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-Web series lesbiche: Madame de Staël aveva ragione!

Italy According to Posh Italians

Italy According to Posh Italians by Yanko Tsvetkov.

Web series lesbiche: Madame de Staël aveva ragione!

Di Dada Knorr

Giunte alfine (ne avevamo parlato in LelleTube)  alla visione della quarta (e purtroppo per ora ultima) puntata di Re(l)azioni a catena delle torinesi Badhole videomakers, e della undicesima (e penultima di questa stagione) puntata di LSB-Le ragazze non dormono delle romane Geraldine Ottier e Floriana Buonomo, dobbiamo per forza dare ragione alla antinapoleonica baronessa che affermava il grande ruolo delle passioni, influenzate anche dal clima, sul comportamento umano!

Potremmo dire che le torinesi rappresentano la fronte, e le romane la pancia del Corpo lesbico italiano (oddio! Se si muove come un Golem di sicuro lo mandiamo in Parlamento a dargli una svegliata!).
Le torinesi, raffinate sceneggiatrici, hanno scelto un approccio ‘integrato’ alla rappresentazione del  lesbismo italiano: età dei personaggi molto eterogenea, la presenza delle “mamme” (una sparita ed un’altra troppo presente e molto prodiga, praticamente il sogno o l’incubo di tutte, visto che paga la colf alla figlia)… inserimento nel sociale della protagonista (fantastica la gag col professore ordinario- zombie), ceto medio-alto con teneri inserti populisti (del resto siamo nella città della Fiat …) della figura della colf sovietica, Olga.
La tesi è: va bene parlare di sentimenti, però vogliamo anche il resto, o forse soprattutto il resto. Ovviamente la protagonista piace,  è una Gastone degli incontri fortunati (con la patita dello jogging, con l’antennista, con la donna manager) ma anche un’ inguaribile distratta che sfata per nostra totale santa fortuna il luogo comune della lesbica allupata. Le Badhole ci hanno regalato una quarta puntata veramente magistrale, nella quale la videocamera gira con leggerezza durante la gag dell’aperitivo materno  forte di una idea comica irresistibile.
Torinesi molto cerebrali quindi, per una serie in cui la parola “lesbica” è la grande sottintesa ma in cui il tessuto culturale mostra bene le sue trame.
La serie romana traccia la stessa tesi ma con un ribollire di passioni  soffocate, vezzeggiativi, arrabbiature, abbracci, che meriterebbero più respiro ma non possiamo pretendere di più da un esperimento appena avviato e autoprodotto! Sul web è tutto un fiorire di incitamenti alla protagonista, Nick, giovane lesbica “tosta”, che sembra portare le bretelle anche a letto, sciupa femmine con tutta una sua teoria cavalleresca ma anche spiccia “l’importante è non accollarsele” che a tratti appare appunto nel ruolo di conquistadora ma in realtà non solo se le accolla, ma fa un bello sforzo di dignità per dimenticarle, quelle che gli hanno preso il cuore.
Così LSB ci narra un mondo molto incentrato su donne molto giovani (sotto la trentina), per le quali le romanaccia parola “Lesbighe”, è associata a miriadi di “Tesò” (qualche battuta maschilista sulle “zoccolette” che ci si accollano non ci è piaciuta), al lavoro precario, e all’incubo che è stato di tante di noi: Martina, la studentessa secchiona e bisessuale che è indecisa anche se ama Giulia, e Giulia (che se l’è accollata al volo appena conosciuta) sono quasi due anni che sta col patema: che farà, la molla e si fidanza con un uomo? Torna da lei? Si ricrede? A’ Giuliaaaa! Aripijate!
Nella serie è Nick la portatrice del messaggio ipertestuale: è lei che dice, pur molto giovane, “come sono cambiate” le cose negli ultimi anni, solo poco tempo fa  un sacco di problemi per non essere sgamate, ed ora il lesbismo sembra quasi andare di moda. Anche se non è così: è lei stessa, nella scena eroica, a ribadire alla sua ex che andare a letto con il capo per fare carriera non è una gran cosa, me che sposarselo è anche peggio, e che vuole avere “una persona coraggiosa al mio fianco”.
Sfatato il mito della playgirl, Nick rivela il suo cuore orgoglioso e tenero, e la ragazza acqua e sapone della porta accanto, che invece in quanto a coraggio pare promettere bene, sembra aspettare proprio lei. Un po’ stereotipata come cosa? Forse sì ma scusate, mi vien da dire: daje Benedettaaaaa!
Il clima un po’ caotico della capitale ha contagiato anche me. Che le Badhole ci dicano quanto gli serve per produrre le altre puntate (del resto  Madame de Staël non diceva che il Romanticismo nasce a nord?) ,con oltre 9600 visualizzazioni della quarta puntata su Youtube, basterebbero pochi cent a testa, …  altrimenti quà divento Lesbiga, che bello gossipare a colazione con la sdrammatizzante ‘ragazza del sud’ (senza pistola), Filomena… .

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