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-Marche: i predatori dei consultori perduti. A rischio laicità e adeguatezza dei servizi consultoriali.


Una votazione passata nel silenzio, quella della seduta assembleare del 21 ottobre scorso, durante la quale i consiglieri regionali, all’unanimità, hanno deciso il passaggio in IV Commissione della Proposta di legge n.30/2016 “Attività consultoriali: convenzione con soggetti privati e associazioni di volontariato”, promossa dai consiglieri Luca Marconi (Popolari-Unione di centro) e Rapa (Uniti per le Marche)[1].
Tra queste due proposte di legge regionale, un vuoto di informazione e di analisi della situazione critica dell’attività dei consultori pubblici[2] anche nella nostra regione. Lo studio nazionale del 2008 rilevava 71 consultori pubblici nella nostra Regione ma nessun dato richiesto era stato consegnato. Di recente è stata segnalata la carenza di personale essenziale nei Distretti sanitari pubblici (psicologi, assistenti sociali).[3]
La proposta Marconi/Rapa se approvata potrebbe finanziare l’attività dell’associazionismo familiare a matrice “confessionale”, fatto che, vista la recente attività di demolizione palese di diritti acquisiti, rispetto ad esempio all’ affido familiare (vedi il disegno di Legge nazionale detto “Pillon” per l’affido paritario dei minori anche in caso di partner maltrattanti), cosa che non depone a favore di una ‘sussidiarietà’ che garantisca laicità nei servizi.
Non è un caso che il primo firmatario sia il consigliere Marconi, primo firmatario anche della Mozione n. 540/2019 nella quale, lamentando l’incidenza a suo dire eccessiva delle interruzioni volontarie di gravidanza, auspica l’ adottabilità del concepito: mozione che va ben al di là della razionale richiesta di applicazione della Legge 194/1978 per dare sostegno economico e sociale alle donne che intendono portare avanti la gravidanza… ma che ribadisce l’interesse a “evitare l’IVG in considerazione dell’immediato inserimento del nascituro in una famiglia adottiva”, chiedendo quindi una maggiore intromissione nel delicato meccanismo di rispetto della volontà femminile di decidere in prima persona della sua gravidanza.[4] Notiamo come nella proposta di legge Marconi/Rapa si citino il testo di legge istituente i consultori (Legge 405/1975) e gli altri testi inerenti le attività consultoriali dando rilievo ad alcuni termini:  se questa infatti prescriveva che “i consultori possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici e privati che abbiano finalità sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro quali presidi di gestione diretta o convenzionata dalle unità sanitarie locali”, la proposta descrive come primo soggetto destinatario delle convenzioni “l’associazionismo familiare” (art.2, 1, c).
E’ evidente l’interesse ideologico alla sovvenzione pubblica dei consultori familiari, in uno scenario politico che vede vari soggetti mordere il freno per cancellare anche legislativamente (oltre che con l’obiezione di coscienza) il diritto delle donne a praticare la IVG, e si fanno spesso protagonisti di cordate, nazionali ed europee, per far tornare le donne sotto tutela per quanto riguarda la gestione della propria gravidanza ( si veda ad esempio la recente proposta Gasparri di concedere personalità giuridica prima del momento della nascita).
Al di là della facciata flebilmente garantista che questi personaggi (ovviamente tutti uomini) espongono citando la Legge 194  (“Art- 1- Attività consultoriali”)  infatti per quel che riguarda la “somministrazione dei mezzi necessari per consentire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile…”, questa proposta di legge non rappresenta le esigenze di laicità, universalità, e tantomeno le esigenze sociali di ripresa dei servizi consultoriali, di fronte alla sempre più improbabile funzione di counselor familiari dei medici di medicina generale (sui media di recente l’allarme per la carenza) ma anche rispetto ai temi critici e alle nuove evidenze sociali, riguardanti la prevenzione e l’informazione sanitaria su:
contraccezione per gli/le adolescenti, prevenzione del bullismo, prevenzione dell’ omofobia, prevenzione dei tumori femminili, gestione delle problematiche interculturali e di quelle legate alla povertà …punti dei quali ovviamente non si fa menzione, limitandosi a giocare al ribasso su un testo di Legge di oltre 40 anni fa.

Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino, novembre 2019.

 

[1] Oltre a questa Pdl, è in IV Commissione anche la Pdl n.316/19 del consigliere Volpini (PD) “Disciplina dei consultori familiari”, presentata il 29 ottobre 2019.
Leggi testo Pdl: consultori_pdl30_10

[2] Vedi anche: legge regionale 15/1976

[3] Vedi: Franco Pesaresi blog

[4] Marconi è stato anche Senatore nella XV Legislatura ed ha cofirmato tra gli altri il Disegno di legge Buttiglione che prevede il divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali.

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