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un osservatorio sulla libertà femminile

-Ma che vuole la Sentinella Montalbini?

Montalbini_seppia

Rimaniamo stupite dalle veementi parole del signor Montalbini, espressosi ieri su miriadi di questioni chiamandoci in causa come “femministe”.
Innanzitutto: da quale prospettiva parla Montalbini? Si fa portavoce di un senso comune di FI/AN (ci chiediamo: che fine hanno fatto i laici di FI?) o veste i panni della Sentinella in Piedi, ideologicamente impostata per manifestare contro la libertà altrui con argomenti pretestuosi? Sappiamo, infatti, che il Montalbini si è fatto intervistare come Sentinella in Piedi (forse se ne vergogna?) nel documentario ‘Famiglie alla Pari’, progetto di Noi Mondo TV.
La sentinella di tutti parla di “natura” come se intendesse confondere le acque e intorbidarle con argomentazioni non logiche, nelle premesse e soprattutto nelle conseguenze.
E’ un fatto che nel DDL Cirinnà si tratta in termini di libertà e diritti umani e non si prende in considerazione la “natura”. Sappiamo dalla storia che una interpretazione della “natura” razzista impedisce l’espressione della libertà e la piena titolarità dei diritti: questo è successo con il Nazismo che divideva l’umanità in degna e indegna, e con il razzismo che segregava i neri.
Quando si dice che si è a favore della libertà di altri di registrare una unione civile ma non di adottare i figli del proprio partner è come dire che l’istituto della stessa unione è inefficace nel dare tutela ai minori, e quindi è di fatto andare contro la tutela del bene del minore e favorire l’ineguaglianza di un gran numero di bambini; questo viola l’articolo 3 della Costituzione, che crediamo conosciuto dal signor Montalbini.
Cosa c’entri poi l’utero in affitto con il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, nel quale semmai si tutelano i figli biologici dei partner, è un mistero. O meglio, è chiaro: c’è chi vuole fare fumo e confondere le acque.
Come si diceva negli anni ’70 “l’utero è mio e lo gestisco io” , e se nel mondo a causa delle disparità sociali e culturali c’è poca autonomia e libertà femminile, siamo noi donne (sempre) a scendere in campo contro lo sfruttamento dei nostri corpi, il Montalbini non può più fare il “curator ventris” di antica memoria.
Per il resto delle iperboli di Montalbini sul fantasmatico ‘Gender’, leggende di YouTube  e non realtà, preferiamo sorvolare con femminile grazia e mobilità, a testa in sù.

Femminismi – donne di Fano, Pesaro, Urbino.

Leggi l’articolo: Montalbini_RdC_27_01_16

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 28, 2016 da in biopolitiche e destra, comunicati stampa, famiglie, Gender, movimento lgbt pesaro fano urbino con tag , .
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