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un osservatorio sulla libertà femminile

-Asili a Fano: meno retorica e più fatti.

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In questi giorni abbiamo letto che “Nonostante le difficoltà economiche dovute ai minori trasferimenti da parte del governo centrale e di quello regionale, i Servizi Educativi sono riusciti ugualmente a garantire i centri estivi per i bambini dai 2 ai 6 anni.” “ In totale sono a disposizione 80 posti che verranno assegnati in base alla ricezione delle domande di iscrizione che si potranno presentare dal 16 maggio al 31 maggio. Ci sono 80 posti a disposizione perché è quella la richiesta che è stata avanzata in questi anni”. Per questo pubblichiamo una riflessione di una lavoratrice (e mamma).

In merito a questi eventi è necessario sottolineare che questo servizio andrà in appalto e dunque si ipotizza anche una perdita di posti di lavoro per le insegnanti, le cuoche il personale cioè donne che vivono nella nostra città, si prevedono solo dei posti per bambini dell’infanzia e che facilmente saranno affidati in numero elevato a poche insegnanti che pur di lavorare dovranno accettare condizioni di superlavoro come ormai si vede nel mondo della Scuola.
Il problema enorme si pone poi per tutti i bambini e le bambine della scuola del Nido …i Nidi estivi non apriranno e la struttura di uno dei Nidi più grandi di Fano sarà in ristrutturazione con una previsione di riapertura a settembre a Scuola già iniziata. Pertanto come e dove saranno inseriti i piccoli, quanti inserimenti dovranno fare a settembre cioè in quali scuole? Sempre poi che la struttura riapra anche se in ritardo.
Quanto al conteggio delle necessità: in realtà il numero dei lattanti e dei piccoli è elevato e le famiglie si trovano senza servizi e invitate a rivolgersi ai nidi privati. In questo caso il Nido diventerà un servizio troppo oneroso per molte famiglie o donne sole.
Ci chiediamo come mai in un momento di crisi non si guardino le urgenze e non si pensi di destinare le risorse economiche a queste, alcune iniziative bellissime e degne di essere fatte dovrebbero stare in un contesto in cui avrebbero senso, non in un contesto che nega la validità ideale delle stesse iniziative, parlo di Fano Città dei bambini. Ci sono poi i milioni di euro regionali destinati a ristruttura immobili con progetti da “Archistar” o del denaro speso per accogliere una Ministra con il sigillo dei tombini… mentre le donne lavoratrici a Fano si troveranno a dover far fronte a una estate di disagio e grossa preoccupazione.
Si possono fare scelte oneste e chiare ed essere meno compiacenti con le scelte di facciata della Regione, e motivare il perché…se i soldi non ci sono si Gridi vergogna a chi non li destina perché il Comune ha il dovere di tutelare le necessità primarie.
Queste scelte seguono un andamento italiano di ritorno a schemi vecchi,  a favore di un ritorno delle donne al lavoro non pagato della cura familiare…nelle crisi perdiamo per prime il lavoro, e senza i servizi non sono le famiglie a subire pressioni, sono le donne che inizieranno a dover scegliere di stare a casa perché la famiglia non avrà soldi per garantirsi ciò che serve a permettere che la donna continui a lavorare.
L’apertura di spazi per allattare o cambiare i pannolini pare perciò una scelta che già prevede tante mammine a passeggio le quali, felici di aver lasciato il lavoro o di non pensare nemmeno a cercarlo, potranno sentirsi donne fortunate perché possono così cambiare un pannolino, magari anche biologico, ai loro bambini e bambine . Una gioia davvero, quella di vedere famiglie felici di far correre per qualche ora i figli e le figlie in spazi deputati al passaggio delle auto… ma la domanda è :una Città che sarà privata di servizi che realmente dimostrano l’attenzione all’infanzia forse doveva protestare e rifiutarsi di trascorrere ore gioiose all’insegna del ‘meglio di niente’.?… meglio di niente c’è una gestione responsabile e attenta alle priorità.

 

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 23, 2016 da in articoli a firma, asili e nidi infanzia, donne e lavoro, famiglie con tag .
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