Riportiamo la cronaca di quello che la direzione sanitaria ha definito “evento raro e imprevedibile“. Le sottolineature in grassetto sono nostre e non necessitano di ulteriori commenti …ma di altro.

Pochi giorni fa, il 6 agosto, così il presidente della Regione si era espresso sul reparto fanese di ostetricia: “Tecnologia, professionalità, umanità: un percorso clinico che il Santa Croce di Fano ha avviato, in attesa di confluire tutta l’attività nella nuova struttura Ospedaliera di Marche Nord. Oggi sono stati inaugurati il nuovo reparto di Ostetricia e la nuova Senologia, trasformata in una Unità operativa complessa”
“Ceriscioli ha ribadito che “si continua a investire, anche sapendo di dover andare in una nuova struttura, perché dobbiamo sempre offrire ai cittadini la massima sicurezza: arriveremo forti e con buoni servizi nella nuova casa che sarà l’Ospedale unico Marche Nord”.
Il 10 agosto:
“Tragedia l’altra notte all’ospedale Santa Croce di Fano. A perdere la vita è stata Carmen Zazzaro, 24 anni di Mondavio. La donna era incinta di un bimbo di 9 mesi che avrebbe dovuto partorire entro pochi giorni.
La direzione sanitaria degli Ospedali Riuniti Marche Nord ha istituito una commissione interna d’inchiesta per analizzare dettagliatamente l’accaduto e “fornire – recita una nota della direzione sanitaria – tutte le risposte alle inevitabili domande che un evento così raro ed imprevedibile possono porre”. Il decesso è stato constatato ieri notte alle ore 3.00 dopo che per 75 minuti continuativi erano state poste in atto manovre rianimatorie.

“La paziente, gravida alla 39 settimana – aggiunge l’azienda ospedaliera – si era presentata spontaneamente il 9 agosto in mattinata presso la UOC di Ostetricia del Presidio di Fano per programmare l’espletamento del parto. La signora, la cui gravidanza è stata fino ad allora seguita interamente a Senigallia, è stata prontamente presa in carico dai medici di guardia che hanno eseguito le indagini diagnostiche di routine ed immediatamente hanno posto diagnosi di morte endouterina fetale (MEF). La paziente ha riferito in seguito ai clinici che da circa due giorni non avvertiva più alcun movimento fetale“.

“I clinici in applicazioni alle linee guida internazionali esistenti e viste le condizioni della paziente ed i dati delle indagini eseguite, hanno iniziato l’induzione del parto per l’espulsione del feto non vitale.

La signora è stata ricoverata in sala travaglio e parto, dove è stata costantemente monitorata con la rilevazione dei parametri vitali e sull’andamento del processo. Tutto è proceduto in maniera fisiologica fino alle ore 1,45 quando, in presenza dell’anestesista di turno intervenuto perché la paziente lamentava un aumento dei dolori da travaglio, la signora ha improvvisamente perso conoscenza. Lo specialista, insieme al personale già presente (medico di guardia, ostetrica) ha provveduto immediatamente a praticare le necessarie manovre rianimatorie. La paziente è stata intubata ed è intervenuto lo specialista cardiologo, che ha constatato l’asistolia. Le manovre rianimatorie come detto in premessa sono continuate per circa 75 minuti senza esito positivo”.

 

 

suora

Le mie mani come cattedrali
tra il punto, la nervatura
l’abside della carne,
ecclesia mater nascosta
nel sacro monte
all’interno dei nodi delle dita
la curva del bisogno
nella linea lunga magra dei fianchi
inni di grazia inespressa,
spazi di preghiera presente
nel modo in cui l’indice
preme contro
il battistero della pieve
Navate laterali
affiancano la mia, centrale
e nel tratto di carne
sopra le spalle un bacio
trasparente
celebra la Messa
dell’essere sole.
Ogni respiro è campana
sei tesa come un arco
nei sospiri a volta
mentre vago nella cava d’avorio
– di desidèri immenso duomo –
e infine il getto del sacro
e del sublime:
splendenti gli occhi di luce
di nuovo coperchi a tenuta,
le labbra strette
in liturgie misteriose
disegnate in serpentine
giocose nel sìbilo
del mio morso.

