femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

-La sveglia è suonata, a suon di laicità e rispetto delle differenze di genere.

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LA SVEGLIA E’ SUONATA A SUON DI LAICITA’ E RISPETTO DELLE DIFFERENZE DI GENERE

Il gruppo Femminismi – donne di Fano, Pesaro e Urbino ha preso parte alla manifestazione del 23 gennaio 2016 ad Ancona contribuendo ad organizzare il viaggio, in via informale e grazie ad un passaparola, per circa 30 persone partite da Fano alla volta della città dorica.
Siamo andate in treno con un cartello ironico che recava questa scritta: “tutte le coppie hanno diritto al divorzio” e con piccoli cartelli e cuori arcobaleno per manifestare a favore del rispetto e della promozione dei diritti umani che sono anche quelli di essere riconosciuti e tutelati nelle forme di affetto e di amore che sono vissute in modo stabile e che vengono considerate familiari da chi li vive e da chi le conosce. Perché centinaia di migliaia di persone devono essere considerate dallo Stato italiano di serie B?
E per questo non avere accesso a tutte le tutele civili e patrimoniali e lavorative e previdenziali che spettano a chi si unisce in matrimonio? Solo perché sono coppie dello stesso sesso? La Corte Europea dei Diritti Umani ha ribadito in diverse sentenze la necessità che l’Italia rispetti la legislazione comunitaria e in particolare l’articolo 12 ma anche l’articolo 8 della Convenzione.
Le persone, la loro libertà e i loro diritti, sono più importanti degli istituti di legge di uno Stato – le leggi si possono cambiare se sono cambiate le necessità reali di una comunità politica – e le donne e gli uomini e le persone trans-sessuali e trans-gender subiscono discriminazioni sotto tutti i profili anche a causa del fatto che le loro unioni non sono tutelate. Pertanto noi femministe lesbiche ed eterosessuali, pur essendo critiche rispetto alla rigidità che l’Istituto del matrimonio comporta e consapevoli che storicamente le donne unite in matrimonio hanno vissuto una mancanza di riconoscimento della loro libertà anche a causa del matrimonio stesso come vincolo indissolubile riconosciuto dallo Stato – siamo a favore di una legge che dia pari opportunità a tutte e tutti di unirsi in matrimonio o in unione civile. Siamo andate in piazza perché convinte che questo contarci come popolo laico, libero e felice di dire sì all’amore e al rispetto, sia un punto di partenza per portare maggiore cultura pluralista e rispettosa per donne e uomini contro omofobia e ogni tipo di violenza o violazione del rispetto dei diritti umani.

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