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– Tra abuso dell’erotico e maschilismo da spiaggia. Con un esempio dal Resto del Carlino.


Ci è stato segnalato un articolo pubblicato sulla pagina locale Fano de Il Resto del Carlino (11-08), che titolava: “Fano, tre donne a seno nudo tra le famiglie. Imbarazzo nella spiaggia di Sassonia”.
L’articolo spiegava che tre donne erano sulla spiaggia in topless “tra famiglie con bambini sulla spiaggia” e che ciò avrebbe creato “un po’ di imbarazzo, attirando l’attenzione di molti bagnanti”.
Magistralmente creato per raccontare una notizia che non c’era, visto che un seno in più o una natica in meno, d’estate sulla spiaggia, non stanno certo a fare una differenza, l’articolo proseguiva facendo notare che le donne in questione se ne sono fregate dei commenti esplicitando che  “qualche battutina ironica non è mancata, con mogli e fidanzate gelose che hanno richiamato all’ordine i propri compagni”.
Dopo l’allusione al fatto che in spiaggia ci fossero “bambini” e “famiglie”, come se il seno fosse un oggetto sconosciuto ai lattanti certo non scandalizzati, si spiega che in realtà il problema sono i genitori, e si immette l’elemento “gelosia delle compagne” che addirittura vengono descritte nel tentativo di mettere la museruola e richiamare le bave dei propri coniugi o fidanzati. Particolare interessante: le donne vengono descritte come prive di tutore, cioè in spiaggia da sole.
Cosa si deduce da questa descrizione? Che le donne sono colpevoli se mostrano “troppo” il proprio corpo, in quanto il loro corpo è sempre, costantemente, inesauribilmente oggetto di attenzione di maschi non in grado di trattenere commenti, attenzioni insistenti e fastidiose, erezioni in cerca di bromuro.
Dobbiamo dedurre che siamo ancora alla preistoria o allo stato islamico? E soprattutto: è accettabile che una cronaca del genere, probabilmente ricavata da resoconti romanzati, assurga alla dignità (presunta) della carta stampata?
Mi sono chiesta soprattutto cosa vedono i nostri bambini, da dover essere protetti in spiaggia dalla vista di un seno, nel resto della loro giornata.
Così, all’inizio della stagione scolastica, ho acceso la TV su un canale ufficialmente statale, e per non esagerare ho scelto Rai 2:
in anticipo della prima serata, e in un orario nel quale certo pochi bambini sono a letto, ho assistito ad una puntata di “Camera cafè”, serie prima trasmessa su Italia 1, con protagonisti due attori e presentatori, Luca e Paolo, entrambi maschi, le cui battute durante la puntata consistevano in previsioni di poter toccare il culo ad una bella collega e su quanto sarebbe stata “gnocca” la tal dei tali. Ironia a buon mercato, diciamo che potrebbe interessare forse una manciata di quarantenni single in difficoltà con le donne,… con una scarsità di personaggi femminili (in altrettanta veste di soggetti protagonisti) tragicamente desertica.
A seguire, poco dopo le nove, un film che promette un balzo verso la più tecnologica modernità e, magari, una serie di argomenti e uno stile più vicino alla sensibilità di tutti o dei più giovani, essendo girato con una sequela di effetti speciali e tecniche da videogioco.
Si trattava…purtroppo, del primo “Kingsman” (2014), tragico e surreale verso a 007, nel quale le donne protagoniste e dotate di cervello scarseggiano come l’acqua nel deserto.
Ah no, mi ero sbagliata, eccone una, la principessa di Svezia che si ribella al cattivastro (nero e vestito da rapper e con un difetto di pronuncia) ma finisce imprigionata. Riuscirà a salvarsi? Toh…appena il neo-Bond apre la cella sembra come trasformata da una dose massiccia di Roipnol e con fare da gattina lamentosa gli promette sesso anale se liberata. Finale da videogioco con primo piano sul culo della riconoscente bambola bionda.
Questo, e tanta violenza nelle salse più estreme, è quello che vedono bambini e adolescenti quando accendono uno schermo, altroché topless.
Le notizie del brutale stupro accaduto in spiaggia a Rimini ci dicono anche come le donne abbiano bisogno non solo di essere libere di stare serenamente al mare in topless, per ribadire di essere persone e non oggetti, ma come la violenza sulle donne passi anche dallo stereotipo della “provocazione“, proprio quella cui si allude nell’ articolo.

Dada.

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2 commenti su “– Tra abuso dell’erotico e maschilismo da spiaggia. Con un esempio dal Resto del Carlino.

  1. Karl Gallo (@karlgallo73)
    settembre 20, 2017

    In effetti non ho mai capito perché il topless è rimasto sempre un tabù nelle spiagge italiane, quasi fosse vietato.
    Anche in questo si nota la mancanza di eduicazione sessuale (e civica) nelle scuole e in famiglia…

  2. Paolo
    settembre 25, 2017

    kingsman non è un film sessista

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