femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– Berlu is a Virus

“La mia presidentessa, …quello che si dice una bella tusa…”, così un sorridente B. ha apostrofato la presidente di Confindustria di fronte alla stampa al suo arrivo alla convention del 23 febbraio.
La riproposizione del gesto di svilimento della persona della presidente è evidente: qualunque cosa essa dica o faccia, è pur sempre la sua “figliola“, una donna, e quindi automaticamente oggetto della tutela maschile di chi detiene realmente il potere.
Questo dopo una manifestazione da un milione di persone, in maggior parte donne, svoltasi dieci giorni prima, manifestazione che la ministra Gelmini ha definito ai giornalisti quella di “poche radical chic”. Le somiglianze con le recenti dichiarazioni del dittatore Gheddafi, che ha definito le rivolte di piazza quelle di “pochi giovani drogati”, sono evidenti.
Ed è a questo punto LAMPANTE che la strategia dei partiti di opposizione italiani per ricacciare il Pdl, un partito che vive della faccia di B., all’opposizione, sono tutte perdenti. Hanno perso da un momento storico ben preciso: quello in cui il Parlamento ha permesso a B. di acquistare la maggioranza dei mezzi di comunicazione di questo paese, prima col Decreto B. nel 1984, atto a proteggere Finivest da interventi della magistratura contro il monopolio, e poi con la legge Mammì nel 1991.
Con l’illusione di poter far fuori e accorpare la sinistra radicale, e la connivenza negli anni ’80 e ’90 con la linea dei Ministeri degli interni succedutisi, che hanno portato avanti una strategia di distruzione dei centri sociali italiani e di schedatura e  delle iniziative politiche “fastidiose”…anche il centro sinistra istituzionale è RESPONSABILE, sì, una parola oggi molto di moda per dare dignità ai voltagabbana, responsabile di avere messo in mano ad una unica famiglia la maggior parte dei mezzi di comunicazione del Paese (compresa la trasmissione analogica e digitale). Questo nel sogno di poter essere un secondo marmoreo Polo vincente su quello del Cavaliere e pronto a “modernizzare” il Paese, in linea con la svendita al dollaro Usa dell’euro, mai più moneta sovrana ma moneta totalmente legata alla speculazione economica e finanziaria delle lobbies internazionali, ormai potentissime anche al Parlamento europeo.Il risultato politico, sociale e culturale è evidente:
qualunque cosa si faccia che duri solo qualche ora o un giorno, o che sia limitata nei luoghi e negli spazi, sarà IN BUONA PARTE CANCELLATA dall’operosa diffusione attraverso la stampa, la radio e la tv, di minimizzazioni, ridicolizzazioni, smentite, …se il prèmier è in difficoltà coi suoi alleati per l’energia che gli fa spendere in mosse difensive per suoi atti evitabili, ciò non significa nulla, il governo detiene la maggioranza dei seggi e il suo impero finanziario continua a produrre utili mostruosi, che gli permettono campagne pubblicitarie in stile coreano. Basti vedere la quantità di spot prodotta e l’advertising sul web per l’invio di stampa a domicilio. Il virtuale vince sul reale anche per l’impoverimento strategico dei mezzi e dei luoghi sociali e culturali della sinistra del nostro Paese operati proprio da chi di quella sinistra ha avuto la voce ed i cordoni della borsa.
E nemmeno le bordate messe in campo nel circo mediatico dai vari milionari del dissenso, il primo Santoro, col suo teatro-giornalismo, e addirittura il timido dissenso-interessato della Chiesa cattolica, servono a sfondare il Fronte della propaganda di regime.
Il 13 febbraio, con scorrettezza, in varie piazze italiane nelle quali le donne manifestavano, il Pd ancora raccoglieva le sue inutili firme per le dimissioni di B.: oltre a scavalcare così gli intenti delle organizzatrici, che avevano dichiarato che i partiti non avrebbero dovuto strumentalizzare la manifestazione, così si è evidenziata l’assoluta convinzione del Pd di non potere fare assolutamente nulla di più, poiché manca il coraggio di indire uno sciopero generale ad oltranza, un presidio delle sedi pidielline ad oltranza, una protesta generale affinché vengano subito riviste le regole del gioco mediatico senza le quali mister B. perderebbe immediatamente ogni fascino e presa sul suo pubblico, bombardato quotidianamente senza tregua. Il coraggio manca perché, contagiati dal virus di B., non si ha più la forza di fare quello in cui si crede anche a costo di essere sconfitti. Il coraggio manca e si chiamano in campo le donne “forti”, Camusso e Bindi a tirar via patate bollenti.
Berlusconi ha contagiato tutti con l’abitudine al circo mediatico, alla negazione dell’evidenza, alla minimizzazione in nome del buon vivere, e soprattutto con la paura di perdere. La tipicamente maschile paura del ridicolo che può essere battuta solo con la sensazione di stare sopra che si ha quando si “vince” sui media.
Ma se questo buon vivere imporrebbe scelte differenti e una pratica del saper ascoltare diversa da quella del dare udienza ormai messa in atto ad ogni livello col nuovo leaderismo nelle formazioni politiche, nella cultura (con le famose pop star), nel contagio generale….  in questo contesto non siamo purtroppo noi donne ad essere “più della metà” ma i mezzi di comunicazione berlusconiani.

Francesca Palazzi Arduini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 26, 2011 da in comunicazione, immagine femminile con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: