglierla di mezzo?

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43 commenti su “– E’ arrivata anche la “porcola”…

  1. paola
    gennaio 17, 2011

    segnalare, la stupidità può essere micidiale, prendo nota, grazie 😉

  2. suddegenere
    gennaio 17, 2011

    l’ennesima schifezza!!!tristissima allusione!

  3. Lorenza
    gennaio 17, 2011

    Bisogna assolutamente agire e non lasciare spazio a questi obbrobri. Segnalare immediatamente allo IAP
    http://www.iap.it/it/modulo.htm

  4. agata
    gennaio 17, 2011

    che schifo. veramente patetica.

    pubblicità da denunciare all’UDI e pizzeria da disertare (possibilmente dopo una valanga di telefonate indignate).

  5. Giorgia V
    gennaio 17, 2011

    Da segnalare allo IAP a mio avviso!!!

  6. claudia
    gennaio 17, 2011

    E’ indubbiamente lesiva della dignità dell’essere umano Scrivete allo IAP

  7. Cristiana
    gennaio 17, 2011

    che cartello da imbecilli! Toglierlo di mezzo assolutamente!

  8. Valerio
    gennaio 17, 2011

    La pubblicità è davvero idiota e di cattivo gusto, purtroppo però è in buona compagnia in questi tempi di scarso valore umano della comunicazione (e non solo della comunicazione).
    Personalmente diserterò di certo la pizzeria, allo stesso modo in cui da anni spengo la tv quando in onda ci sono solo donne e uomini che sculettano pur non avendo io la pay tv in casa con la possibilità di vedere canali per adulti. La pornografia esplicita, per persone adulte fatta per un mercato ben preciso è una cosa, il cattivo gusto è un’altra cosa.
    Il vero problema però, ritengo, non sono i dilaganti manifesti idioti, bensì il fatto che tante ragazze e ragazzi sciocch* si prestino a questo mercato.

  9. Ada
    gennaio 18, 2011

    Senza usare pseudonimi firmo con il mio nome questo commento. Piacere di conoscervi, sono la titolare della pizzeria in questione.
    mi scuso se la mia scelta in campo pubblicitario abbia provocato indignazione. non era certo mia intenzione aizzarmi contro l’ira femminista del web e non.
    tranquillizzo tutte/i: la pubblicità è giunta alla sua “fine”, ed il cartellone a giorni sarà coperto da altri (mi auguro di vostro gradimento).
    quello che penso, però, è che sia la censura la cosa da imbecilli. soprattutto lo somodarsi quando non ce n’è necessità.
    la capacità di saper distinguere l’erotismo, l’ironia, dalla triste- e con voi convergo – svalutazione del corpo femminile, ci auguravamo fosse cosa scontata.
    sono una donna. senza una quarta di reggiseno. senza la fissa continua per l’apparire.
    ho un naso che fa provincia, un carattere non proprio accomodante. non seguo grandi fratelli, nè mi è mai passato per la testa di mettermi a fare la velina. non sculetto e non amo guardare sculettare. non rincorro sogni da star dell’ultim’ora. mi limito a convolare a nozze con una laurea in lettere e a lavorare nella pizzeria che ho creato insieme al mio compagno.
    e si, ho ideato una pubblicità che alcuni di voi hanno definito imbecille, ma che ha fatto sorridere tutto il resto dei tanti che sapevano che la Porcola, è semplicemente il nome di una pizza inclusa nel nostro menù. e la nostra idea non è stata quella di crocifiggere una donna su un cartellone, ma di creare un equivoco ironico basato ed indirizzato sulla pizza in questione.
    si discute sulla mercificazione del corpo. tutti ne abbiamo uno, e guardare e guardarsi è lecito e umano. trovare diabolica (o maschilista?) una donna con aria ammiccante su un 6×3 e farne un “caso”, beh, mi sembra veramente qualcosa di assurdo. .
    per la cronaca, comunque: irriverente non è sinonimo di diabolico.
    buona serata/giornata a tutte/i

  10. admin
    gennaio 18, 2011

    ciao Ada,
    quello che dici è la conferma che la pubblicità tramite il corpo femminile (con le varie allusioni al fatto che una ragazza carina e in shorts puo’ essere consumata come Porcola) usato e abusato non è una invenzione di Berlusconi ma ha radici molto lontane. E’ interessante notare la differenza tra la pubblicità “Porcola” e quella della festa del Nino di quest’anno: da un lato un ragazza sopra una pizza, con l’allusione che forse è una porca, o forse è la pizza a esserlo…. dall’altro un maschio sovrappeso che invita a una festa. Da un lato un oggetto passivo e dall’altra un soggetto. Da un lato noi donne che al massimo ci offriamo assieme alla pizza e dall’altro un maschio che si diverte. Grazie comunque per la tua nota molto corretta, e chiarificatrice.

