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un osservatorio sulla libertà femminile

-PreOtto: e tu cosa farai l’otto marzo 2017? Ne parliamo sabato 25

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Dallo sciopero femminista USA 1961 contro la guerra, a quello del 1970 “per la pace e l’Uguaglianza”, sino a quello generale del 1975 in Islanda per il riconoscimento del lavoro delle donne, e poi la grande manifestazione in Usa del 1986 “pro Choice”, …
dalle vaste e trasversali manifestazioni italiane per il divorzio e la libertà femminile nel 1972 e nel 1974, a quella spontanea per la difesa della Legge 194 nel 2008, alla manifestazione contro le disparità sul lavoro e per inciso contro il governo Berlusconi indetta da ‘Se non ora Quando’ nel febbraio 2011,
…sino alla grande manifestazione delle donne in Polonia per l’aborto legale, il “Black Monday” di Varsavia del 3 ottobre 2016 ed al “Mercoledì Nero” di Buenos Aires del 19 ottobre 2016 che le donne sudamericane, riunite in “Ni una menos”, hanno lanciato con un grido di rabbia per dire Basta alla violenza machista riproponendo il “paro”, lo sciopero, per l’otto marzo,
…alla manifestazione “Non una di meno” a Roma dello scorso 26 novembre che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di donne…donne riunite in assemblea poi anche a Bologna per stendere quello che sembra un programma politico femminista generale, tanto da farne scaturire la richiesta, plaudita o controversa, alle forze di sindacali di indire per l’otto marzo 2017 uno sciopero di 24 ore.
La manifestazione contro l’elezione di D. Trump, sabato 21 gennaio 2017, ha espresso la protesta contro il sessismo del nuovo presidente, e fatto scendere in strada tante altre voci per un totale di oltre 500mila persone nella sola Washington e oltre tre milioni nell’intero Paese.
Le donne in questi decenni sono scese nelle piazze per reclamare ed esigere la fine dei sistemi di violenza, sia contro il militarismo che contro la violenza domestica e il sessismo…

ed anche stavolta la protesta è arrivata con la sua ondata anche in Italia proprio nel momento in cui cresceva il dissenso verso il nuovo “Piano strategico contro la violenza” sulle donne, contestato per i suoi contenuti politici e per gli stanziamenti inadeguati, oltre che per la metodica di approvazione, in primo luogo dalle donne che da decenni lavorano nelle Case rifugio e nei Centri antiviolenza (77 centri riuniti nella associazione DiRE).

Ma quali sono in concreto i punti di questo Piano, e che risultato è stato ottenuto finora, dopo la grande manifestazione dello scorso 26 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza?
Che scenari si aprono per le battaglie femministe con la prossima tornata elettorale e quanto sono in realtà comunicanti tra loro i movimenti sindacali, confederali e non, ed i femminismi?
E’ credibile, ed utile, indire un sciopero per tutte le donne se l’economia globalizzata toglie potere contrattuale anche a chi ha rappresentanza sindacale?

Quali altri argomenti sono stati messi sul piatto della protesta nazionale e internazionale, come le politiche per la famiglia, i diritti delle persone Lgbt, la precarietà lavorativa e lo sfruttamento del lavoro femminile di cura…

Ne discutiamo il 25 febbraio, dalle ore 18 alle 20.30, con i materiali dell’otto marzo di quest’anno, in un momento conviviale
presso l’Infoshop, via G. da Serravalle 16, Fano.

 

Organizza: Femminismi con il sostegno di Alternativa libertaria-FdCA sezione Silvia Francolini.

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