femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

-Una riflessione sulla politica delle donne: Fano 13 gennaio

pippi
Pubblichiamo la lettera inviata qualche giorno fa alla Associazione Elettra di Fano sulle modalità di organizzazione di una “Marcia contro il femminicidio” il 13 gennaio, evento poi rimandato a causa del maltempo e al quale molte associazioni di donne non sono state invitate e non hanno aderito.

Alle amiche della Associazione fanese Elettra sulla ‘Marcia contro il femminicidio’.

Care amiche, in questi anni sempre più realtà femministe italiane hanno lavorato per far conoscere e combattere la realtà del femminicidio e ognuna di noi, possiamo dirlo, ha contribuito con la propria competenza, il proprio sapere, a estendere la conoscenza di questo triste fenomeno sociale e culturale che ancora troppo spesso non viene conosciuto in quanto tale, ma solo affrontato quando è troppo tardi, e dato in pasto alla stampa.

Ricordiamo, come esempio tra gli altri, il lavoro fatto dall’UDI con la Staffetta delle donne contro la violenza sulle donne” del 2008 e la campagna “Immagini amiche”, dalle organizzatrici del ciclo di incontri “Disuguali. Donne, diritti, violenza” nell’entroterra della nostra provincia, le iniziative il lavoro prima di costruzione e poi di informazione del e sul Centro Antiviolenza ‘Parla con noi’ a Pesaro, e anche il nostro lavoro di diffusione sui modi usati nel comunicare i casi di femminicidio dalla stampa.
Il 25 novembre di quest’anno poi, il femminicidio è stato un tema portato in piazza sia a Pesaro che a Fano, citiamo ad esempio a Fano con il fondamentale contributo delle donne di Cgil, Uisp, Donne in nero, le donne del mercoledì, l’associazione Non da sola, le donne di Vivi il parco … .

Leggendo la richiesta di partecipazione ad una marcia contro il femminicidio, da svolgersi il 13 gennaio tra Fano e Pesaro, richiesta non inviataci come gruppo ma pervenuta a singole, e non firmata da gruppi ma da nomi di alcune donne, a parte la vostra associazione, ci chiediamo quindi se non sia un passo indietro, nell’affrontare un problema così delicato e spesso stravolto dai media, darsi l’obiettivo di una marcia, un obiettivo quindi di grande visibilità mediatica, senza coinvolgere prima i gruppi e le donne attive sulla tematica nel nostro territorio.
Non rischia di essere questa una iniziativa che punta sul coinvolgimento emotivo e sulla rappresentanza generalizzata ma senza condividere la politica dell’evento?

Puntare sul coinvolgimento emotivo, con immagini di donne “sacrificali” e frasi del tipo “non lasciateci sole”, rischia la retorica, quando da tempo lottiamo con tutte le nostre forze perché si smetta con l’uso dell’immagine della donna come vittima passiva e isolata.

Se la marcia proposta volesse essere anche solo una passeggiata tra amiche per rendere visibile un problema, non si può evitare di vederla anche come uno strumento notoriamente usato in politica per farsi portavoce di una questione, allora ci chiediamo: quali saranno le portavoce, cosa diranno, cosa chiederanno e quali personalità pubbliche e politiche hanno aderito?

Ce lo chiediamo viste le sia passate che recenti “scivolate” di personalità politiche locali su fatti che riguardano tutte noi in prima persona. Un evento mediatico di questa natura può divenire, se non organizzato come momento realmente collettivo e con delle regole per la comunicazione, un palcoscenico per figure il cui operato verso la libertà femminile è perlomeno ambiguo.

Siamo sicure che i nostri dubbi e le nostre perplessità, e anche la conflittualità col metodo che avete scelto per rappresentarci/vi, sarà foriera di un proficuo dialogo e di una crescita politica per tutte.
Vi invitiamo a partecipare anche al dibattito sul nostro blog dal 14 gennaio e vi salutiamo cordialmente.

Bea, Claudia, Cristiana, Francesca, Laura, Lia, Monia, Valentina, per Femminismi,
-11 gennaio 2013.

Annunci

Un commento su “-Una riflessione sulla politica delle donne: Fano 13 gennaio

  1. Erica Del Dente
    gennaio 17, 2013

    Anche io quando ho saputo di questa iniziativa mi sono posta le vostre stesse domande. Non credo si possa organizzare una marcia senza coinvolgere le altre realtà e, con queste, creare una piattaforma politica chiara e condivisa. Quello che mi è parso è che ci si aspettava un’adesione incondizionata solo perchè l’iniziativa riguarda un tema caro a tutte, senza considerare che “il come” questa viene affrontata è fondamentale. E mi spiego meglio: io in piazza (in marcia… ) ci vado con tutta la grinta possibile, con il desiderio di denunciare in uno spazio pubblico un fatto, che in questo caso è la violenza contro le donne. Non voglio aderire ora ad una marcia in cui si ripropone la rappresentazione di donna vittima, che chiede aiuto (a chi chiede aiuto? a chi si riferisce lo slogan “non lasciateci sole”? chi è che sta parlando? una donna vittima di violenza? le donne tutte?). Scusate la durezza, ma lo trovo un passo indietro, forse anche due.
    Spero che le organizzatrici (che nel comunicato stampa si sono chiamate organizzatori…) approfittino del rinvio causa pioggia per chiarire, e chiarirsi, le dinamiche che guideranno l’evento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: