femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– Donne in nero contro la guerra:

Riceviamo dalle Donne in Nero di Fano il testo del volantino del loro sit- in di sabato 2 aprile:

Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra, con l’aggravante del conflitto fra di loro per la futura spartizione del bottino e questo aumenta la nostra preoccupazione.

Il potere maschile che occupa e gestisce gli organi di comando internazionali e nazionali (con la significativa presenza di alcune donne omologate)  è incapace di soluzioni che vadano al di là dell’uso delle armi e di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.

Ancora una volta la guerra in Libia ci viene presentata come UMANITARIA  e inevitabile, mentre era da tempo preparata.
già visto i risultati di questi interventi militari e le menzogne che ci sono state raccontate in Iraq, nei Balcani e in Afghanistan. Centinaia di migliaia di civili sono stati uccisi e dopo tanti anni la pace e la giustizia non stanno certo di casa in quei paesi.

La guerra contro la Libia è la risposta più sbagliata e pericolosa alla domanda di libertà e democrazia che si è diffusa nei paesi del Nord Africa in questi mesi e rischia di soffocare le speranze delle lotte popolari nonviolente di popoli vicini a noi (Tunisia, Egitto).

Anche in Barhein, nello Yemen e in Palestina si uccidono persone che manifestano in modo pacifico e nonviolento, ma nessun governo occidentale promuove trattative o interventi di interposizione a protezione dei civili.

NOI CONSIDERIAMO irresponsabile CHI invece di aiutare a crescere le forze democratiche e nonviolente nei vari paesi del mondo porta solo bombe, in nome della difesa dei diritti umani,  difende solo i propri interessi geopolitici, provocando morte distruzione e fughe di civili da povertà, guerre e dittature.

Questo non sminuisce certo le responsabilità del dittatore Gheddafi che deve lasciare il potere.

Siamo di fronte al volto peggiore dell’Occidente: dal silenzio sulle aspirazioni di libertà dei popoli arabi alla guerra come unico strumento di relazione internazionale.

Ancora peggiore è il ruolo dell’Italia: dal baciamano al tiranno, alla gratitudine per i suoi servigi nel controllo feroce dei migranti, alla preoccupazione di non disturbarlo, all’invio dei bombardieri.

Una pioggia di uranio impoverito è già caduta sul suolo libico, ogni bomba ne scarica 300 kg.

Il livello di ipocrisia è insopportabile  “Non siamo in guerra…”

E INVECE SI’, ancora una volta in violazione dell’articolo 11 della Costituzione.

 Si restringono gli spazi della politica e aumenta la militarizzazione dell’informazione e delle menti.

 Per poco che sia noi diciamo NON IN NOSTRO NOME

Noi DONNE IN NERO riaffermiamo il nostro NO ALLA GUERRA

il nostro SI’ alla pace con giustizia.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 1, 2011 da in antimilitarismo, donne in nero fano, iniziative fano con tag , .
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