femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

-Educare, educarsi.


Pubblichiamo una riflessione al Seminario  tenutosi presso il dipartimento di Sociologia della Università di Urbino il 26 novembre.
In qualità di partecipante “fuori – fuori corso” al Seminario, Seminario Femminicidio 26 novembre 2012
e di (molto) silenziosa ma sempre presente collaboratrice di Femminismi, posso dire che -a mio avviso- le discussioni sulla tematica toccata sono state molto interessanti, e ben venga la presentazione delle Associazioni con la loro storia e il loro operato all’interno delle Facoltà e scuole.
Non credo che il linguaggio usato sia stato troppo pesante o difficile, e neanche che le ragazze presenti in aula fossero troppo giovani per capire.
Sicuramente, alcune erano annoiate o disinteressate per conto loro, anche se certe scene non dovrebbero accadere all’Università.

Io ero ancora più piccola quando, la collega e amica di Antonella Pompilio dell’ U.D.I. di Pesaro Giovanna Nastasi, mia ex professoressa di italiano alle medie, mi regalò -più o meno consapevolmente- il Privilegio di un‘educazione affettiva ancora (assurdamente!) carente all’interno della scuola italiana.
Ricollegandoci agli argomenti della materia studiata, con lei eravamo soliti fare riflessioni molto complesse e interessanti dal punto di vista umano, dei diritti e delle libertà delle persone, specialmente dal punto di vista femminile (e femminista..) Racconti, insegnamenti, commenti, che mi hanno formata e aiutata nella vita, anche nel riconoscere come tali, atti e comportamenti violenti anche all’interno della mia stessa famiglia di origine che assurdamente si tende ancora a giustificare (come dicevamo: psicologiche, fisiche, economiche..) che in passato ho dovuto subire, allontanandomene prima che fosse troppo tardi (più o meno….)
Perciò sono convinta che occorrano il doppio di questi interventi, conferenze e seminari nelle scuole e ovunque, poiché molte persone purtroppo sono già vittime del meccanismo del continuum di violenza tra pubblico e privato e viceversa, in modo del tutto inconsapevole, e che magari una minoranza – ma pur sempre importante percentuale – di giovani donne e uomini, possano fare tesoro anch’essi di questa “educazione” portata in tutti gli ambienti da Donne e persone che hanno speso una vita per le lotte a favore dell’emancipazione e dei diritti umani. Non è per niente scontato che le persone capiscano il momento esatto in cui comincia una violenza -di qualsiasi tipo essa sia- e bisogna in qualche modo “svegliare” queste coscienze. Poiché, come dico sempre io, sarà proprio questa nuova Consapevolezza delle persone a salvare il mondo, e non la politica o una nuova economia. 

Valentina Mattioli.

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Un commento su “-Educare, educarsi.

  1. settenove
    dicembre 1, 2012

    Reblogged this on Settenove.

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 29, 2012 da in femminismo pesaro e urbino, violenza e femminicidio con tag .
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