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un osservatorio sulla libertà femminile

– Isteroscopia: è pronto il pieghevole sul consenso informato!


Grazie al lavoro di  Pritie Maria, Francesca e Roberta, è disponibile da oggi, scaricabile da qui, l’opuscolo informativo sull’esame di isteroscopia diagnostica.
Questo lavoro è nato dalla campagna contro il dolore lanciata da Pritie Maria su Change.org, alla quale avevamo aderito consapevoli della grande verità denunciata: che cioè anche in Italia molte donne subiscono quella che la campagna ha definito “Una tortura medievale praticata nel terzo millennio”.
Questo perché in molti casi l’esame è estremamente doloroso ma non viene praticato informando la paziente delle possibilità di evitare il dolore con una breve sedazione. Addirittura in alcuni ospedali si usa ancora la CO2 per eseguirlo, dando luogo a dolori e fastidi anche in seguito all’esame, altrimenti evitabili.
Il consenso informato sull’esame, attraverso un approccio empatico e meno sbrigativo del personale medico verso le pazienti, consiste invece nell’esaminare le possibilità di dolore (molto dipende dalla conformazione fisica) e le decisioni per evitare il dolore a seconda della situazione clinica della paziente, in modo da praticare l’esame nella maniera giusta per ogni caso, e senza infliggere alle pazienti un dolore evitabile.
Anche la minimizzazione del personale medico durante la procedura, in alcuni casi, si configura come pressione psicologica sulla paziente che non viene creduta, e viene spinta a sopportare dolori atroci pur di terminare l’esame. Spesso le donne accettano lo shock pur di non interrompere la procedura in corso ed assecondare il personale medico, la campagna ha raccolto molte testimonianze.
La nostra è la campagna gemella di quella lanciata in Inghilterra, che ha ottenuto un’udienza parlamentare. Molti ginecologhi e ginecologhe hanno riconosciuto il problema e si impegnano a esercitare la pratica del consenso informato con più responsabilità.
Questa campagna sta raggiungendo in questi giorni le 50mila firme ed ha ottenuto attenzione sulla stampa in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre scorso.

Femminismi dedica questa iniziativa a Monia Andreani (1972-2018), filosofa e bioeticista, compagna di blog e di femminismo.

Partecipate, diffondete!
Chi desiderasse l’opuscolo in formato cartaceo e stampa ad alta definizione può scaricare il file HD,
è possibile anche partecipare alla colletta per la stampa per la nostra provincia, l’opuscolo sarà disponibile a Fano-Pesaro-Urbino entro febbraio.

miniguida alla isteroscopia senza dolore versione HD
miniguida alla isteroscopia senza dolore

 

 

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4 commenti su “– Isteroscopia: è pronto il pieghevole sul consenso informato!

  1. Roberto Liguori
    luglio 9, 2019

    CERTO CHE SARA’ DOLOROSA FINCHE’ INFORMERETE LE DONNE CHE L’ISTEROSCOPIO VIENE MANOVRATO E RUOTATO ALL’INTERNO DELL’UTERO ! STUDIATE BENE LA TECNICA ED EVITERETE DI RACCONTARE ASSURDITA’ ANCHE IL TEMPO 20 MINUTI: MA DOVE, MA QUANDO ?

  2. Admin
    luglio 10, 2019

    Signor Liguori, quanto descritto è il sunto dell’esperienza diretta di centinaia di donne che hanno fatto l’esame e, contrariamente alla maggioranza, hanno subito dolori insopportabili. Visto il tono polemico del suo intervento, che risulta quindi inutile ai fini di migliorare il nostro testo, non possiamo dire altro; il suo invito a “studiare la tecnica” non è pertinente in quanto le donne in questione la tecnica la hanno subita direttamente, e questa, come spiegato nel testo, varia di molto secondo luoghi e tempi. Ciò non significa quindi, come potrà leggere, che l’isteroscopia sia presentata come esame sempre difficile, solo in alcuni casi lo è. L’opuscolo serve proprio ad evitare alcuni casi, ed è molto chiaro in merito. Grazie.

  3. Roberto Liguori
    luglio 10, 2019

    INTANTO SONO UN GINECOLOGO. NESSUNA VIS POLEMICA, COLO NON FATE TERRORISMO !

  4. Admin
    luglio 10, 2019

    Gentile dott. Liguori, dire che il testo fa terrorismo è grave. Il testo riassume semplicemente l’esperienza di centinaia di donne. Potrebbe essere utile per lei leggere il dossier pubblicato online in UK. Concordiamo con lei che MAI l’esame in questione debba essere presentato come da evitarsi! infatti il nostro è un intervento atto a permettere a pazienti e personale medico un rapporto più chiaro e rispettoso delle possibilità di evitare in alcuni casi dolori atroci. Anche questa è esperienza femminista sul campo. Ci permetta di dire che capiamo anche la sua reazione emotiva di fronte ad attacchi contro dispositivi medici, irrazionali e tesi a creare scandalo, accaduti di recente. Non crediamo proprio che sia il nostro caso. Buon lavoro!

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