  11. antonella
    gennaio 18, 2011

    cara Ada, mi domando come mai però né a te né ad altri sia mai venuto in mente di chiamare una pizza o un piatto qualsiasi “il porcolo” e di pubblicizzarla/o con l’immagine di un bel maschione in perizoma.
    Per favore non si risponda che “pizza” è femminile

  12. dany62
    gennaio 18, 2011

    ciao Ada.ho letto la tua lettera di autodifesa e sono veramente rattristata nel constatare ancora una volta,quanto la visione del mondo sia estremamente maschile anche nelle donne.ma davvero pensi che ci sia ironia ed erotismo nel cartellone pubblicitario della tua pizzeria?io ci vedo solo il più becero dei binomi:donna ammiccante=porca.in oltre ci noto pure proprio una discriminazione di genere,visto che la pubblicità sembra(e secondo me lo è)rivolta a una clientela maschile,mentre le pizzerie generalmente sono molto frequentate anche dalle donne.avresti,eventualmente,potuto affiancare alla ragazza un ragazzo!ok,la pubblicità sarebbe rimasta stupida ugualmente,ma almeno non discriminatoria per una parte della tua clientela,di cui mi onoro di NON fare parte!!comunque,buon lavoro!!!!

  13. agata
    gennaio 18, 2011

    a me questa pubblicità non fa sorridere. mi pare anzi una trovata priva di originalità, che rimesta nello squallore delle battutine da caserma. non ci trovo niente di ironico e non ci sono equivoci. il fatto che sia stata ideata o avvallata con tanta leggerezza da una donna mi fa accapponare la pelle.

  14. Cristiana
    gennaio 18, 2011

    Cara Ada sai non era proprio il periodo giusto per ideare una pubblicità del genere e comunque credo che bisognerebbe avere sempre senso critico quando si usa la pubblicità e il corpo, soprattutto quello femminile oggetto delle più bieche e squallide rappresentazioni.
    Ci siamo veramente un pò rotte di vederci sempre rappresentate come delle deficienti.

  15. Ada
    gennaio 18, 2011

    Al di là di quelle che restano vostre e mie idee a riguardo, (l’uomo tra le piume rosa sono del parere sia stata una trovata, come dire… sonora, mentre la nostra porcola si può oramai definire discretamente rumorosa) sono io a ringraziare per lo spazio concessomi, e per rispondere brevemente ad Antonella, le campagne pubblicitarie erano e sono due: una al femminile e una al maschile (che uscirà a primavera inoltrata) e, anche se a tinte maschili, sarà a suo modo ironico-dissacrante.
    e ancora, si, il nome “pizza” è femminile, pertanto saremmo stati impossibilitati al coniugarlo al maschile (risposta grammaticalmente scontata ma a senso unico, sono spiacente)…
    quanto alla questione “donna consumata come una pizza/porcola”… nessuno ha mai detto nè voluto intendere una cosa simile. e sottolineo nessuno. la cosa interessante è piuttosto notare quante cose possano divincolarsi da un 6×3 a seconda di chi guarda o discute. noi siamo responsabili di un messaggio, discutibile o meno che sia, non di quella che diventa una forzata interpretazione soggettiva.
    ad ogni modo mi permetto di sottolineare la sostanziale differenza tra il termine porca e porcola, che segna il confine tra oggettivamente e ampiamente volgare e, (come ho già scritto in precedenza) irriverente, a nostro avviso.
    nuovamente, buona giornata a tutte/i.

  16. OpenMode
    gennaio 18, 2011

    Ciao a tutti, se posso dare un mio parere al di là di tutto questi “rumors” non fanno altro che confermare la prima ed inequivocabile legge del marketing: nel bene o nel male, basta che se ne parli. Sono quindi estremamente felice per chi ha ideato questa simpatica – per me – campagna pubblicitaria, dalla quale può solo che trarne giovamento, piu del dovuto grazie a queste disquisizioni poco intelligenti.