“Cattedrali” di Valentina Mattioli è la poesia scelta per questo spazio estivo, poiché agli “angoli” della poesia preferiamo gli ampi spazi iconoclasti, e ci piace questa poesia erotica lesbica che gioca coi moti orali, con le simbologie sacre, con la voglia dissacrante in questi tempi di patriarcato omicida, che purtroppo non sembrano volatili e passeggeri come la nuvola nera sulla luna piena.

Ravensbrück OT von Fürstenberg in Brandenburg, ehemaliges Konzentrationslager für vornehmlich Frauen am Schwedtsee, Mahn- und Gedenkstätte Ravensbrück Ravensbrück OT from Fürstenberg in Brandenburg former Concentration camps for primarily Women at Schwedtsee Mahn and Memorial Ravensbrück

Die italienische feministische Gruppe “Femminismi” unterstützt die Initiative für die Aufstellung eines Gedenksteins für die lesbische Frauen, die im Konzentrationslager Ravensbrück eingeschlossen wurden.
Femminismi, Italien (Pesaro e Urbino).

Appello inoltrato dalle Donne in nero:
dalle compagne tedesche che da anni si occupano di ricostruire le storie dei campi di Ravensbrűck e del semi sconosciuto campo di Uckermarck. Da qualche anno è partita una campagna per ricordare le lesbiche che, come sappiamo, sono scomparse dalla storia delle persecuzioni, oltre che dalla storia in generale.

Le firme devono essere raccolte entro il 6 giugno 2016 e comunque non oltre il 10 giugno.

Per favore sostenete il memoriale in ricordo delle donne e ragazze lesbiche perseguitate e uccise nel campo di concentramento di Ravensbrück.
Care amiche e sostenitrici
Dagli anni 80 sono state organizzate varie iniziative da gruppi e organizzazioni di lesbiche, da storiche femministe, da archivi femministi e da attiviste per creare un luogo dove commemorare le donne lesbiche che furono perseguitate e uccise nel campo di Ravensbrück.
Per tre anni consecutivi noi – un gruppo di donne femministe e lesbiche tedesche e austriache – abbiamo organizzato dibattiti e incontri sul tema della persecuzione delle lesbiche durante il periodo nazista.
Per il 70esimo anniversario della liberazione  del campo abbiamo installato una lapide in loro ricordo.
Ora abbiamo deciso di fare una richiesta ufficiale perché la sfera commemorativa possa essere installata definitivamente.
Per favore sosteneteci in questa richiesta 
Abbiamo bisogno di dimostrare di avere il sostegno di molte persone e organizzazioni.
Il 19 maggio 2016 il Comitato Internazionale di Ravensbrück (IRK) durante l’incontro annuale a Vienna ha deciso di appoggiarci.
Se siete anche voi interessate a sostenere questa iniziativa, inviate una mail al seguente indirizzo indicando il nome del gruppo oppure il vostro nome e la vostra attività o professione:

Scrivete a:  Gedenkkugel@gmx.de

Wiebke Haß, Hamburg
Susanne  Kuntz, Hamburg
Lisa Steininger, Wien
Irmes Schwager, Kassel

 

angry_bab
In questi giorni abbiamo letto che “Nonostante le difficoltà economiche dovute ai minori trasferimenti da parte del governo centrale e di quello regionale, i Servizi Educativi sono riusciti ugualmente a garantire i centri estivi per i bambini dai 2 ai 6 anni.” “ In totale sono a disposizione 80 posti che verranno assegnati in base alla ricezione delle domande di iscrizione che si potranno presentare dal 16 maggio al 31 maggio. Ci sono 80 posti a disposizione perché è quella la richiesta che è stata avanzata in questi anni”. Per questo pubblichiamo una riflessione di una lavoratrice (e mamma).

