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un osservatorio sulla libertà femminile

– Un nuovo caso di “raptus premeditato” per il Resto del Carlino

Dopo aver titolato sulle civette il RAPTUS del tentato omicidio, oggi il Resto del Carlino di Pesaro cerca di evitare questa definizione del tentato femminicidio ma si inoltra in ingarbugliate descrizioni della mentalità e del movente dell’imputato, dopo aver citato il suo avvocato:
“Ho chiesto a Matteo di non avere nessuna esitazione nel raccontare al giudice tutto quello che ha fatto in quel pomeriggio di follia. Ha aggredito in maniera violenta Elisa Furlani, mettendo in conto l’omicidio della ragazza sotto gli occhi della figlia che lo implorava di non farle del male, per nessun motivo. I due erano separati da 4 o 5 anni, non si sono più visti né sentiti per almeno 3 anni, ognuno aveva imboccato la sua strada. Dunque, Matteo non aveva nulla da pretendere da nessuno ma l’aver avuto in buona fede delle confidenze della ragazza per quanto riguardava un suo interesse sentimentale risalente a due o tre anni fa, lo ha trasformato in un uomo pericoloso e irresponsabile. Questo perché nella sua mente già provata da turbe e ansie per le quali era seguito da tempo da una psichiatra, tanto da prendere giornalmente 3 farmaci, è scattato un istinto di violenza come per difendere un’idea di famiglia che aveva solo lui, e che non è stato capace di incanalare e reprimere.”
Come sempre, sono le ipotesi sulla mentalità dell’uomo violento a tenere banco, si cerca di trovare un movente di carattere “sociale” (l’idea di famiglia) e addirittura si fa il conto di cosa avesse “da pretendere” dalla sua ex. Il fatto cioè che non vi fossero contenziosi tra i due pare il  motivo per cui l’uomo viene visto come privo di ragioni-moventi alla base del suo gesto. Il movente della gelosia “retroattiva” sembra quindi un tappo per chiudere il quadro “clinico” e fornire al violento l’alibi del disagio mentale (i 3 farmaci…) per non stare troppo in galera ma venire a tutti gli effetti consegnato al limbo di tanti fidanzati e mariti violenti a piede libero grazie alla definizione …momentanea follia.
Già molte volte abbiamo sottolineato come quando si tratta di femminicidio il Resto del Carlino usi sempre una estrema attenzione verso l’attentatore, tranne in casi in cui l’opinione pubblica stessa non costringa la cronaca a parlare diversamente e cercare meno giustificazioni. (il nostro Codice Etico? lettera morta per il Resto del Carlino…ma forse ricorderete che hanno promesso di incontrarci prima o poi, per parlarne!)
Comunque, vogliamo suggerire a tutti i  giornalisti teorici del “raptus” di aiutare le donne, se di raptus si tratta…e potrebbe quindi reiterarsi in caso di a) fine dell’assunzione di sedativi b) confidenze da parte di ex fidanzate c) visione di troppi film di guerra… vorremmo suggerire dicevamo di pubblicare periodicamente un elenco di nomi e cognomi di maschi affetto da raptus passeggeri, un elenco come quello bancario dei cattivi pagatori. Visto che non si tratta di un problema culturale, ma di salute mentale (?) e ricorrenti follie…almeno le donne eterosessuali potranno se vorranno evitare di impegnarsi a rischio “raptus”. Prossimamente ci aspettiamo anche articoli nei quali i truffatori seriali ed i bancarottieri siano presentati come mentalmente disagiati a causa di shock infantili.

Dada Knorr

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 26, 2019 da in articoli a firma, codice etico per la stampa, femminicidio, misoginia con tag , , , .
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