    Non vi sentite offesi, do una mia opinione e, vedendo quello che avete scritto e come lo avete scritto, cercherò di mantenere un livello piuttosto basso.

    Postulato ciò, che era indubbiamente anche abbastanza scontato, penso che la polemica scatenata su giornali o in rete sia veramente assurda e priva di senso. Ma davvero ancora si parla di “mercificazione del corpo femminile” per queste cose? Ma l’ironia, o l’autoironia (che a molti non farebbe proprio male), dov’è? Questa è una pubblicità offensiva? Ma perchè? Ma chi la reputa tale ha forse la codina di paglia? No perchè, scusate, ma sinceramente non ne vedo i motivi. Nemmeno uno. Nemmeno mezzo.
    Leggo commenti come “E’ indubbiamente lesiva della dignità dell’essere umano” e mi sbalordisco. Evidentemente non avete niente di meglio da fare che “telefonare allo IAP immediatamente”, ed è questa la cosa più triste di tutta la vicenda.
    C’è addirittura chi tira in ballo una “discriminazione” nei confronti del sesso femminile perchè la pubblicità è rivolta ad una clientela maschile.
    Se il livello dei commenti è questo, allora si potrebbe pure dire che la forma allungata della pizza, che richiama evidentemente il simbolo fallico, è eccessivamente di stampo pornografico e quindi non adatto ad un pubblico minore di 18 anni.
    Fra l’altro mi pare che la ragazza indossi anche un paio di jeans di produzione cinese, cosa che in un periodo come questo non dovrebbe essere accettata poichè solo il made in italy andrebbe valorizzato.
    Ecco, credo che bisognerebbe concentrarsi maggiormente su problemi più importanti, su fatti più sensati, cercando sempre di mantenere una certa lucidità quando si vuol criticare una cosa.
    E, detto per inciso, la critica ci può sempre stare. E la stupidità di certi commenti che, sinceramente, credo vada evitata.
    Magari fate un po piu di movimento: un po di palestra, un po di jogging. Credo che farebbe bene ai più.
    Buon proseguimento.

  17. admin
    gennaio 18, 2011

    gentile signore, noi ci concentriamo sempre su problemi importanti, e facciamo pure palestra, e siamo anche tolleranti, visto che di solito un commento pieno di insulti andrebbe cestinato e invece la pubblichiamo. di questi tempi anche il Cavaliere chide più ironia, per me invece l’ironia va usata nei tempi giusti. Nessuno ha chiesto di reprimere o soffocare la pubblicità, semplicemente molte donne (tantissime viste le visite a questo post) sono stufe di essere usate per publicizzare pagnotte. e non mi dica che l’immagine di ognuna di noi è nostra perché non è vero: la pubblicità, così come la tv in genere e altri mass media, indirizzano il comune sentire. e se lo fanno in modo gretto è giusto ribellarsi. qui non si tratta di discutere di opere d’arte ma di messaggi. cordiali saluti, però la sua carriera su questo blog finisce qui.

  18. agata
    gennaio 18, 2011

    in direttissima dal manuale della sopraffazione, partiva il tentativo di buttarla in caciara.

    e infatti tentava lo scarto al ribasso in uno scambio di idee che per giorni si era mantenuto civile.

    non potendo contribuire, attaccava.

    non avendo argomenti per difendere la pubblicità, cercava modi per criticare e insultare le persone che avevano osato metterne in controluce i limiti.

    grazie al nostro argomentare forse qualcuno ha imparato o imparerà qualcosa. e solo per questo non calerà il silenzio.

  19. Fruitrice di metropizza
    gennaio 18, 2011

    Salve a tutte e tutti. Nel mio piccolo, se mi è possibile, vorrei esprimere un commento riguardo l’argomento. Innanzi tutto, mi trovo strapienamente d’accordo con OpenMode, e per questo non vorrei essere censurata da admin, visto che non la si pensa allo stesso modo. Mi sembra molto più “schifezza” (come scrive suddegenere) e “Idiota” (valerio), il fatto che non si è liberi di parlare, che non si è liberi di poter esprimere un proprio pensiero liberamente, che non si è liberi di poter ribattere ad un dibattito pubblico, in un blog pubblico…più che soffermarsi su di una pubblicità ironica, perchè nò anche un pizzico maliziosa, a mio parere ingegnosa, basata sul doppio senso, che quando ti fermi a leggerla accenni un sorriso, e non un problema di stato così grave ed enorme. I veri e reali problemi riguardo l’essere donna, riguardo la vita sono altri.
    Vorrei concludere ribadendo l’aspetto della “probabile censura” di questo blog, rivolgendomi direttamente ad admin. Questi non ti sembrano insulti ?
    – (Agata): “pizzeria da disertare (possibilmente dopo una valanga di telefonate indignate)”.
    – (Cristiana): “che cartello da imbecilli! Toglierlo di mezzo assolutamente”.
    – (Valerio): “tante ragazze e ragazzi sciocch* che si prestino a questo mercato”.
    In ultimo,pongo una domanda facile e semplice: qualcuna/o di voi durante il giorno legge mai quotodiani, giornali, riviste o guarda film, telegiornali, varietà, cartoni animati….??? A questo punto immagino di nò, vedendo i commenti sorti riguardo la pubblicità della “pizza Porcola”.