In merito a questi eventi è necessario sottolineare che questo servizio andrà in appalto e dunque si ipotizza anche una perdita di posti di lavoro per le insegnanti, le cuoche il personale cioè donne che vivono nella nostra città, si prevedono solo dei posti per bambini dell’infanzia e che facilmente saranno affidati in numero elevato a poche insegnanti che pur di lavorare dovranno accettare condizioni di superlavoro come ormai si vede nel mondo della Scuola.
Il problema enorme si pone poi per tutti i bambini e le bambine della scuola del Nido …i Nidi estivi non apriranno e la struttura di uno dei Nidi più grandi di Fano sarà in ristrutturazione con una previsione di riapertura a settembre a Scuola già iniziata. Pertanto come e dove saranno inseriti i piccoli, quanti inserimenti dovranno fare a settembre cioè in quali scuole? Sempre poi che la struttura riapra anche se in ritardo.
Quanto al conteggio delle necessità: in realtà il numero dei lattanti e dei piccoli è elevato e le famiglie si trovano senza servizi e invitate a rivolgersi ai nidi privati. In questo caso il Nido diventerà un servizio troppo oneroso per molte famiglie o donne sole.
Ci chiediamo come mai in un momento di crisi non si guardino le urgenze e non si pensi di destinare le risorse economiche a queste, alcune iniziative bellissime e degne di essere fatte dovrebbero stare in un contesto in cui avrebbero senso, non in un contesto che nega la validità ideale delle stesse iniziative, parlo di Fano Città dei bambini. Ci sono poi i milioni di euro regionali destinati a ristruttura immobili con progetti da “Archistar” o del denaro speso per accogliere una Ministra con il sigillo dei tombini… mentre le donne lavoratrici a Fano si troveranno a dover far fronte a una estate di disagio e grossa preoccupazione.
Si possono fare scelte oneste e chiare ed essere meno compiacenti con le scelte di facciata della Regione, e motivare il perché…se i soldi non ci sono si Gridi vergogna a chi non li destina perché il Comune ha il dovere di tutelare le necessità primarie.
Queste scelte seguono un andamento italiano di ritorno a schemi vecchi,  a favore di un ritorno delle donne al lavoro non pagato della cura familiare…nelle crisi perdiamo per prime il lavoro, e senza i servizi non sono le famiglie a subire pressioni, sono le donne che inizieranno a dover scegliere di stare a casa perché la famiglia non avrà soldi per garantirsi ciò che serve a permettere che la donna continui a lavorare.
L’apertura di spazi per allattare o cambiare i pannolini pare perciò una scelta che già prevede tante mammine a passeggio le quali, felici di aver lasciato il lavoro o di non pensare nemmeno a cercarlo, potranno sentirsi donne fortunate perché possono così cambiare un pannolino, magari anche biologico, ai loro bambini e bambine . Una gioia davvero, quella di vedere famiglie felici di far correre per qualche ora i figli e le figlie in spazi deputati al passaggio delle auto… ma la domanda è :una Città che sarà privata di servizi che realmente dimostrano l’attenzione all’infanzia forse doveva protestare e rifiutarsi di trascorrere ore gioiose all’insegna del ‘meglio di niente’.?… meglio di niente c’è una gestione responsabile e attenta alle priorità.

 

pariswas_pesaro_web
Paris was a woman
, un documentario sulle artiste lesbiche nella Parigi degli Anni Venti. Pesaro, sabato 21 maggio, ore 18, presso la Libreria Il Catalogo in via Castelfidardo 60.
Paris was a woman, un documentario su artiste e intellettuali vissute a Parigi, sulla Rive Gauche tra gli anni Venti e il la Seconda Guerra Mondiale. E’ incredibile scoprire le tante donne lesbiche e non che hanno popolato Parigi e creato arte e cultura in quel periodo, in cui vivere a Parigi non era costoso e in cui la città non censurava stili di vita anticonformisti. Chi ha visto il film di W. Allen, Midnight in Paris, scoprirà dettagli sulla vita di artiste solo accennate nel film, come la scrittrice Gertrude Stein, nota ai più per essere stata la prima collezionista di Picasso, in realtà genio letterario, mecenate e critica di pittori e scrittori tra i quali E. Hemingway. Stein  viveva assieme alla sua compagna Alice B. Toklas, così come Sylvia Beach, proprietaria della nota libreria Shakespeare and company, prima editrice dell’Ulisse di James Joyce, allora considerato uno scrittore troppo osé e oggi pietra miliare della letteratura del XX secolo. Adrienne Monnier, compagna della Beach, è stata la prima libraria a “prestare in lettura” i libri per favorire chi non poteva permettersi l’acquisto. Ma accanto a loro tante altre, la fotografa Gisele Freund, la scrittrice Djuna Barnes, la stessa Colette. Un universo di donne libere, spesso grazie a sacrifici economici e familiari, che hanno trasformato Parigi in un salotto culturale a cielo aperto, assieme a tutta la comunità di intellettuali che allora sperimentavano l’uscita da tante convenzioni e ricercavano dimensioni personali del tutto nuove: dal modernismo, al cubismo, a quello che sarà il surrealismo.
Negli stessi giorni della Giornata mondiale contro l’omofobia, che ricorre il 17 maggio, cosa c’è di meglio che ricordare che il rinnovamento culturale si basa proprio sui rapporti umani e sulla libertà di pensiero?
No all’omofobia, quindi, sì alla fantasia, alla solidarietà umana, e a quel modo di vivere l’arte come quotidianità e nella sostanza, così suggestivo nelle immagini d’epoca del documentario e così vero.
Paris was a woman ha una durata di 75 minuti, è in inglese con narrazione in italiano grazie alla traduzione della Associazione Donne di mondo di Civitanova Marche.

