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un osservatorio sulla libertà femminile

– Fano: la donna è…immobile.

Fano. luglio 2018, è in atto una singolare tenzone tra maschi per assurgere al titolo di mecenati e realizzatori della immagine culturale della città, ed ovviamente le grandi assenti sono le donne.
Dopo Passaggi, quest’anno dedicato alle donne (ma nel cui programma la sfilata di politici, opinion maker, sponsor,  e degli stessi organizzatori è in gran parte maschile), dope le scaramucce su cosa merita e cosa non merita in città (tra i 5 stelle che plaudono al festival targato grandi eventi PD e il ritorno della Fano…dei Cesari)… arriva il comitato promotore della nuova fontana in Piazza Amiani, che afferma “i festival scompaiono ma le fontane restano”. E cosa resterà? Leggiamo sulla stampa:
200mila euro, per questo non possono di certo bastare i fondi raccolti finora. Fondazione Cassa di Risparmio, Fondazione Creval, Fondazione Montanari e Flonal hanno già messo il loro sostegno nero su bianco…ma il Comune chiama a raccolta nuovi e ulteriori mecenati, per concedere alla fontana di Piazza Amiani un volto del tutto rinnovato grazie a uno degli artisti più importanti d’Italia e non solo.”
A guardare la foto di gruppo apparsa sul notiziario della Fondazione Carifano resterà la visione tutta maschile della “Donna”, c’è chi ha suggerito di chiamare la donna seduta “Fonte di vita”.
Scrive il Comune di Fano (al maschile): “è un omaggio alla natura muliebre, archetipo così profondamente legato al ciclo delle acque dalle quali ogni forma di vita nasce e si evolve. E’ la donna che è Luna, maternità, anima. Una stupenda intuizione per fare il paio con la giovinetta dea Fortuna, dalla svettante nudità al vento, sull’altra fontana di piazza XX Settembre. Due donne a segnare il debito mai interamente soddisfatto che tutti abbiamo verso il femminile.”
Quanti stereotipi e quanta …Arcadia! Mancano i satiri.
Suggerirei allora altri modi di pagare questo “debito simbolico” che non siano pagare come al solito un Grande Artista, uomo, ma non è questo il luogo.
A tutte le artiste, donne, la nostra solidarietà.
Riguardo poi le “svettanti giovinette” in gravidanza, la dea della Fortuna …ricorderei alla Fondazione Carifano che patrocinare un incontro (svoltosi a Fano il 22 giugno) con E. Gotti Tedeschi (già a capo dello IOR) sul suo libro, scritto assieme a Lorenzo Fontana, intitolato “Culle vuote“, non solo non è indice di parzialità ideologica ma esclude le donne, di nuovo, dal dibattito sull’uso del nostro corpo.
Che la Fondazione si occupi, imparzialmente, di finanziare piscine, sarebbe meglio.
L’ossessione per il corpo femminile e la sua capacità di procreare è tipica di una società maschilista, in ansia per la supremazia, non a caso un personaggio come Gotti Tedeschi, dopo aver cercato di sfiduciare Begoglio con una lettera di impeachment, va in giro con un noto omofobo, ora Ministro alle politiche per la famiglia (solo la sua) a predicare contro il “sincretismo religioso” (leggi la società multiculturale) a suo dire tramato dall’ONU …l’ombra del complottismo è sempre presente come nella migliore tradizione del Ventennio.
Su questo le donne fanesi, di qualsiasi opinione politica o religiosa, ceto sociale o provenienza, possono fare una riflessione.

FPA
(cara Monia, mi mancano i tuoi suggerimenti, le tue correzioni).

 

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 5, 2018 da in articoli a firma, biopolitiche e destra, immagine femminile, iniziative fano con tag , , , .
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