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un osservatorio sulla libertà femminile

Stupro: anche il Tg Marche senza ritegno.

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Pensavate che tutti i discorsi, le celebrazioni, gli spettacoli, le commemorazioni sul femminicidio fossero servite a mettere finalmente in testa ai professionisti dei media un minimo di PRINCIPIO ETICO per smettere di confondere (e giustificare) la violenza sulle donne con l’amore, la passione, il desiderio ecc.? Pensavate che i soli a fare retorica sul pover’uomo tradito negli affetti, scioccato, e quindi giustificato, magari “non in grado di intendere” a causa di TROPPO amore, fossero solo i giornaletti locali? E invece leggete il testo della notizia diffusa dal Tg Marche ieri sera a proposito dello stupro avvenuto a Castelbellino stazione, dal servizio di Patrizia Ginobili:
“Un AMORE non corrispoto per una ragazza che conosceva solo di vista, un SENTIMENTO distorto SFOCIATO nel sequestro e nella violenza feroce a quella giovane oggetto del suo DEISDERIO. un pomeriggio di terrore, il RAPTUS è scattato quando lui si è dichiarato E LEI LO HA RIFIUTATO. è successo ieri a Castelbellino stazione, piccolo e appartato paese della vallesina. era l’ora di pranzo, lui un 31enne italiano incensurato e disoccupato costringe la ragazza a salire sulla sua auto, cominciano così 8 ore di violenza RACCAPRICCIANTI, la giovane viene sequestrata e picchiata, poi portata a casa dall’aguzzino che la violenta per ore…. arrestato in flagranza di reato, lei ricoverata per le violenze definite “inaudite” a cui è stata sottoposta…”.
…servizio che già lega vittima e carnefice con un giudizio, per cui le attenzioni del violento sono definite non tenendo conto della violenza stessa, che è aggressione emotiva e fisica, ma del suo stato emotivo di “innamorato”. Ricordiamo alla signora Ginobili e alla redazione del TG Marche che forse, nel 2014, e dopo tante parole spese, sarebbe il caso di attenersi ai fatti lasciando i commenti su “quanto le piaceva la ragazza” al cosiddetto uomo della strada, quello che spesso ci si augura di non incontrare di notte.
Per rispetto delle vittime, osservate, molestate, seguite, rapite, sarebbe il caso di smettere di legare amore e sangue e di rileggere il Codice etico per la stampa in caso di femminicidio.

Francesca Palazzi Arduini

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