Femminismi, donne di Fano, Pesaro, Urbino

L’iniziativa è sponsorizzata da Agedo, associazione di genitori e amici di persone LGBT, sede di Pesaro tel.3772378920.

194_ancona_cgil

Ancona, 27 aprile, ore 16.30, CGIL organizza presso la Sala Convegni della FIGC, in via Schiavoni (zona Baraccola), convegno “Legge 194, la storia infinita. Per la salute, i diritti e contro le discriminazioni.” Riflessione sulla decisione del Comitato Europeo dei Diritti sociali presso il Consiglio d’Europa.

CartolinaFANO_Din

PESARO GIOVEDÌ 21 APRILE – teatro Sperimentale, La strada per Pesaro, UNA MATTINA MI SON SVEGLIATO 2015

ore 18.00: A 70 anni dal voto alle donne

ore 21.00: Lea e Sparta Trivella
a cura di Comune di Pesaro e Amat in collaborazione con ANPI, UDI, CIF, Università età libera

 

“Un’esperienza di resistenza delle donne pakistane, afgane”
Incontro a cura delle Donne in nero di Fano.

Interviene Cristina Cattafesta, CISDA (Coordinamento italiano sostegno donne afgane) Milano.
VENERDI’ 22 APRILE 2016, ore 20.45
FANO, Sala del Consiglio comunale.

Per la rassegna ANPI “Una mattina mi son svegliata…”

cineforum-urbino
“Dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, Donne senza uomini (2009) segna il debutto alla regia di Shirin Neshat, intensa e sensibile artista iraniana che ha scelto di vivere e lavorare in America. Il film presenta una costruzione circolare per cui tutto torna inevitabilmente allo stesso punto e nulla si modifica davvero. Il cerchio è creato dai vari segmenti narrativi: quattro donne, quattro storie di isolamento e di esclusione che si intrecciano attraverso gli spostamenti delle protagoniste, agitate tanto e inutilmente per ritornare nel buio da dove venivano. Munis, Faezeh, Fakhiri e Zarin si muovono in un cerchio limitato dagli uomini e la lunghezza del loro raggio d’azione è determinata dalla cultura iraniana.
Soffocate in una struttura chiusa, perfetta e senza vita dalla crudeltà dello sguardo maschile, le donne senza uomini di Shirin Neshat sono private di ogni diritto e non hanno diritto alla felicità. Niente speranza e niente abbandono, è impossibile lasciarsi andare per chi è costretto a essere sempre vigile, prudente e misurato.

Donne senza uomini è spasmodico nella ricerca formale che vorrebbe illustrare l’oppressione, renderla intollerabile, rimbalzarci contro e rialzarsi. ” (mymovies.it).
“Donne senza uomini”, della regista e videomaker iraniana Shirin Neshat, sarà a Urbino martedì 17 maggio al cinema Nuova Luce nell’ambito della rassegna Visioni Periferiche a cura dell’Anpi di Urbino. Il film, a ingresso libero, sarà proiettato alle 21.15.

 

matteucci_web

Rosa Matteucci a colloquio con Paola Guazzo, Lucia Tancredi, Monia Andreani, l’8 aprile 2016 a Pesaro, alle ore 18.30, libreria Il Catalogo, via Castelfidardo 60. Iniziativa grazie alla collaborazione tra Libreria, Femminismi e Biblioteca Casa delle donne.