  20. admin
    gennaio 18, 2011

    cara Fruitrice, grazie dei commenti molto precisi.
    come amministratrice io non approvo nessun commento che fa illazioni su cosa “abbiamo di meglio da fare” o no, o cose simili, quindi Open Mode qui per quello che mi riguarda non scriverà più, ne lui né altri che non vogliono confrontarsi senza fare illazioni. Non si tratta di censura, si tratta di una nostra scelta di non perdere tempo a confrontarci con persone che generalizzano.
    a proposito del “avere da fare”, il nostro gruppo lavora da sempre sull’uso del corpo femminile nella pubblicità; questa protesta, partita da una segnalazione di una ragazza e non certo perché noi si stia a monitorare col binocolo i cartelloni in cerca di qualcosa contro cui andare (è questa l’immagine delle “femministe” che propagandano i maschi in difficoltà, no? qualcuno ci suggerirebbere anche di “trombare di più” magari nascondendosi sotto falso nome, che tristezza!) ha raccolto migliaia di voci di protesta, alcune molto dure (quelle a cui ti riferisci come “cartello da imbecilli”) altre no. in ogni caso io credo che sia molto differente giudicare un caso particolare (il “cartello”) dall’usare l’immagine di tutte noi ragazze per fare la equazione tra “porcola (o porcona)” in shorts e una pizza. questo cartellone non è certo da additare come emblematico, vi sono casi molto peggiori, ad esempio quante di voi ragazze sanno che la pubblicità di Calzedonia dell’anno scorso è stata censurata perché non è piaciuta a qualche maschio la parodia (molto carina) di “Sorelle d’Italia”? La realtà è questa: le pubblicità con tette, culi, e donne da consumare sono ovunque, e spesso sono le pubblicità intelligenti e con donne protagoniste che vengono censurate!
    Certamente, se non vuoi analizzare un messaggio pubblicitario pensando che tanto la gente è libera di pensare e fare quello che vuole, e che i messaggi non veicolano una morale, delle mode, non suggeriscono i look e i modi di comportarsi… sei liberissima, benvenuta a Wonderland!

  21. Claudia
    gennaio 18, 2011

    Ciao,
    vorrei rispondere innanzitutto alla fruitrice della pizzeria. La libertà che hai tu nell’esprimere la tua opinione è la stessa che abbiamo noi nel criticare una pubblicità. Adoro l’ironia in ogni sua forma, ma, caro Openmode in questa situazione non ci vedo nessuna forma di ironia. Al contrario, ci vedo lo specchio dei tempi che stiamo vivendo.
    Il mercato è diventato più forte dell’individuo ed è il motivo per cui la mercificazione vince sempre, è il motivo per cui esistono programmi e pubblicità discutibili ed offensivi. La legge di mercato è talmente barbara che se si mettono dei bei corpi in mostra e magari si “ironizza” sulla diciamo moralità delle persone, si vende.
    Personalmente, mi ribello con tutte le mie forze a questo sistema. Vado in palestra, curo il mio corpo, così come la mia testa, ma lotto e lotterò sempre con chi ritiene di poter fare della facile ironia o meglio delle allusioni offensive.
    E se qualcuno pensa che denunciare significa scomodarsi o non avere niente di meglio da fare, sappia che il lassismo non è contemplato dalle persone libere.

  22. Light
    gennaio 18, 2011

    Buonasera, ho visto la pubblicità in questione ed ho letto, mio malgrado, i commenti esposti.

    Ma dico siamo veramente sicuri che l’uso del corpo femminile e/o maschile nuoce gravemente alla salute?

