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-Carnevale 2016: “mondo capovolto” …o donna prendigetto?!?

carnevale_rovesciato

Anche quest’anno il Carnevale di Fano viene presentato dall’Ente Carnevalesca, finanziata con soldi pubblici (130mila euro all’anno), con un grande sforzo pubblicitario e di riempimento del programma. Ma a far notare quanto lo “stile”, il “layout” del Carnevale necessiti invece di urgenti svecchiamenti e radicali restauri è in primo luogo il manifesto dell’edizione 2016, raffigurante una sbiadita donna-manichino, con le braccia alzate forse in segno di resa alla banalità, come cono prendi-dolciumi.
Grandi gli sforzi sul sito della Carnevalesca per giustificare questa scelta grafica: il “mondo rovesciato” , l’assenza di gravità e la spensieratezza ecc. … sarebbero rappresentate da una donna con la gonna imbottita di caramelle. Addirittura sforzi critici, sempre sul sito, in cui si rischia il ridicolo affermando che il manichino-donna evocherebbe le Muse di De Chirico. Forse un riferimento al famoso dipinto “Le Muse inquietanti”, qui invece di inquietante c’è solo l’ennesima caduta di stile nell’usare, ancora una volta, l’immagine femminile per pubblicizzare un prodotto, che sia pentola, pneumatico o carnevale…un’ evidente visione del mondo con occhiali al testosterone, per uomini e donne.
Pare completamente sordo alle critiche, questo Ente Carnevalesca, dopo lo scivolone del 2012, riproposto per mancanza di nuovi carri anche nel 2013:  ci riferiamo al carro di prima categoria “La vedova nera”, che rappresentava i politici italiani come vittime di una ‘maitresse’ che proponeva loro donnine ammalianti, certo una rappresentazione degli scandali per prostituzione molto più vicina al moralismo sessista che colpevolizza sempre le donne, che a una satira degna di questo nome. Eppure è proprio la Carnevalesca che scrive sul suo sito che il carnevale dovrebbe colpire con lo scherno “situazioni imbarazzanti e amorali”. Macché… .
Quello che è certo invece è che i personaggi dei carri, e le scelte di stile, sono al 99% maschili, e a noi donne è riservato il ruolo di manichini, miss, danzatrici…anche se le polemiche per gli inviti si sono placate (ricordiamo la proposta della Gregoraci nel 2006 e l’offerta di Ruby nel 2011, per fortuna rifiutata), la norma aveva infatti visto come testimonial la “donna bona”: le sorelle Lecciso nel 2005, Valeria Marini nel 2006, Thais e Melissa da Canale 5 nel 2007, la “diavolita sexy” Melita Toniolo dal Grande Fratello nel 2008, Rosy Dilettuso da Italia 1 nel 2009, Francesca Cipriani dal Grande Fratello nel 2010.
In questo 2016,  rintuzzate le proteste delle maestranze carriste ( sono loro il “Quarto stato” del Carnevale) e con preteso rinnovamento o rovesciamento… anche l’evento inaugurale di sabato 23 casca sulla riproposizione di una vecchia goliardata maschile, ora priva di senso: una corsa di uomini svestiti, che se allora, nel Settecento, era trasgressiva, adesso ricorda solo l’Isola dei famosi o il bi-sessuato tronismo.
Se quindi qualcosa è cambiato, lo si deve più al caso e alla mancanza di fondi che all’ascolto dei cambiamenti culturali, ai quali, e il manifesto di quest’anno purtroppo ne è prova, l’Ente pare sordo.
Cosa intendiamo per “cambiamenti culturali”? Semplicemente che la pruderie sessuale maschile al rovescio non è più di moda, che il Carnevale non dovrebbe rappresentare una cavernicola visione della “trasgressione”.
Possiamo anche riflettere sul fatto che forse proprio la funzione “liberatoria” del carnevale oggi è meno richiesta, perché caduti molti tabù dai quali ci si affrancava solo in quel periodo: il travestimento, la sessualità, la satira politica…per fortuna non siamo più ai livelli di moralismo bacchettone dell’Italia degli anni Trenta! E’ arrivato quindi il momento che il Carnevale di Fano ringiovanisca, e si privi di questa visione sessista che fa credere di voler rovesciare il mondo seppure per tre giorni e poi…apre solo una gonna.

Femminismi – donne di Fano, Pesaro, Urbino.

 

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