femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– sabato 12 sit-in a Fano contro le guerre:

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Le Donne in nero di Fano
, da sempre impegnate a costruire una cultura di pace, sostengono la mobilitazione a carattere nazionale contro un imminente intervento militare in Libia, con l’Italia a fare da capofila.

Si sentono anche notizie di un probabile invio di truppe ed armi in Iraq, a controllare la diga di Mosul e proteggere la ditta che ha avuto l’appalto per la manutenzione.

Dalla Sardegna partono continuamente tonnellate di bombe per rifornire l’Arabia Saudita, che sta bombardando lo Yemen, con migliaia di vittime civili, in evidente violazione della legge 185/1990, che vieta la vendita di armi a paesi in guerra.

Rete Disarmo ha presentato per questo un esposto alla Magistratura

(vedi http://www.disarmo.org/rete/a/42663.html )

Immemori o noncuranti del fallimento di tutte le imprese militari degli ultimi decenni, i responsabili della politica estera e militare del nostro paese continuano a mettere in cantiere nuove guerre, a spendere miliardi in armamenti, a rifornire indirettamente di armi quel terrorismo che dicono di voler combattere.

Mentre aumenta nel mondo il numero dei disperati in fuga da guerre e regimi disumani, il nostro governo intrattiene rapporti di collaborazione economica e sovente anche militare con governi autoritari e responsabili di gravi violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani, come Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Israele …

Le ragioni di chi ripudia la guerra e cerca la faticosa strada della mediazione e dell’azione nonviolenta sono quanto mai inascoltate, sovente derise. Ma non vogliamo né possiamo rassegnarci.

Ci associamo perciò all’appello lanciato da Alex Zanotelli al movimento per la pace il 29 gennaio e chiediamo a tutti e tutte coloro che ripudiano la guerra di mettersi idealmente a fianco delle popolazioni senza voce e senza speranze, per protestare contro

la produzione e la vendita di armi,

le nuove bombe atomiche in arrivo in Italia,

la preparazione di nuove guerre,

la collaborazione con chi viola i diritti umani.

E’ grande la necessità di costruire in ogni modo e subito un movimento contro la guerra, vista la passività di troppe forze politiche e sociali.

E nel riaffermare la sovranità dell’art. 11 della nostra costituzione, ribadiamo che siamo contro tutte le guerre, o missioni o comunque le si voglia chiamare, in cui l’Italia è stata trascinata dalla Nato, che dal 1999 ha trasformato l’alleanza militare da difensiva in offensiva per “difendere gli interessi economici dei paesi membri ovunque minacciati”.

Ci troviamo, con tutti quelli che vogliono unirsi a noi, a manifestare insieme contro questo irragionevole e assurdo intervento di guerra.

sabato 12 marzo dalle ore 11

in corso Matteotti davanti al Palazzo Gabuccini

Noi donne in nero ribadiamo la nostra estraneità: NON IN NOSTRO NOME!!!

Femminismi aderisce all’iniziativa.

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