    Io ricordo la bellissima pubblicità della Lacoste con quel ragazzone con il sedere sodo di fuori, era un piacere guardarlo. Ogni volta che il mio compagno usa quel dopobarba mi ricordo di lui.

    Adesso il mio compagno ha l’abitudine di consumare la porcola e la cosa non mi dispiace.

    Sorridete Ameche, Sorridete….

  23. admin
    gennaio 18, 2011

    appunto, la lacoste pubblicizza mutande, e lei ricorda il suo compagno per il bel culetto, e non perché lo vedeva ritratto in pubblicità con scritto “che porco!” di fronte a un piatto di spaghetti, altrimenti, ripensando a lui e magari, non so, al fatto che è un “ex”, non avrebbe tanto gradito. Un invito a tutti: vogliamo provare a rimanere nel tema e nel contesto? qui si sta parlando di uso del corpo femminile e di stereotipi sulla donna “porca” e “disponibile”, e non di quanto sia buona la pizza in questione… che a questo punto spero ci dia una percentuale sulle vendite! 🙂

  24. Light
    gennaio 18, 2011

    Sul fatto che la Porcola sia buona non ci piove.
    sul fatto che la ragazza sia bella anche.

    Ma perchè non salvare capre e cavoli con una pubblicità del Calzone Ripieno con un bel maschiaccio in jeans imbottiti.

  25. Ilaria
    gennaio 18, 2011

    D’accordo con admin. Il corpo maschile, nelle pubblicità, è usato in modo del tutto diverso.
    Criticare questa pubblicità, non è questione di moralismi, ma di sapere o voler leggere i sottomessaggi del messaggio, che difficilmente potremmo definire sofisticato. Ma non ha bisogno di esserlo, perché utilizza uno stereotipo radicato.
    Dispiace, soltanto, vedere, quanto lo sia. Tanto da ingegnarsi a interpretarlo come altro.
    Non c’è né ironia, né senso artistico.

    http://vittoriobeccari.blogspot.com/2010/10/me-gli-occhi.html

  26. gino
    gennaio 18, 2011

    Ciao a tutte, io sono un fruitore della pizza in questione.
    Sperando di non venir bandito (scusa admin, ma visto che sto per scrivere un commento contrario al vostro parere mi sembra giusto premetterlo) vorrei esprimere alcune idee:
    “cartello da imbecilli” è sicuramente un’opinione, ma anche inequivocabilmente un insulto. Se cancelli dal blog quel ragazzo, mandi in esilio anche questo. Oppure fai come ti pare ma non vanti tolleranza e aperture a tutte le idee. Non è un “commento duro”; a me pare proprio un insulto.
    Detto questo, cui tenevo, passo a fare qualche osservazione:
    ho dato una scorsa veloce ai post di questo blog; dato che avete così tanto tempo da dedicare ad una questione come questa, mi aspettavo di vedere milioni di post su argomenti come i nido nei posti di lavoro, la parità di stipendi, le quota rosa, stalking, violenza domestica, insomma quelle questioni che ad oggi ancora costituiscono il sistema che emargina e discrimina le donne. Badanti, befane, tutte belle cose, davvero, ma forse se si vuole combattere un sistema bisogna individuare priorità. Se in questo blog vedo un post dedicato alla porcola, senza vederne tanti dedicati ai nidi sui posti di lavoro ( dico tanti perchè magari in precedenza avete trattato l’argomento, non lo so) ne deduco che ritenete più importante la porcola che queste questioni. Ribadisco che il problema è che non vedo MOLTI post su altre questioni (evitiamo risposte stupide, tipo postarmi il link all’unico post dedicato ai nidi).
    Inoltre, non viviamo in una società poi così tanto diversa da 4000 anni fa, da sempre il sesso attrae, io non ci vedo niente di male e sinceramente mi scandalizza di più una donna che rinuncia sommessa alla carriera piuttosto che una che si fa fotografare in atteggiamenti provocanti (posto che la seconda non mi scandalizza per niente).
    Io non penso alle donne “solo” come mire sessuali, ma “anche” si.
    Pare che per voi, una volta che nessun maschio pensi ad una donna dal punto di vista sessuale, sia tutto a posto, continuate pure a non venir assunte nelle aziende per paura che rimaniate in cinta, ad avere stipendi più bassi, a dover faticare il doppio per raggiungere posti dirigenziali, e una volta che li raggiungete quando staccate dall’ufficio correte a casa a fare le faccende perchè quel coglione di vostro marito (che pensa a voi solo come una donna in carriera, mai vi toccherebbe neanche con un fiore, tanto va a puttane), è a casa da due ore ma non ha fatto un cazzo.
    Queste mi sembrano questioni seirie, se proprio una è scandalizzata dalla porcola e trova tempo per dedicarne un post, mi aspetto che se si definisce femminista prima abbia dedicato molto più tempo alle altre questioni. Sennò non è un blog femminista, è un blog antiprostituzione. Questione di coerenza con le proprie priorità.
    Infine, mi sembrano bizantinismi imbarazzanti diversificare fra un culo maschile esposto, che è lecito perchè pubblicizza una mutanda, e uno femminile che non lo è perchè reclamizza una pizza. Se si è contro la mercificazione del corpo, si è contro e basta.