Pesaro_IAP
L’amministrazione pesarese si è impegnata a garantire una affissione pubblicitaria (negli spazi comunali) non offensiva per le donne, specificando i casi in cui noi donne ci rompiamo le ovaie di manifesti pubblicitari pieni di riferimenti al sesso e al ruolo di donne oggetto (o meglio parti di donne…). Si tratta della possibilità per i cittadini e le cittadine di segnalare eventuali casi di pubblicità offensiva, attraverso la presa in carico del Comune della segnalazione allo IAP, l’istituto per l’autodisciplina pubblicitaria che già cerca di evitare la diffusione anche di pubblicità offensiva e razzista, e che di recente ha sancito una intesa proprio contro l’uso strumentale offensivo dell’immagine femminile (2011 e 2013).
E Fano? Speriamo vada a traino dell’amministrazione pesarese… stavolta per una buona causa. Ciò viste anche le reazioni negative (civica delusione ma anche parolacce;) suscitate dal manifesto dello scorso Carnevale  (pagato anche con soldi pubblici e affisso in spazi comunali in tutta la città…) sul quale le donne di Femminismi si sono già espresse ed hanno raccolto i pareri di tante donne, ricevendo invece il solito ‘benservito’ da chi decide (uomini of course).
In attesa di leggere le modifiche al Regolamento comunale delle affissioni, per ispirare consiglieri e consigliere fanesi pubblichiamo il materiale già redatto dal Comune di Bologna:
Mofifiche al regolamento pubbliche affissioni

darth-vader
Le Donne in nero di Fano
, da sempre impegnate a costruire una cultura di pace, sostengono la mobilitazione a carattere nazionale contro un imminente intervento militare in Libia, con l’Italia a fare da capofila.

Si sentono anche notizie di un probabile invio di truppe ed armi in Iraq, a controllare la diga di Mosul e proteggere la ditta che ha avuto l’appalto per la manutenzione.

Dalla Sardegna partono continuamente tonnellate di bombe per rifornire l’Arabia Saudita, che sta bombardando lo Yemen, con migliaia di vittime civili, in evidente violazione della legge 185/1990, che vieta la vendita di armi a paesi in guerra.

Rete Disarmo ha presentato per questo un esposto alla Magistratura

(vedi http://www.disarmo.org/rete/a/42663.html )

Immemori o noncuranti del fallimento di tutte le imprese militari degli ultimi decenni, i responsabili della politica estera e militare del nostro paese continuano a mettere in cantiere nuove guerre, a spendere miliardi in armamenti, a rifornire indirettamente di armi quel terrorismo che dicono di voler combattere.

Mentre aumenta nel mondo il numero dei disperati in fuga da guerre e regimi disumani, il nostro governo intrattiene rapporti di collaborazione economica e sovente anche militare con governi autoritari e responsabili di gravi violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani, come Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Israele …

Le ragioni di chi ripudia la guerra e cerca la faticosa strada della mediazione e dell’azione nonviolenta sono quanto mai inascoltate, sovente derise. Ma non vogliamo né possiamo rassegnarci.

Ci associamo perciò all’appello lanciato da Alex Zanotelli al movimento per la pace il 29 gennaio e chiediamo a tutti e tutte coloro che ripudiano la guerra di mettersi idealmente a fianco delle popolazioni senza voce e senza speranze, per protestare contro

la produzione e la vendita di armi,

le nuove bombe atomiche in arrivo in Italia,

la preparazione di nuove guerre,

la collaborazione con chi viola i diritti umani.

E’ grande la necessità di costruire in ogni modo e subito un movimento contro la guerra, vista la passività di troppe forze politiche e sociali.

E nel riaffermare la sovranità dell’art. 11 della nostra costituzione, ribadiamo che siamo contro tutte le guerre, o missioni o comunque le si voglia chiamare, in cui l’Italia è stata trascinata dalla Nato, che dal 1999 ha trasformato l’alleanza militare da difensiva in offensiva per “difendere gli interessi economici dei paesi membri ovunque minacciati”.

Ci troviamo, con tutti quelli che vogliono unirsi a noi, a manifestare insieme contro questo irragionevole e assurdo intervento di guerra.

sabato 12 marzo dalle ore 11

in corso Matteotti davanti al Palazzo Gabuccini

Noi donne in nero ribadiamo la nostra estraneità: NON IN NOSTRO NOME!!!

Femminismi aderisce all’iniziativa.

