femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– “FanoCenter”, degustazioni e… stereotipi di genere?


Pensavate di vivere un’epoca di allegro neo-consumismo, e di gettarvi nello shopping tra negozi mitteleuropei e griffe tecnologiche? Pensavate di essere “moderni/e”, “contemporanei/e”? Beh, se avete di questi sogni meglio stare attenti (ed attente) a come gli ipermercati, oltre a spostare flussi di denaro immensi (e spesso i profitti volano verso altri lidi), propongano l’immagine di genere. Intendo per  ‘genere’ la costruzione del soggetto maschile e femminile così come fatta dai media, dalla politica, dal mercato del lavoro, dalla pubblicità, dalla cultura.
Già ci era parso abbastanza scontato, e penalizzante per l’immagine femminile, che il “FanoCenter” venisse pubblicizzato dall’immagine di una ragazza con in testa un piatto recante un pomodoro. Quale era il significato? Il pomodoro è l’oggetto che vogliono venderci? La ragazza sta pensando di cucinare un sugo? Oppure si tratta di una allusione alla Pummarola ‘ncoppa in quanto italica tradizione, come segno di stima per la tradizione gastronomica?

L’immagine della donna sotto-piatto somiglia fortemente a quella di un altro evento, la Fiera del tartufo di Acqualagna, e ad altre miriadi di immagini pubblicitarie di scarso rilievo ma che pare siano ormai un clichè. La donna deve avere qualcosa da mangiare in testa! …ci può aiutare la psicanalisi? Forse la pubblicità è riservata agli uomini e quindi si allude al fatto che al mangiare è possibile abbinare la presenza femminile??? Ma passiamo oltre.
Guardando l’immagine della pagina http://www.degustazione.eu apriamo gli occhi su una jpeg denominata “giarrettiera” che raffigura una donnina Anni ’30 seduta su quello che pare un nido di tagliolini, qui l’allusione si fa più pressante: il mangiare è sexy e forse è riservato ai maschi.
Dopo averci inondato di spot in cui si magnificavano i “lampioncini” e “mattoncini” della “Stazione del gusto” francamente non ci aspettavamo di meglio (il tutto sembra appunto un po’ retrò”)…ma nemmeno questo uso dell’immagine femminile così scontato.
L’altra immagine nelle promo raffigura una signora che si sbraccia seduta su un peperoncino. Una promo con testo vista sulla pagina Facebook scrive: “Platone pensava che la perfezione risiedesse nell’iperuranio, mia nonna nella conserva di pomodoro”. La cosa ci conforta perché si tifa evidentemente per la nonna ma ci preoccupa l’eterno legame tra femminile e cucina al sugo!
Il massimo dello stereotipo si scopre nel rintracciare l’unica immagine maschile proposta dalla catena: un sorridente (lui non ha piatti da portare in testa) ometto coi baffi, ovviamente in giacca e cravatta, che snocciola dalle mani guantate, quasi a far cadere dall’alto una manna, dei maccheroni verdi.
Di chi sia il volto non so (somiglia un po’ a…) ma la somiglianza freudiana tra maccheroni e dollaroni è evidente. Tutto ciò mi porta a sospettare che la gestione finanziaria della catena è saldamente in mano a uomini, sarà per l’effetto del “soffitto di cristallo“? Speriamo si evolvano dagli Anni ’30. 😉

FPA

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