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un osservatorio sulla libertà femminile

-La notte nera di Fano, comunicato stampa


Quando accade una violenza così grave come lo stupro di una minorenne compiuto da altri minorenni, durante una manifestazione culturale fortemente voluta e sponsorizzata da una amministrazione comunale, e pensata proprio per i giovani, le parole sembrano sfuggire e il senso di: sconfitta, disgusto, depressione, ci invade. Ma come femministe dobbiamo alzare la testa, prendere in mano la situazione, analizzare e denunciare l’accaduto e in particolare puntare l’attenzione sul clima culturale cittadino creato da questa Amministrazione. La città manca completamente di attività culturale rivolta ai giovani, si stanno smantellando i centri di aggregazione giovanili con la solita motivazione della mancanza di fondi. Questi fondi però si decide di spenderli, anche se saltuariamente, per iniziative populiste come le notti bianche – chiamate tragicamente in questo caso – Social night, dove di sociale non c’è niente, e che sono percepite come zone franche in cui tutto sembra permesso, almeno per una notte. Questo con l’alibi di un “imponente spiegamento di forze dell’ordine” in realtà specchio di una militarizzazione del territorio inefficace rispetto ai problemi che sono innanzitutto sociali e culturali.
Tale scelta culturale di Fano non rispecchia affatto le energie di una città ricca di associazionismo, di volontariato.
A Fano adesso l’attività di sensibilizzazione sulla relazione tra i generi, contro la violenza alle donne, sull’attività dei consultori e sull’accesso ai servizi, è appannaggio di piccole realtà associative che si muovono a partire dal basso. L’attività della giunta – anche in relazione alle scelte per l’8marzo – non è rivolta al territorio e ai giovani, ma quest’anno  ha presentato una mostra sulle vittime di violenza, completamente scollegata dal contesto, una mostra che mostrava volti di personaggi famosi che dicevano no alla violenza, una iniziativa la cui pochezza culturale e politica è auto-evidente, e già denunciata.

Un clima di totale mancanza di rispetto dell’altra, in cui una coetanea è vista solo come un corpo da usare, non è frutto della cattiveria dei giovani o dell’alcool, ma è di certo alimentato dall’atteggiamento “viriloide” e “populista” di certe manifestazioni culturali, che spesso sono anche spazi dove si incentiva alla spettacolarizzazione del corpo delle donne (le vallette della Fano dei Cesari o quelle del Carnevale, meglio se giovani e poco vestite), senza investimento culturale su modalità corrette e rispettose delle relazioni umane e sociali tra i generi.

Ai nostri amministratori che hanno più volte desiderato di portare Fano sulle pagine nazionali, per l’eccellenza della proposta turistica e culturale, chiediamo proprio ora, che gli occhi sono tutti puntati su Fano, e per un fatto di gravità inaudita, la coerenza e il senso di responsabilità di dimettersi in quanto: 1- responsabili del contenuto culturale di certe iniziative; 2- responsabili della organizzazione di questa notte bianca: chiediamo pertanto le dimissioni immediate dell’Assessore Mancinelli e quelle dell’Assessore Santorelli.

Riteniamo giusto inoltre che le associazioni femministe si costituiscano parte civile nel procedimento a carico dei tre stupratori.

Femminismi – donne di Fano, Pesaro, Urbino

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3 commenti su “-La notte nera di Fano, comunicato stampa

  1. elsa
    giugno 29, 2011

    perché dello supro della quindicenne di fano non restino solo le parole del portavoce del vescovo trasarti, perché anche le donne che ogni giorno lottano contro la violenza degli uomini sulle donne possano dire basta, per questo
    vi chiedo, gentilmente di dare spazio e voce e corpo a questa protesta…
    http://www.noidonne.org/blog.php?ID=01981
    http://www.ilcorpodelledonne.net
    not in our name
    grazie
    alessandra

  2. Giustizia per le vittime
    luglio 21, 2011

    Mi permetto di commentare anche se non sono di Fano, Pesaro o Urbino. Il punto qui non è forse tanto ricercare le responsabilità oggettive dell’amministrazione comunale (anche se io approvo quanto lei dice in merito alla sicurezza durante questi eventi cosiddetti “culturali”), quanto mobilitarsi affinché la giustizia faccia il suo corso e i tre imputati vengano condannati ad una pena commensurata al reato commesso (anche se nessuna pena sarebbe, a mio avviso, mai abbastanza). Certo, parlare di condanne in questa decadente Italia in cui gli stupratori, seppur condannati in primo e secondo grado, non finiscono in carcere perché incensurati (vedi stupro avvenuto a Milano nel 2002), lascia il tempo che trova, ma è importante indignarsi perché la si smetta di parlare di “presunto stupro” quando i referti medici confermano l’avvenuta violenza, perché si smetta di voler “tutelare gli aggressori minorenni”, e perché si smetta di dire “sono tutti innocenti fino a prova contraria” mentre una ragazzina di soli 15 anni si trova a far fronte ad un orrore più grande di lei e alle calunnie indirizzate verso la sua persona da chi continua ad asserire che fosse consenziente. A nessuno importa l’estrazione sociale di uno stupratore (di certo non importa a me), e che fosse uno studente modello con tanti amici e la famiglia al fianco è ancor meno rilevante. Troppo spesso si fa leva su questa carta per apportare giustificazioni ad un atto vile e disgustoso che di giustificazioni non ne ha alcuna. Troppo spesso ci si erge in difesa di uno stupratore (soprattutto se minorenne e/o incensurato) mentre le vittime vengono sottoposte ad ulteriore violenza dalla meschinità degli avvocati difensori e delle famiglie degli imputati (nonché della cosiddetta “giustizia”). E’ per questo che dovremmo alzare la voce. E’ per questo che dovremmo indignarci.

  3. admin
    luglio 21, 2011

    certo, però è importante anche capire quale è il clima culturale che crea queste situazioni, quali sono gli ambiti che producono la violenza: da un lato la cultura dei ragazzi, dall’altro quella che propongono i mass media e le istituzioni pubbliche…

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 27, 2011 da in comunicati stampa, Uncategorized, violenza e femminicidio con tag , .
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