    Forse abbiamo priorità diverse. Magari potete utilizare questo mio post per rivalutare le vostre. Magari mi illuminerete.

  27. Ada
    gennaio 19, 2011

    Benchè mi sforzi non riesco ad accostarmi all’idea che un cartellone possa forgiare generazioni di depravati. e io, al vostro posto, in preda all’offesa, avrei adottato espressioni differenti nel descrivere uno stato di fatto che, come ho precedentemente puntualizzato, è oramai volto al termine dei suoi quindici giorni d’aria.
    “Ho arrampicato” una ragazza in compagnia di una pizza a due metri d’altezza, e se questa è la mia parte di responsabilità delle falle di questa Italia che naufraga, io me la assumo a pieno. Ma quello che ho letto di voi mi fa capire che ognuno ha le sue.

    sono colpevole di non essere intimidita dalle fattezze di un corpo, uomo o donna che sia. Non vedo demoni nel sesso, nella sessualità, nell’ammiccare, nell’essere sensuale o nel non essere niente di tutto questo, accostate a pizze, matite colorate o scatole di cioccolatini. Nello scompiglio che creano con qualunque parola a fianco. E mi piacerebbe essere rispettata, quantomeno per aver riportato le mie ragioni in maniera pacata, e (credo) prendendo distanza da quella icona di giovane ragazza scema che non fa parte della vostra crociata.

    Credo fermamente che ognuno abbia il diritto di farsi un’idea, sacrosanta o “porca” che sia. Credo nella capacità di giudizio, di interpretazione, e soprattutto ritengo che adesso si stia esagerando, e non poco. E io non ho intenzione di prendere ulteriormente parte a questo girotondo irrimediabilmente sterile.

    Reputo assurdo riportare lo stesso articolo su due testate differenti. e reputo, ancora prima, stupido attaccarsi ad una figura di carta dietro l’angolo di casa per tentare di inceppare le pale dei mulini a vento contro i quali ci si trova a combattere. Ma credo anche sia legittimo, dal vostro punto di vista, muovervi per cambiare le cose secondo quella che è la vostra visione, e la rispetto, perché mi è stato insegnato che non sono sola. E che è concesso non condividere il mio modo di vedere le cose.
    Pertanto, se vi rasserena, muovete i vostri passi come meglio credete.
    Io resto dalla mia parte.

  28. admin
    gennaio 19, 2011

    che lei ci dia il voto su quanto siamo o meno femministe mi pare un po’ troppo… sarà che, così disinibito e moderno, è ancora il maschio che deve dispensare la sua lezione? qui non si tratta comunque di parlare di quanto l’erotismo sia bello e piacevole da vedere ma dell’uso del corpo delle donne nella pubblicità, se non lo vuole capire, eviti però di farci la lezione di femminismo, anzi, di femminismi. qui si stanno sprecando molte più parole di quante ne abbiamo spese noi!!! a me pare abbastanza presuntuoso individuare le priorità altrui basandosi su un blog. comunque, se le interesse darci una mano a difendere i consultori pubblici, se vuole quando facciamo la prossima iniziativa pubblica la chiamiamo!

  29. admin
    gennaio 19, 2011

    scusi ma a me non risulta di aver scritto alcun articolo e il nostro gruppo non ha inviato niente a nessuna “testata”. forse si riferisce al fatto che il post è stato ripreso dalla stampa.

  30. agata
    gennaio 19, 2011

    Ringrazio il blog di femminismi per avermi offerto la possibilità di esprimere dissenso sul cartellone, sul suo sottotesto e sul fenomeno.

