femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– Femminicidio e pratica

Come mettersi in gioco contro il femminicidio in Italia?

Berenice Abbot, 1929

Continuano le aggressioni e gli omicidi, le violenze: i femminicidi. Eppure abbiamo trasmissioni tv (con titoli parodossali come “amore” criminale, che una petizione non è riuscita a far cambiare), “codici rossi” già molto criticati per gli ospedali, proposte di “educazione sentimentale” (Goethe? Monty Pithon?) agli studenti con ovvio contorno di idrovore già in attesa di accreditarsi come soggetti finanziabili, …e finanziamenti sempre a corto per i centri antiviolenza.
Ma nella pratica, che succede?
Tra proposte di “braccialetti elettronici per i mariti ed i fidanzati aggressivi”, di “elencare i nomi degli omicidi e dei violentatori così che una volta fatti i pochi anni di galera siano tallonati”, la realtà è quella di territori desolati nei quali i drammi privati non diventano mai politici se non il 25 novembre e l’8 marzo… con estremo dispendio di conferenze, manifestazioni, straccetti rossi o fucsia, scarpette rosse, ballio, vestiti rossi…

Proviamo a fare un censimento autogestito:

sul vostro territorio, ogni 50mila abitanti, quanto di queste realtà esistono?

-centri antiviolenza finanziati con soldi pubblici

-centri antiviolenza finanziati sia dal pubblico che da associazionismo

-gruppi di auto mutuo aiuto per donne in difficoltà (relazioni tossiche, stalking, solitudine…)

-case rifugio per donne

-centro comunitari di sostegno Lgbt (sì, perché anche le persone Lgbt subiscono violenza)

-consultori pubblici che funzionino (e che quindi non abbiano una psicologa per 2000 appuntamenti)

-consultori autogestiti laici

-iniziative culturali (teatro, lettura, ecc.) femministe permanenti su e contro il sessismo (magari anche nelle scuole)

-corsi di autodifesa riservati alle donne finanziati con soldi pubblici

-progetti di co-housing o rete di donne per mutuo aiuto, interculturale

-monitoraggio dei mass media locali su comunicazione sessista (questo blog lo fa ed ha anche scritto un Codice Etico sollecitando i/le giornaliste locali)

diamoci da fare…assieme

Femminismi blog

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