femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

-25 novembre: meno amore sulle civette.

amore_violenza
A volte ci si sente in colpa se si dissente, se si fa parte di una categoria ancora vituperata come quella delle donne, e occorre quindi correre dietro agli striscioni per non sentirsi disfattiste. Ad alcune di noi l’idea di “celebrare” la giornata del 25/11 contro il femminicidio con gagliardetti, spettacoli, cotillons, non piace, soprattutto quando sono le istituzioni, che tanto poco fanno, a infilarsi il vestito celebrativo, giusto il vestito perché poi i problemi restano e “non ci sono i soldi” per finanziare le attività anti-violenza. Abbiamo pensato di riportare il dissenso qui, perché sia visibile. E di proporre qualcosa di pratico, come ad esempio l’applicazione del Codice etico per la stampa in casi di femminicidio alla nostra stampa locale così distratta, o la continuazione del lavoro contro la violenza proposto dopo l’aggressione a Lucia Annibali.

 Valentina:  Il 25 Novembre non voglio essere rappresentata da nessun colore sulle mie pagine Facebook e non voglio esibire o vedere alcuna scarpetta rossa come “simbolo di femminilità” violata.Non voglio assistere a spettacoli e manifestazioni finanziate dalle stesse Istituzioni che poi lamentano la mancanza di fondi per reali interventi anti-violenza.

Voglio una giornata di riflessione e di presa di coscienza tra le persone fatta di dialogo e di  partecipazione concreta per prevenire il femminicidio.

Possiamo ragionare tutti insieme su proposte pratiche come il Codice etico per la stampa; prendere atto che la violenza non accade solo nell’ambito delle coppie eterosessuali ma avviene ogni giorno sotto tanti varie forme come quella economica, politica, fisica, di scelta sessuale, religiosa.
Voglio ragionare anche insieme agli uomini, considerando il fatto che in molti casi non dobbiamo soltanto fare i conti con il loro “perverso dominio maschile”, ma anche con la “perversione” di alcune donne che spesso diviene co-autrice della stessa violenza.

Non voglio fare 109 secondi di inutile silenzio commemorativo, voglio gridare, discutere, attivarmi OGNI secondo della giornata e di TUTTE le giornate contro una problematica molto seria che non va “manifestata” ma va eliminata alla radice, controllata con leggi apposite e servizi di accoglienza e tutela attivi su tutto il territorio. 

Il Femminicidio è una PRIORITA’ italiana!

 
Monia: non mi piacciono le cose uniformanti in facebook come altrove, sono fatta così, pertanto non farò rosso il mio profilo, non sciopererò, non farò cortei e non celebrerò la giornata contro la violenza sulle donne perché non ritengo che sia la piega corretta che questa giornata sta prendendo, visto che sta diventando la festa per ricordare e invece occorre farne un memento per lavorare tutti i giorni, io penserò a tutte le donne che con orgoglio e in silenzio, aiutandosi tra di loro, si liberano dei gioghi di mariti, amanti, amici e fidanzati o stalker di facebook e di altri social, di tutti quegli uomini che non lasciano lo spazio per vivere libere senza avere la loro presenza oppressiva e il loro potere economico. La prima violenza contro le donne e la più perniciosa – contro tutte noi -. è quella economica.

Francesca
: il 25 novembre è stato scelto come data per ricordare l’assassinio delle sorelle Mirabal nella Repubblica Dominicana, nel 1960, è stato fatto dall’Onu nel 1999, che ha trasformato questa data in una “Giornata” che dovrebbe servire a informare e a sensibilizzare, non a festeggiare. Occorrerebbe tirar fuori la propria rabbia, darsi degli obiettivi politici contro il femminicidio.
Non è un caso che proprio in questi ultimi anni in Italia si stia diffondendo la pratica di questa celebrazione. come l’otto marzo, diventa un segnale politico di ribellione in una società blindata dal leaderismo maschile.
Per me, non ha più molto senso celebrare una giornata senza prendere coscienza di come stanno le cose: le istituzioni e i partiti ‘festeggiano’ e in questo momento chi deve mostrarsi per motivi elettorali sfrutta ogni occasione. Sono solo i collettivi femministi radicati nella società che portano anche in occasione del 25/11 un messaggio femminista.Nel 2007 in questo Paese c’è stata la marcia nazionale contro la violenza sulle donne, ma siamo tutt’ora circondate da una forte violenza nei confronti delle donne “visibili” , basti pensare agli insulti alle ministre. Nella nostra provincia ci siamo viste dopo l’aggressione all’avvocata Annibali e abbiamo lanciato un grido d’allarme  sull’assenza di adeguati strumenti culturali per permettere anche alle donne migranti di far fronte alla violenza.
Abbiamo poi lavorato ad alcune traduzioni per sensibilizzare sul tema delle donne incarcerate o perseguitate per motivi politici nel mondo, perché non c’è solo la violenza sui soggetti “passivi” che si ribellano al patriarcato famigliare ma anche quella politica sulle attiviste, come nel caso delle Pussy Riot.
Personalmente ho trovato  inaccettabile che a Fano ad esempio si organizzasse, col patrocinio del Comune e della Provincia, uno spettacolo intitolato “Balada de amor”  sulla violenza, tornando di nuovo, per l’ennesima volta, ad usare la parola “amore” , eppure dovrebbe esistere ormai perlomeno nella “upper class” delle sinistra di questa provincia la minima coscienza di quanto l’alibi della passione e dell’amore nel patriarcato sia usato per legare le donne al loro ruolo. E’ sbagliato, retorico e controproducente usare in qualsiasi modo la parola “amore” in un messaggio che riguarda la violenza sulle donne, …come usare parole come “paura”, “tutela”, perché fa dell’altro il soggetto. E’ tempo che noi donne ci si senta invece soggetti a pieno titolo.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 24, 2013 da in articoli a firma, comunicazione, iniziative fano, violenza e femminicidio con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: