femminismi.it

un osservatorio sulla libertà femminile

– Giro d’Italia la pubblicità sessista: la nostra replica a Santorelli

Memoria corta o coda di paglia?

 Assessore Santorelli, a Lei che si è rivolto a noi dell’Associazione Femminismi con parole di assoluto spregio, a lei che dovrebbe rappresentare l’Istituzione Pubblica che garantisce il rispetto della vita comune nella città di Fano, con cortesia rispondiamo così:

 1) La nostra protesta si inserisce in un percorso critico sul rispetto delle donne nella città che ha avuto un momento centrale nel luglio del 2011 dopo i fatti della Notte Bianca (modello mercantilistico della cultura con alcool a fiumi e culminato con uno stupro di gruppo). Abbiamo organizzato le assemblee cittadine di donne e uomini per lavorare sui modelli culturali maschili e femminili, anche in forte contraddizione con la visione acritica da “bulli/gladiatori” e “pupe”, proposta a Fano. Ma Lei, Assessore non ci ha mai degnato di un briciolo di attenzione, eppure dietro tante scelte culturali discutibili c’era anche Lei. Da quel momento terribile per la nostra città abbiamo chiesto e proposto di cambiare rotta, sostenute da tante persone che non sopportano più il continuo proliferare di immagini, palcoscenici e dichiarazioni in cui le donne sono considerate solo merce e contorno. Eppure lei in conferenza stampa si chiede “chi siamo”, fa capire che per Lei non rappresentiamo nessuno … questo vuole dire che la sua memoria è corta.

2) La pubblicità “donna in rosa” – cosa contestiamo a questo intervento privato? Se lei avesse letto il nostro comunicato avrebbe capito – forse – che il punto è il continuo riferimento alla donna solo come un oggetto da mostrare, un oggetto che abbellisce a uso e consumo di una visione maschile del messaggio pubblicitario e maschilista della donna – la nostra critica non ha mai nominato come lei afferma la parola “scandalo” né tantomeno è bigotta, bensì pienamente in linea con il nostro lavoro di sensibilizzazione, che oggi in Italia è un obiettivo culturale diffuso.

3) Ma la nostra protesta è stata soprattutto indirizzata al fatto che – nonostante i tanti soldi investiti dal Comune per il Giro d’Italia – non c’era neppure uno striscione o un manifesto cittadino di accoglienza ai ciclisti, l’unica riconoscibile presenza era la “donna in rosa” con su scritto “FANO SALUTA IL GIRO” ci chiediamo: ma quale Fano? Ma chi rappresenta questa immagine e questo tipo di comunicazione? Lei si chiede chi rappresentiamo noi, le rispondiamo che noi non abbiamo mai parlato a nome di “Fano”, chi lo fa da privato, con quali diritti lo fa? E soprattutto perché lei pubblicamente lo giustifica e lo appoggia? Non è che questo messaggio sessista le piace?

 Abbiamo assistito durante la premiazione al saluto del vincitore della tappa ad una bambina, questo ci ha regalato un’immagine delicata e gentile: forse che il mondo dello sport recepisce meglio di lei e della Giunta fanese che il rispetto di tutte le donne, di quello che pensano e vogliono è un dovere di tutti gli uomini e quindi di tutti i cittadini?

Visto che noi la faccia ce la mettiamo sempre, e ieri eravamo in mezzo alla gente a dire le nostre ragioni e abbiamo avuto – ancora una volta – tanti cenni di riconoscimento, una nostra delegazione firma con nome e cognome anche questo comunicato:

Monia Andreani, docente di Diritti Umani

Francesca Palazzi Arduini, pubblicitaria

Cristiana Nasoni, geologa

Laura Monteverde, operatrice sanitaria

Claudia Romeo, farmacista

Per Femminismi, donne di Fano, Pesaro, Urbino, 11 maggio 2012

 (POTETE ADERIRE COMMENTANDO QUESTO POST).

Il testo del nostro precedente Appello:

Al Sindaco del Comune di Fano e, per conoscenza, alla stampa locale

Oggetto: richiesta di rimozione del cartello pubblicitario sito in viale Gramsci

  Egregio signor Sindaco, da qualche giorno campeggia in Viale Gramsci, luogo in cui si collocherà il Traguardo del 95esimo Giro d’Italia, un cartello di grandi dimensioni riguardante una operazione pubblicitaria di un esercente, operazione alla quale è stato dato un certo rilievo mediatico nazionale, negativo per la città, giorni fa.
Si tratta infatti di una modella in sella ad una bici da corsa, sulla quale una operazione di “body painting” ha dipinto la maglia rosa. E’ evidente il tono sessista della operazione pubblicitaria: il Giro è una gara esclusivamente maschile, ed usare l’espediente delle nudità della ragazza è il solito modo di attrarre l’attenzione del maschio italiano medio, secondo una tecnica pubblicitaria che mette le donne nel ruolo di finte protagoniste ma in realtà di meri oggetti di consumo.

C’è chi può considerare ancora accettabile questo tipo di messaggio pubblicitario, e se si trattasse di una semplice scelta privata, vista la libertà di espressione che è tutelata dalla legge, ci si limiterebbe allo strumento critico. Peccato però che sul cartellone pubblicitario campeggi la scritta “Fano saluta il Giro”. Per questo, poiché non ci sentiamo rappresentate da questo slogan, e poiché crediamo che una buona parte dei fanesi e delle fanesi non possano acconsentire ad essere rappresentati da una pubblicità sessista, Le chiediamo di agire affinché si rimuova l’affiche la cui stessa presenza mima un assenso generalizzato e istituzionale che non può essere condiviso.  Le chiediamo che ciò sia fatto immediatamente.
Augurandoci che la città, anche in sede istituzionale, voglia porsi all’avanguardia in un uso responsabile e più moderno della comunicazione pubblicitaria, abbandonando lo sfruttamento a mero scopo di attrattiva erotica per il maschio eterosessuale del corpo delle donne e sostenendo invece la libertà di essere di noi donne nella nostra completezza e autonomia espressiva, porgiamo

Distinti saluti

Femminismi, donne di Fano, Pesaro, Urbino

https://femminismi.wordpress.com

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22 commenti su “– Giro d’Italia la pubblicità sessista: la nostra replica a Santorelli

  1. 'Valentina Mattioli'
    maggio 11, 2012

    Aderisco e sottoscrivo tutto.

  2. Fedora Ruffini
    maggio 11, 2012

    Fedora Ruffini, insegnante

  3. Simona Ricci
    maggio 11, 2012

    Simona Ricci – sindacalista

  4. lucia
    maggio 11, 2012

    aderisco e firmo lucia magrini, insegnante di religione

  5. claudia
    maggio 11, 2012

    sdegnata…..questi politici non mi rappresentano

  6. Samuele
    maggio 11, 2012

    Aderisco e sottoscrivo.

  7. michela
    maggio 11, 2012

    aderisco con forza!

  8. alessandra
    maggio 12, 2012

    Non faccio parte di femminismi ma condivido l’indignazione: dobbiamo cominciare a rappresentare la donna in quanto donna, rifuggendo qualsiasi forma di stereotipo (che poi alla fine sono due… o l’oggetto sessuale -l’Eva tentatrice- o l’angelo del focolare…). E direi “basta” con questa messa al rogo delle “femministe” che sono bigotte quando parlano di stereotipi, immagini e comunicazione femminile e diventano terroriste dell’ordine costituito, dei “valori” condivisi, quando trattano temi come l’aborto, la contraccezione e l’autodeterminazione delle donne. Sono sicura che l’assessore sia molto impegnato (del resto l’estate “fanés” sta per iniziare con un ricco programma culturale, tra un giro di biga, una cocomerata e miss qualunque cosa) però fermarsi a riflettere, guardarsi intorno, leggersi qualche quotidiano per capire dove siamo e dove stiamo andando… credo che eviterebbe al signor assessore uscite più in linea con il suo ruolo politico, sociale, culturale e umano…
    alessandra carnaroli, donna

  9. Giovanna Giardini
    maggio 12, 2012

    Condivido pienamente l’iniziativa di Femminismi, ho denunciato il fatto ad un’associazione che si occupa della difesa delle donne perché la violenza nasce dall’atteggiamento sessista che relega la figura femminile alla stregua di un contorno…di un oggetto, di una patatina! È preoccupante che le motivazioni di Femminismi non siano state capite da chi ricopre incarichi istituzionali, il fatto poi che siano state liquidate come moralismi di femmine racchie e frustrate ci dimostra che è ora di dimostrare la nostra forza sotto ogni profilo, quello politico in primis
    Giovanna Giardini
    Imprenditrice

  10. Rosetta Facciolini
    maggio 12, 2012

    Sottoscrivo

  11. Antonello Moro
    maggio 12, 2012

    Condivido pienamente, ma penso che bisogna prendersela con chi li crea gli stereotipi, non con chi si limita pedissequamente ad applicarli. Altrimenti gli stereotipi non verranno mai cancellati. MI riferisco ovviamente alla tv generalista nazionale, rai e mediaset alla stessa stregua.

  12. lia68
    maggio 13, 2012

    Lia Didero, geologa

  13. Serena
    maggio 14, 2012

    sottoscrivo, assolutamente!!
    Serena Caldarone, studentessa
    sono felice di avervi scoperte, contninuate così, avete l’appoggio di tante persone!!

  14. giulia
    maggio 14, 2012

    Giulia Verganti, studentessa

  15. G-chan
    maggio 14, 2012

    Bati M.Giulia. mi sento oblligata moralmente a sottoscrivere

  16. Francesca Ciccu - Studentessa
    maggio 15, 2012

    Francesca Ciccu – Studentessa

  17. Paola
    maggio 15, 2012

    Condivido pienamente
    Paola Pes – assistente sociale

  18. Giulia
    maggio 15, 2012

    Giulia Manca

  19. Ilaria
    maggio 16, 2012

    Condivido!!

  20. Sara
    maggio 20, 2012

    Il sessismo squalifica anche lo sport!

  21. Federico
    agosto 26, 2014

    Secondo me è così: nella pubblicità la donna non è l’oggetto, bensì colei che veicola l’attenzione sull’oggetto.
    In un’ottica femminista la donna è l’oggetto perché l’attenzione è veicolata dall’ottica femminista sulla donna.
    Ora, nel primo caso la donna non è strumento, giacché lo strumento è la pubblicità: la donna è così l’utilizzatrice diretta dello strumento, ovvero l’operaia della catena di montaggio nella fase della pubblicizzazione.
    Nel secondo caso la donna è oggetto di speculazione, anche se non è ancora o non sarà mai da intendersi come merce.

  22. Pingback: Anche il giro d’Italia è vittima di immagini sessiste! – L'ingegnera atipica

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