    Per aver dato a me e ad altre/i la possibilità di spiegare i motivi per cui, per persone diverse e motivi diversi, questo genere di pubblicità non solo non funziona (non attira, non è acuta ecc.), ma produce l’effetto esattamente opposto a quello di fare promozione.

    La sensibilizzazione si fa in tanti modi, tranne tacendo. Poi dalla discussione ognuno prende quel che crede. L’utilità della cosa sta nella possibilità di riscontro da chi non la pensa nello stesso modo.

  31. gino
    gennaio 19, 2011

    Credo che frasi tipo “eviti di farci la lezione di femminismo” siano rivolte a me. Dico credo perchè di solito si scrive il destinatario.
    Mi rattrista, perchè non era una lezione, ma come ho detto spunti,e in più ho chiesto di illuminarmi. Questa risposta, che non tocca nessuno dei miei contenuti, mi fa capire che forse non ha niente da dire. Sono contento che vi spendiate per i consultori.
    Saluti.

  32. Cristiana
    gennaio 19, 2011

    bisognerebbe fare come a Cuba, abolire la pubblicità! Constato con rammarico che tutto sia oramai tollerato e spiegato in nome di una libertà di espressione oramai abusata da perdere di significato. C’è chi si oppone alla volgarizzazione dell’immaginario e anche un cartello di provincia può fare arrabbiare! Un tempo nei mitici anni settanta le femministe lo avrebbero preso a sassate, oggi no assuefatti/e da un ventennio di televisione che ha plasmato immaginario e desiderio.

  33. giulia
    gennaio 19, 2011

    La pubblicità in questione la trovo brutta e francamente molto poco consona con la pizza … è davvero un utilizzo bieco del corpo della ragazza che è indiscutibilmente la “porcola” che viene indicata dal manifesto … la pizza è quasi inesistente nel messaggio…. Poi io, non so voi, ma una pizza che si chiama “porcola” non la mangerei mai …. forse “porcinola” ma dovrebbe avere una farcitura di porcini e non di porci ….

  34. Ilaria
    gennaio 19, 2011

    Un paese arretrato. Anche a causa delle donne. Che non trovano niente di male nel vedersi pensate e ridotte ad esche. Come diceva un vecchio maestro di scuola elementare, l’ignoranza è il peggior male. Che tristezza.

  35. Roberto
    gennaio 20, 2011

    Se la modella fosse davvero una “porcola”???

    Immagino a questo punto non ci sia più problema! 😀

  36. giorgia
    gennaio 20, 2011

    veramente c’è chi considera “irriverente”, “ironica” originale, la cosa più banale vecchia abusata da almeno 20 anni (forse anche di più)?
    la protesta contro la pubblicità in questione non è per qualcosa che ci ha scandalizzato perchè wow è veramente innovativa e irriverente, ma perchè ci siamo veramente scassate le…ovaie di vederci da troppo tempo e perenne e ovunque rappresentate solo ed esclusivamente in questa maniera.
    Noi non siamo moraliste nè sessualmente frustrate come qualche “simpaticone” vorrebbe credere, anzi tutto il contrario, vogliamo una sessualità libera, consepevole, consensuale e reciproca… e pubblicità che mostrano un’immagine di donna discinta e disponibile, contribuiscono a creare e giustificare un immaginario che nega valore alla libera sessualità femminile considerandola solo come funzionale al piacere maschile.

  37. Pingback: Che squallore « Un altro genere di comunicazione

  38. Pingback: Tweets that mention – E’ arrivata anche la “porcola”… « femminismi.it -- Topsy.com

  39. gabriella
    gennaio 25, 2011

    “Non vedo demoni nella sessualità accostata a pizze, matite colorate o scatole di cioccolatini. ”

    non tutti ci arrivano. forse non hanno ancora visto il documentario della Zanardo, così semplice e chiaro che lo capirebbe anche un bambino. o forse non vogliono unire i puntini… magari gli fa molto più comodo così.

    persone similmente “ironiche” stanno già deviando la questione della parità, creando pubblicità che rendono oggetto ANCHE L’UOMO! così dovremmo essere tutti (oggetti e) contenti, no?

    no.

  40. danzatriceorientale
    gennaio 25, 2011

    La cosa che mi fa maggiormente incazzare è quando tirano in ballo l’ironia per ogni piccola cosa. Cosa c’è di ironico o autoironico in questa pubblicità, mi aiutate a capirlo, che non ci arrivo? E colgo l’occasione per ricordare che anche la Marcuzzi si giustificò con la stessa scusa, dopo il celebre p***ino al wurstel.
    Se questa è ironia, stiamo proprio messe bene!