Dal blog di Pia Nuzzo

Immagine UDI dal blog di Pia Nuzzo

URBINO – Dal 7 al 9 marzo tre incontri dedicati al dibattito sul genere
L’iniziativa nasce dal coordinamento interdisciplinare tra i corsi di alcune docenti dell’Ateneo di Urbino, ..
Nella settimana in cui si celebra la Giornata internazionale della donna si terranno tre diversi incontri rivolti principalmente, ma non solo, alle e agli studenti. Il primo di questi incontri avrà luogo il 7 marzo 2016 e vedrà come relatrice la prof.ssa Monia Andreani, con un intervento dal titolo Universalismo dei diritti e pratiche di decentramento della cura. Partendo dalla sua ricerca in etica della cura e dal libro La bioetica con i caregiver. Alleanza terapeutica e qualità della vita (Milano, Unicopli, 2015),

Il giorno 8 marzo la prof.ssa Raffaella Sarti parlerà de Il genere della dipendenza a partire dal suo recente volume Servo e padrone o della (in)dipendenza. Con un approccio storico di lungo periodo illustrerà l’influenza delle asimmetrie costruite dentro la sfera domestica, anzitutto quelle tra uomini e donne, nella costruzione della cittadinanza.

Il terzo avrà luogo il 9 marzo con il seminario dal titolo Donne nelle forze armate e uomini a casa. Nuove frontiere degli studi di genere. Attraverso la presentazione e discussione del libro della prof. Fatima Farina Donne nelle forze armate (Roma, Viella, 2015) e del volume curato dalla prof. Raffaella Sarti Men at Home. Domesticity, Authority, Emotions and Work (“Gender & History”, vol. 27, 2015, n. 3). Altri particolari sul portale uniurb

 

FANO – 8 marzo, ore 17,30, Sala della concordia, presentazione del volume Dodici passi nella storia. Le tappe dell’emancipazione femminile.

locandina-come-cambiano-le-italiane-08

cups
Comunicato delle associazioni che promuovono la manifestazione: tutti insieme il 5 marzo!


“Una legge non c’era e ora c’è. Il Parlamento doveva farla perché l’Italia è stata sanzionata dalla Corte Europea per non avere ancora adottato una legge che garantiva i diritti delle coppie omosessuali. È questo il quadro in cui si inserisce la legge che adesso arriverà alla Camera. Un passo dovuto. Che ha tuttavia lasciato fuori il tema dei diritti dei nostri bambini, dell’uguaglianza dei progetti di vita, dell’omogenitorialità. La legge si farà e nessuno ne chiede il ritiro. Comprendiamo la soddisfazione di molti per questo risultato ma festeggiare dopo lo strappo che è stato compiuto pare davvero insostenibile.
Il momento giusto è adesso: è il momento di chiedere tutte e tutti insieme rispetto pieno delle nostre vite, pieno riconoscimento dei nostri diritti e di quelli dei nostri figli e delle nostre figlie, che oggi restano esposte a una discriminazione insopportabile; il nostro obiettivo rimane quello di sempre, il matrimonio egualitario.
Non sarà il movimento a decidere come e quando il matrimonio sarà legge, spetta al Parlamento darci una risposta soddisfacente, noi sappiano solo che è già tardi. Il nostro compito comune è tenere alta l’attenzione sulle nostre rivendicazioni e rilanciarle senza permettere che vengano dimenticate o messe in un angolo.
La manifestazione del 5 marzo è per unire e non per dividere. Siamo tutti e tutte uniti nel rivendicare uguaglianza di diritti, ma anche per celebrare noi stessi, le nostre battaglie, le nostre vite e il nostro orgoglio. Insieme a tutti coloro che credono in un paese laico e civile.”

Autobus in partenza da FANO ore 7.30
c/o Parcheggio Trony (Zona Ind. Bellocchi)
Quota A/R 20€ (15€ per studenti/disoccupati)

Il posto si conferma versando la quota di persona o sul conto paypal di Arcigay Agorà.
Fano – Alessandro 349 8136561
info@arcigayagora.it

ps: Arcigay grazie a un accordo con Nuovo Trasporto Viaggiatori ha attivato una promozione dedicata alle persone che il 5 marzo vorranno raggiungere Roma (e da lì ripartire) per manifestare in piazza del Popolo. Le tariffe agevolate si attivano inserendo, al momento dell’acquisto del biglietto, il codice 5MARZO30. Si potrà usufruire di sconti pari al 30% sulla tariffa Economy valido su tutti gli ambienti di viaggio (Smart, Smart XL, Prima) per tutte le tratte di andata con destinazione Roma e per tutte le tratte di ritorno con origine Roma.

cups

Era l 8 maggio del 2015 quando la mia pausa lavorativa venne riempita da un quesito a cui con difficoltà riuscì a rispondere. Sabrina, davanti ad un’immagine dove la normalità della tenerezza di un abbraccio genitoriale viene spezzata dalla “peccaminevole” raffigurazione di una coppia omosessuale, mi chiese come due donne potessero realizzare un progetto di vita comune senza possedere diritti civili incorniciati nell’art 2 della nostra Costituzione.

