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un osservatorio sulla libertà femminile

-La Jolie della discordia.

 dolce_altamura

Qualche giorno fa Angelina Jolie ha raccontato in conferenza stampa di essersi fatta asportare entrambe le mammelle in via preventiva. Ha raccontato della morte della madre, della sua paura di sviluppare la malattia, visto che ha un’alterazione del gene BRCA1, e della sua conseguente scelta di farsi asportare entrambi i seni.

Da lì è iniziato un pullulare di reazioni ed una suddivisione fra i favorevoli e i contrari con conseguente strumentalizzazione dei fatti anche da parte di chi è sensibile alle tematiche di genere. C’è infatti chi ha condiviso la scelta della Jolie a spada tratta accentrando la discussione sulla femminilità lesa o meno, piuttosto che su una possibile malattia e le sue “soluzioni”.

A. Jolie ha fatto una scelta, non la scelta. Ha deciso autonomamente del suo corpo e ha affermato che non si sente certo meno femminile per non avere più i suoi seni originari. E ha fatto bene, ma il problema non è soltanto la femminilità quanto la capacità delle persone di vivere un’esperienza di questo genere e la retorica là dove ci sono tematiche così sensibili rischia di essere oltremodo dannosa oltre che strumentale.

Diversi anni fa, a mio padre hanno asportato entrambe le mammelle perchè aveva il cancro. Mio padre ha dovuto superare un trauma, oltre a quello della malattia, dovuto alla mutilazione di una parte del suo corpo, ha affrontato il disagio di mettersi in costume avendo due lunghe cicatrici al posto dei capezzoli, di spogliarsi. Non si trattava certo di presunta lesione della femminilità, ma di ferite, di un’assenza definitiva di una parte del suo corpo. Certo il seno per noi donne è importante, ma è comunque prima di tutto una parte del corpo.

A mia volta ho dovuto decidere se fare una consulenza genetica e dopo un’attenta riflessione ho deciso di evitarmi questo stress. La positività ai test genetici parla dell’eventualità, anche alta, di sviluppare la malattia, ma non c’è certezza assoluta. Quel che è certo è che se si è positivi, l’unica via d’uscita secondo le linee guida mondiali è l’asportazione totale di mammelle ed ovaie. I figli di genitori che hanno la mutazione genetica, avranno a loro volta il 50% di possibilità di ereditare la suscettibilità genetica ai tumori di cui stiamo trattando.

Cosa prendere dalle dichiarazioni dell’attrice? Certo tutte le donne che dovranno o vorranno fare una scelta analoga, si sentiranno confortate perchè la vedranno per quello che è, cioè per una donna che non ha perso la sua bellezza. Tutte le altre donne o uomini che vorranno continuare la loro vita in modo normale, anche se positivi al test, non devono però subire un ulteriore carico. Ognuno decida del proprio corpo liberamente e evitiamo di ricorrere alla retorica ogni volta che c’è di mezzo il corpo femminile.

Claudia.

ps: uno degli articoli più discutibili.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 22, 2013 da in articoli a firma, comunicazione, ginecologia, immagine femminile con tag , , .
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