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-Statua blu? Non ne posso più!

La statua blu ricoperta pietosamente da una artista anconetana.

La statua blu ricoperta pietosamente da un’ artista anconetana.

La statua “Violata” è un insulto per le donne –
Chiediamo le dimissioni della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche.

L’idea la Commissione regionale per le pari opportunità delle Marche forse l’aveva avuta da tempo, commissionare una statua non è cosa da due giorni. Ma la statua di Floriano Ippoliti, da circa diecimila euro (più quasi altrettanti per il resto pagati dai privati) , è saltata fuori al volo, in concomitanza con il convegno sul femminicidio “Il rispetto è un diritto di sempre” ad Ancona.

Seni scoperti, natiche ben in vista, e la provvidenziale borsetta che l’artista, “pensando alla moglie”, ha immaginato come gadget necessario alla donna appena brutalizzata e rialzatasi da terra, svestita ma “a testa alta”. Il tutto da posizionare all’imbocco di una galleria, perché, dice la Presidente Adriana Celestini, tutti vedano. Ma vedano cosa? Una statua intitolata “Violata”, come celebrazione di eroismo ed esposizione mediatica totalmente falsata, perché mescola il compiacimento erotico maschile con la violenza.
La Commissione pari opportunità si è fatta complice così di più errori :
-la negazione dei meccanismi di partecipazione propri della politica femminista, che evidentemente non funzionano con le burocrati, pronte a decidere da sole visione, soluzione e attore. Non è un caso che al convegno si siano plaudite le trovate di un’altra politica, l’assessora fanese Maria Antonia Cucuzza che da tempo gestisce la tematica del femminicidio con toni autoreferenziali, e favorendo artisti maschi (da ultimo il documentario “Mi chiamo Giulia ed ho paura” scritto da Luca Caprara e diretto da Henry Secchiaroli).
-quello quindi della rappresentazione delle donne sempre e comunque tramite sensibilità maschili: soprattutto se il tema è caldo e riguarda le politiche culturali più importanti .
-quello della convinzione che la retorica mediatica sia una sorta di “status” necessario all’affermazione di linee politiche e culturali di massa decise di chi governa, anche a costo di risultare ridicole: finalmente delle donne che inaugurano sia l’esposizione di una statua sia il loro potere… sempre attraverso luoghi comuni;
Scrive la fotografa Francesca Pieroni a proposito della raffigurazione della “Donna violata”: “le scelte “estetiche” dell’artista fanno un monumento alla spasmodica necessità che il genere femminile… ha di avere in mano una Gucci, conquistata a suon di sberle e quindi così fiera di averla fatta sua.”

Raccoglie oltre 700 firme in pochi giorni su change.org la petizione per rimuovere la statua, “Chiediamo la rimozione della statua “Violata”, opera dell’artista Floriano Ippoliti, in quanto assolutamente inadatta a rappresentare un messaggio di riflessione sul tema della violenza sulle donne e di denuncia di ogni forma di crimine di genere, auspicando che essa venga sostituita con un’altra opera, da selezionare attraverso un regolare concorso di idee”.

Ci chiediamo come sia possibile che una istituzione attui una scelta mediatica senza alcun confronto, antifemminista nei modi e nei risultati, senza che le associazioni delle donne ma anche degli uomini chiedano le dimissioni di chi impiega soldi pubblici in questa maniera. Noi lo facciamo: chiediamo le dimissioni, per evidente incapacità, della commissione.

Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino.

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2 commenti su “-Statua blu? Non ne posso più!

  1. Paolo1984
    aprile 3, 2013

    il problema però non è che l’artista è maschio (non credo che il genere di appartenenza sia un ostacolo: un artista uomo,un autore può raccontare una donna in maniera credibile tanto quanto un’artista o un’autrice può raccontare un uomo), il problema è che quella statua (esteticamente brutta) non c’entra nulla col tema su cui vorrebbe porre l’attenzione

  2. admin
    aprile 3, 2013

    io penso che in una società che al 90 per cento vede le donne raccontate da uomini, il problema ci sia. anche se Madame Bovary resta una grande opera 😉

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