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un osservatorio sulla libertà femminile

-Sposati e sii sottomessa… e perché?


Profittando della presentazione di un libro con questo titolo presso la Basilica di San Paterniano di Fano, siamo andate a cercare per capire se si trattasse di un’opera di satira o di qualcosa d’altro. Ebbene, non si tratta di satira, esistono tutt’ora delle donne che pensano, o meglio credono, che la loro missione nel mondo sia fare figli e accudire a una famiglia numerosa, magari con piglio da manager ma:

“Detto questo vorrei chiarire la questione della sottomissione. Quella di cui parlo io non ha molto a che fare con la divisione dei compiti pratici. Anche una donna che lavora, e che lo fa ad alto livello, può essere sottomessa se ascolta il marito, lo rispetta, tiene in gran conto le sue opinioni e le mette prima delle proprie.”

Ovviamente si tratta di una opinione prettamente ideologica… perché il marito dovrebbe avere delle opinioni “messe prima”: per rigore di logica? per questione di gradi ottenuti sul campo di quella che, la “famiglia estrema”, viene presentata con rituali da battaglia? La spiegazione è data da affermazioni di questo tenore:

“Essere donna mi ha procurato solo vantaggi: ignoro se la mia auto possegga una ruota di scorta, ed eventualmente dove si nasconda, la subdola. ”

E qui casca l’asino, anzi l’asina: perché nel 2011 una donna non dovrebbe sapere dov’è il ruotino?
La genetica viene in aiuto ai mentecatti, amici di penna della “donna sottomessa” e soprattutto sposata, lo leggiamo in un blog amico segnalato dall’autrice e segnato col logo della Croce della Vandea:

“Ci sono momenti in cui uno si rende conto che è bello essere nati uomini: sono quelli in cui, ad esempio, esce utile tirare in ballo in una conversazione la spiegazione di cos’è un fusibile e di quello a cui serve.”

Cavolo, abbiamo sempre sospettato di non essere donne perché sappiamo cos’è un albero a camme e a cosa serve!
Chissà se Ratzinger lo sa cos’è un fusibile… altrimenti si potrebbe anche teorizzare che lo sanno per scienza infusa solo i maschi riproduttori mentre gli altri si ritrovano solo a sapere dov’è il ciborio.

Luoghi comuni insipidi e grotteschi, utili a smerciare poi, sotto l’egida della famigliola felice con moglie fedele, (perché il maschio “geneticamente”… non lo è?), una visione meccanicistica della vita e delle relazioni interpersonali e soprattutto un corollario di crociate contro: contro la dignità di fine vita, contro i diritti delle famiglie differenti, contro il resto del mondo che non sa di caramella mou.

Un finale a sopresa: l’autrice, che sembra molto felice di essere sottomessa in tutto ma che certo non soffre di sotto-esposizione da mass media (non vediamofoto di questo “marito-prima di tutto!”) dice di essere “cattolica e quindi quasi sempre di buono umore”, ma che c. vuol dire? Che l’attesa della resurrezione dei corpi fa l’effetto del Prozac?

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2 commenti su “-Sposati e sii sottomessa… e perché?

  1. anna
    agosto 7, 2011

    …e neanche puoi postare la tua opinione se diversa dalla massa degli commentatori/fedeli/adepti che scrive nel suddetto blog…pena l’essere presa di mira, cancellati i commenti incriminati e per ultimo…ti bloccano. Da bravi cattolici integralisti e farneticanti.

  2. Ilaria
    agosto 26, 2011

    Nel blog scrive anche Laura Gotti Tedeschi… un cognome, una garanzia.

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 7, 2011 da in biopolitiche e destra, famiglie, immagine femminile, iniziative fano, mamme, misoginia con tag .
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