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– La guerra del patriarca: Séverine Gambier e Madmeg

SÉVERINE GAMBIER, MADMEG – DELL’ORNAMENTO

Prima mostra italiana per l’artista francese Séverine Gambier (Parigi 1956), con una selezione di opere tra la sua ultima produzione, che dalla fine degli anni novanta del secolo scorso è caratterizzata dagli splendidi mosaici su tavola realizzati utilizzando porcellane e maioliche antiche, prima frantumate e poi ricomposte su un nuovo disegno complessivo e conflittuale che traina quell’iconografia popolare di produzione anonima nella ricerca d’autore, potremmo dire in forza di ragione, imprimendola nel racconto psicologico quindi di realtà, “il mosaico mi si impose poco a poco, come un medium ovvio e provvidenziale. Come evocare al meglio i lividi della storia e le cicatrici della propria vita?”, e sospingendola ad un rigoglioso moltiplicarsi luminoso fiorito nelle fratture della superficie e per le tensioni subite dagli smalti quindi provocando una Luce, che non scivola più nelle asperità che domandano di trattenersi per provarsi appropriate. Quel decoro di un secolo diventa ornamento senza tempo.In stretto dialogo, è l’opera di grande dimensione eseguita magistralmente ad inchiostro di china dall’altra artista in mostra sempre attiva a Parigi, non altrettanto esordiente in Italia per le sue precedenti esperienze di mostre circolate tra Fano, Rimini, Bologna e Modena dove in quest’ultima città emiliana la mostra avrà un proseguo, perché proprio in confronto al tema del mosaico e al suo stile è pensata la partecipazione di Madmeg (Lione 1976) che così annota nel farsi del progetto: “ho ripensato a quest’immagine nell’opera di Séverine, della guerra del 1914, che distrusse l’Europa, come una devastazione delle sue delicate stoviglie decorate del XIX secolo. Sto pensando di disegnare un patriarca sulla guerra del 1914, qualcosa su questi milioni di uomini sacrificati. Ho pensato ad un patriarca vestito da soldato francese del 1914, in posa davanti ad un grande comò in legno scuro in stile ottocento. Il comò sarà arredato con piatti che riprendono i formati e le immagini di Séverine.” Il tempo è ritrovato, nel corpo sedimentario di questo disegno che è la sua parte concettuale, la prima distinzione rispetto al contenuto, per distinguerlo come terzo, alla Luce e alla materia del colore inadeguato. Ma l’impressione immediata sulle due artiste è la più valida, avvicinandosi all’una si ricorda l’altra e viceversa, come l’una allontana l’altra e inversamente, e così si può dire l’inadeguatezza, la realtà e la ragione cambiarsi in amore, in metafisica e in essere propri.


Oltre la distinzione di realtà e ragione bisogna porre una terza distinzione, che io definisco di
“inadeguazione” (Pico della Mirandola)

dal 22 luglio al 30 settembre 2021
apertura giovedì 22 luglio ore 11-13 e 17-20
da martedì a sabato ore 11-13 e 17-20


Gasparelli / Arte contemporanea
via Arco d’Augusto 74 Fano PU


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Questa voce è stata pubblicata il agosto 10, 2021 da in arte, articoli a firma, comunicazione, iniziative fano con tag , , , .
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