    L’altra cosa che mi fa incazzare, poi, è il tentativo di distogliere l’attenzione da questa piaga (perché è una vera e propria ossessiva piaga quella di schiaffare i corpi femminili ovunque) tirando in ballo altre problematiche che alla fine affondano le loro radici, oltre che nel passato, anche nella continua tendenza a reputare normale che una donna debba prestarsi a fare da bambola gonfiabile anche per vendere una semplice pizza.

    Se uno non ci rispetta in queste piccole cose con la scusa che è solo ironia, è normale che poi le cose degenerino e si passi da donna oggettivata/sessualizzata a donna stuprata (perché la pubblicità trasmette anche questo messaggio, cioè che se la donna non si concede, devi essere tu a prendertela, perché la donna, in quanto tale, è tenuta ad assecondarti. Quando questi messaggi arrivano ai destinatari sbagliati, ecco che si verificano le problematiche tanto acclamate da alcuni commentatori precedenti tipo stupri, stalking e maltrattamenti).

  41. Bibi
    gennaio 26, 2011

    Salve a tutti. Io trovo coraggioso l’intervento di ADA, la quale perlomeno mostra interesse nella critica del suo cartellone, cosa che molti altri non si sentono di fare. E la ringrazio per questo. Ho letto i suoi commenti e credo che le sue intenzioni fossero buone e non pensava certo ad un azione mirata per offendere le donne. Le spiego però Ada perchè molte donne invece si sentono offese da una pubblicità cosi. Lei avrà sentito del film di antonio albanese “qualunquemente” e avrà sentito che la critica ne ha parlato come un film realistico, cosi tanto realistico da perdere il lato ironico. La stessa cosa succede per la pubblicità di questi tempi. Siamo talmente pieni di pubblicità offensive per le donne che è un compito arduo trovare ora dell’ironia su un tema cosi caldo. I media e le donne. Purtroppo credo che il clima che stiamo respirando non consenta più di tanto ironie, più che altro l’ironia non viene intesa come tale. Come con il film di albanese si rischia di andare al cinema per vedere solo uno spaccato di realtà e quindi di ridere poco, lo stesso accade con una pubblicità che oggi intende scherzare (anche in maniera innocente) sul corpo delle donne. Quindi io credo che le sue fossero intenzioni buone, altrimenti non starebbe qui a parlarcene, ma dall’altra parte vorrei farle capire come mai di questi tempi, c’è poco da scherzare sul corpo delle donne, come c’è poco da scherzare sui modelli della politica attuale. Le auguro cmq tanta fortuna per la pizzeria e spero da una parte che la linea pubblicitaria avrà modo di migliorarsi.Se la pizza è porcola, suggerisco un soggetto che si è strafogato di pizza, con tutto il sugo sulla faccia. Mi darebbe più l’idea di cibo e mi invoglierebbe di più ad assaggiare questa porcola!!

  42. Libertà
    gennaio 29, 2011

    Gli estremismi (tranne in rarissimi casi), di tutti i tipi, non portano a niente se non a degli infruttuosi scontri, alimentano odio e fanno vedere pagliuzze ma non tronchi d’albero davanti agli occhi di chi li crea, li vive e li alimenta.

  43. Vapnik
    febbraio 17, 2011

    A me questa pubblicità non piace tantissimo, dico la verità. Non la trovo particolarmente “appealing”. Forse le manca qualcosa sul lato grafico, forse i colori avrebbero potuto essere sistemati meglio. Non sono un esperto; dico solo il mio parere.

    A parte ciò, trovo apprezzabili ed inattaccabili la “difesa” di Ada, come le argomentazioni di OpenMode e di gino.

    Purtroppo coi tempi che corrono è tornata di moda la furia iconoclasta che tutto condanna al rogo, incapace di discernere cosa è buono da ciò che è cattivo; tutto è visto come una “minaccia” e degno di essere “bruciato” nel nome di più “alti valori”. Così penso che chi si è espresso con estrema durezza nei confronti di questa pubblicità, forse farebbe meglio a fermarsi un attimo e riflettere, pesando davvero il “problema”, se problema è, per quel che merita.

    Saluti
    Vapnik

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 17, 2011 da in comunicazione, immagine femminile, sondaggi con tag .
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