Da quell’istante, affiancata dalla redazione di noi mondo tv ci siamo addentrati in un mondo celato ed ingessato da pregiudizi e stereotipi che hanno congelato in maniera silente una realtà da sempre esistente.

Ed è così incominciato il nostro viaggio, armati di videocamere e cavalletti, con la voglia di dar voce alla silenziosa quotidianità di famiglie omo genitoriali contrapposte al clamore delle piazze che in questi ultimi mesi si animano di colori ed ideologie differenti.

Il progetto ‘Famiglie alla pari’ è un documentario che vuole compiere un viaggio all’interno delle tante tipologia familiari della nostra società a partire dalla concezione “cristiana” di famiglia passando per le coppie di fatto fino a conoscere le realtà della famiglia omo genitoriale. Un particolare approfondimento verrà fatto sul valore simbolico del matrimonio nella nostra attuale società.

Sabato siamo scesi in piazza anche noi per combattere contro l’arretratezza del nostro ordinamento giuridico, sostenuto da uno storico conservatorismo che non sembra fortunatamente rappresentare la maggioranza della popolazione italiana.

La piazza è diventato il megafono di una voce corale intonata per il riconoscimento di tutte le tipologie di famiglie ed amore, ricordando che l’anormalità di questo Paese è il non riconoscere uguali diritti a tutti.

Ringraziamo il gruppo femminismi per il sostegno che continuano a fornirci e tutte le splendide famiglie dell’associazione nazionale famiglie arcobaleno .

 

Sara Nucci – Noi Mondo Tv

FB: Famiglie alla pari

Montalbini_seppia

Rimaniamo stupite dalle veementi parole del signor Montalbini, espressosi ieri su miriadi di questioni chiamandoci in causa come “femministe”.
Innanzitutto: da quale prospettiva parla Montalbini? Si fa portavoce di un senso comune di FI/AN (ci chiediamo: che fine hanno fatto i laici di FI?) o veste i panni della Sentinella in Piedi, ideologicamente impostata per manifestare contro la libertà altrui con argomenti pretestuosi? Sappiamo, infatti, che il Montalbini si è fatto intervistare come Sentinella in Piedi (forse se ne vergogna?) nel documentario ‘Famiglie alla Pari’, progetto di Noi Mondo TV.
La sentinella di tutti parla di “natura” come se intendesse confondere le acque e intorbidarle con argomentazioni non logiche, nelle premesse e soprattutto nelle conseguenze.
E’ un fatto che nel DDL Cirinnà si tratta in termini di libertà e diritti umani e non si prende in considerazione la “natura”. Sappiamo dalla storia che una interpretazione della “natura” razzista impedisce l’espressione della libertà e la piena titolarità dei diritti: questo è successo con il Nazismo che divideva l’umanità in degna e indegna, e con il razzismo che segregava i neri.
Quando si dice che si è a favore della libertà di altri di registrare una unione civile ma non di adottare i figli del proprio partner è come dire che l’istituto della stessa unione è inefficace nel dare tutela ai minori, e quindi è di fatto andare contro la tutela del bene del minore e favorire l’ineguaglianza di un gran numero di bambini; questo viola l’articolo 3 della Costituzione, che crediamo conosciuto dal signor Montalbini.
Cosa c’entri poi l’utero in affitto con il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, nel quale semmai si tutelano i figli biologici dei partner, è un mistero. O meglio, è chiaro: c’è chi vuole fare fumo e confondere le acque.
Come si diceva negli anni ’70 “l’utero è mio e lo gestisco io” , e se nel mondo a causa delle disparità sociali e culturali c’è poca autonomia e libertà femminile, siamo noi donne (sempre) a scendere in campo contro lo sfruttamento dei nostri corpi, il Montalbini non può più fare il “curator ventris” di antica memoria.
Per il resto delle iperboli di Montalbini sul fantasmatico ‘Gender’, leggende di YouTube  e non realtà, preferiamo sorvolare con femminile grazia e mobilità, a testa in sù.

Femminismi – donne di Fano, Pesaro, Urbino.

Leggi l’articolo: Montalbini_RdC_27_01_16

Pagina successiva »



Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 94 follower