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un osservatorio sulla libertà femminile

– Neofascismo: scegli il kit di smontaggio in caso di necessità.

Se durante un incontro pubblico (conferenza, seminario, riunione, spettacolo…) ti capita di essere improvvisamente circondato da giovanotti con giubbotti neri e faccia da platessa, e capisci che stanno per fare la sceneggiata di leggere un loro proclama del piffero, ovviamente filmandosi perché devono emulare l’Isis, ci sono alcune cose che puoi organizzarti e fare prima che gli animi si scaldino. Oltretutto, quando i neofascisti fanno i loro raid c’è chi è sempre altrove a bere il caffè, …mai sentito di qualche “nottambulo” multato durante uno dei suoi mille raid notturni a fare svastiche o ad attaccare striscioni scritti col normografo, tanto grandi che pare li stesse inchiostrando dal 1942? Meglio auto organizzarsi.

Strimpellata: portare con sé uno strumento musicale: può essere un piffero (tanto per restare in tema), una chitarrina scordata, anche da bambini, una grancassa, scegli tu. Appena la squadra di black-boys entra a facciaculo e si prepara per la lettura del Verbo di Odino, tutti in sala sanno che si inizia a suonare e sono pronti a ballare. Viene comunicato ai bellimbusti che se hanno qualcosa da dire debbono sedersi (se ci riescono, anche sciogliendo le braccia conserte) e mettersi in fila, come tutti, sempre che sia previsto un dibattito.

Coro: ci si esercita per costituire un coro che vada a cantare O bella Ciao tutte le volte che i neofascisti organizzano qualcosa, e si fa presente che si tratta solo di uno scambio di cortesia, visto che questi si permettono di picchettare, fumogenizzare, contestare, proclamare ovunque, capiscano cosa si prova a beccarsi tante belle serenate. L’escamotage del coro può essere usato durante le iniziative pubbliche anche come commento verso chi si mette a fare interminabili proclami e prende la parola per un lasso di tempo infinito spaccando l’anima a tutti e impedendo che il dibattito prosegua in maniera civile.

Fascist- detector: la libertà di espressione è uno dei cardini di una società libera. Per questo spesso è difficile la scelta di vietare sale pubbliche a organizzazioni di estrema destra abili nel cercare di raccogliere interesse con iniziative che si rivelano neofasciste solo ad uno sguardo attento (da chi sono pagate, cosa si dice durante lo svolgimento e oltre il titolo soft e la presentazione ai media, cosa fa nella vita chi parla ecc.).
Quindi, per garantire l’accesso a tutti, non pregiudiziale, agli spazi pubblici, nel rispetto del diritto alla parola di tutti, i Municipi si danno una regola generale: chi organizza una iniziativa chiedendo uno spazio pubblico deve dichiarare pubblicamente nel manifesto d’indizione, e all’inizio della conferenza: “Il fascismo è una grande porcata” o una frase a sorteggio a favore dei diritti civili e di una società inclusiva e solidale.

Testosterone: si sa che spesso le bravate neofasciste mediatiche sono dettate dall’aumento indiscriminato di testosterone in giovani dai quattordici ai trent’anni. A volte per sedare i ragazzi, troppo aggressivi a causa dell’ormone, basta diffondere nell’aria massicce dosi di principi attivi rilassanti o ferormoni.

 

(DK)

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 7, 2017 da in antifascismo, articoli a firma, biopolitiche e destra, nuove idee con tag , , , .
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